Odissea Necchi. Dalle lotte ai lotti

by

di Irene Campari

terza parte

 

La proprietà Marazzina occupa 110.000 mq dell’area ex Necchi (l’ex Snia Viscosa, per esempio, è di 171.000 mq) posti a nord, quelli soggetti alla proposta di Pii sono nell’area sud di questa di proprietà per un totale di 63.930 mq, di cui 18.382 sono stati ottenuti dalle Ferrovie dello Stato nel novembre del 2004, coperti sono 33.800. L’area ospita due grandi capannoni per la logistica e alcuni piccoli inutilizzati. Il Prg prevede, su una superficie di 45.000 mq, «aree per attività esistenti» ossia artigianali di produzione e servizio, industriali, depositi, attività di ricerca anche finalizzata ai servizi; sui restanti 18.300 mq «viabilità, infrastrutture – nuove aree ferroviarie». Al comma 9 dell’art. 16 del Prg è scritto che per la LdL di via della Repubblica «non sono consentite modificazioni e ampliamenti». sui restanti 18.300 mq «viabilità, infrastrutture – nuove aree ferroviarie». Ci vogliono invece fare residenze e parcheggi, quelle di cui Pavia non ha bisogno.


La superficie concessa è di 30.061, tuttavia la proprietà chiede il 10 per cento sulla superficie lorda ammessa per le aree dismesse classificate come «Aree di trasformazione», e si arriva a 33.044. Il volume edificato sarà di 102.995 mc, distribuito tra residenze private, residenze private convenzionate, parcheggi privati e quelli convenzionati pubblici. La residenza privata convenzionata è pari al 20 per cento, quindi 6.135 mq, e ad uso pubblico 1812. È suddivisa in tre edifici che danno sulla ferrovia. La residenza privata è costituita da 5 palazzine (una parte è convenzionata e rientra anche nella prima categoria) per un totale di 21.673 mq. Le palazzine formano una specie di anfiteatro con lato aperto verso viale della Repubblica. Un edificio dietro le palazzine, sul lato del Viale, sarà adibito a commerciale (1.141 mq) e un altro a terziario (1.141 mq, in totale il terziario occupa 2282 mq). La superficie ceduta al Comune è costituita da 1.812 mq di edilizia convenzionata e parte dell’edificio commericiale-terziario. I parcheggi occupano 15.762 mq, di cui 4.800 di uso pubblico e 10.927 pertinenziale. I box occuperanno 2.549 mq. Un parcheggio di 1.348 mq sarà interrato. I parcheggi per i box auto sono 6.636 mq, i posti auto all’aperto occuperanno 483 mq. La superficie con destinazione a verde è pari a 35.000 mq, 16.000 mq privato e 18.000 ceduto al Comune (quello derivante dall’ampliamento dello scalo ferroviario), più 1.000 mq di pertinenza dell’edilizia convenzionata.
A fronte di questa proposta, l’assessore all’Urbanistica Franco Sacchi, nel novembre 2006 scrive alla LdL chiedendo che il programma di intervento sia presentato inquadrando tutta l’area e non solo una parte. Il proprietario della restante area dismessa è Cavallini. Chiede inoltre che vi sia presente un più accentuato mix funzionale e che la viabilità sia considerata all’interno di un piano del traffico adeguato. Nella proposta la proprietà ha previsto una rotatoria di ingresso all’area all’altezza dell’attuale accesso da Viale della Repubblica.

Stando stretti alla ex Necchi, il Gruppo Marazzina si sposta al Bivio Vela. La decisione da parte del Comune di destinare ad attività produttive il Bivio Vela è contemporanea all’insediamento del Gruppo Marazzina alla ex Necchi (1998). Dopo l’approvazione, il 23 luglio 1998, del Nuovo piano degli insediamenti produttivi, il 2 dicembre 1999 il Comune acquisisce le aree al Bivio Vela. La presentazione di quel Piano integrato è di un anno posteriore all’acquisizione del Gruppo di 5 lotti edificabili nell’area oltre Viale Cremona, in Strada Bellingera. La prima volta che in Consiglio comunale viene associata la logistica al Bivio Vela è in occasione della discussione del Piano dei Servizi nell’autunno 2007, dall’architetto Avarello, consulente responsabile del Piano. Lo ringrazio durnate la seduta per la precisazione e per l’inconsapevole rivelazione. Lo sospettavamo, ma finalmente la parola che nessuno della Giunta osa pronunciare è detta. Il Sindaco a sua volta, la nominerà per la prima volta durante il discorso di San Siro 2007; dopo il nostro incalzare non può nascondersi solo dietro al Festival dei saperi, ormai squalificato. Con un primo stralcio di attuazione al PIP approvato dalla Giunta nel marzo del 1999, si permette il trasferimento qui di «attività già esistenti», in prevalenza di logistica. Sono 17 i lotti allora assegnati su 29 disponibili. In quest’area si è insediato il centro unico cottura per le mense comunali e l’istituto Clerici. Era previsto anche uno scalo ferroviario in zona sulla direttrice Pavia-Mantova, ma non se ne farà nulla. Nemmeno con un secondo stralcio che prevede invece l’aumento «della capacità insediativa per attività produttive». Qualcuno ci dovrebbe anche spiegare cosa produca la logistica, ma questa è un’altra storia. In quest’occasione si parla più chiaramente di logistica. Siamo nel marzo 2007, la destinazione d’uso dei lotti dovrà essere per:«attività di logistica esclusivamente legata alla distribuzione delle merci in città e comuni contermini, magazzini, deposito di materiali e/o manufatti con o senza vendita all’ingrosso degli stessi; attività di trasformazione e vendita all’ingrosso di prodotti agricoli, attività artigianali di produzione e servizio (concessionarie di autoveicoli)». [si è poi saputo che la concessionara Fiat di Viale Campari si sposterà qui; al suo posto si prevedono residenze]. Ci sono stati problemi con gli indennizi ai proprietari dei suoli espropriati al Bivio Vela. Il Comune aveva conteggiato 24 euro al mq, ma la Corte costituzionale ha dichiarato che il valore deve essere corrispondente nona d una astrazione ma la valore venale. E le indennità sono più che raddoppiate (da 5 milioni di euro a 10) spettendo anche l’indennità di affittanza. Il costo al mq per le aziende sarebbe di 130 euro circa compresi gli oneri di urbanizzazione.
Il 4 luglio 2002 scadeva il Bando del Comune per l’assegnazione di alcuni lotti. Al 15 marzo le richieste presentate erano 5, ma solo due società hanno proceduto, la LdL con la richiesta di 5 lotti (55.439 mq) e Di Giorgi Costruzioni per soli 4.200 mq. Il 25 marzo 2004 vengono assegnati. Nel dicembre dello stesso anno la società immobiliare per la logistica del Gruppo Marazzina, Bivio Vela srl che ha sede in Lodi in via san Francesco 10 (dove avevano sede tutte le società Marazzina e anche lo studio del commercialista di Fiorani, Aldino Quartieri), stipula con il Comune una convenzione. L’amministratore delegato della Bivio Vela è Gianluigi Albergati, anche presidente del Cda della LdL, che segue la pratica insieme a Gian Paolo Bruschieri. La Bivio Vela è stata costituita ad hoc il 26 ottobre 2004 per trasferire le attività dall’ex Necchi e subentra nell’acquisto dei lotti alla LdL. Da parte del Comune di Pavia la pratica è seguita da Gabriele Pioltini. Il costo per la Bivio Vela è 1.173.643 euro più un altro milione per le opere di urbanizzazione. La società non versa tutta la somma, e presenta una fidejussione. Nella copia della convenzione fornitami dal Comune il rigo relativo a chi ha garantito la fidejussione è «trasparente» (pag. 9), così per la data di scadenza della validità. Il primo aprile 2005, la Bivio Vela presenta domanda al Comune per la costruzione di due capannoni ad uso logistico in strada Bellingera. Il 9 giugno ottiene la licenza dalla Regione Lombardia per lo stoccaggio di “sostanze pericolose”. Nel settembre 2006, la LdL è già attiva al Bivio Vela e nei due capannoni ha insediato il proprio quartier generale della logistica, «nuovo modello di riferimento per i futuri poli logistici» come scrivono nella loro pubblicità. C’è posto per 51.000 bancali, su di un’area che dichiarano di 64.000 mq (non dovevano essere 55000?). Ma scrivono anche:” Ampie possibilità di espansione nell’area di Pavia permettono di supportare la crescita di ogni cliente”; dove? quando? Quanti tir partiranno e arriveranno da Pavia per movimentare le paillet?

Aggiungiamo un pezzetto a ciò che di questa grande area dismessa avevamo già detto. L’ex Necchi è fallita, il suo posto l’ha preso la rendita immobiliare residenziale. Chi allora ha vissuto i momenti drammatici della chiusura della fabbrica non poteva forse avere piena cognizione di ciò che stava accadendo. Gli imprenditori poi, quelli che sanno far affari, sanno attendere il momento opportuno per svelare le reali intenzioni. Il momento deve essere piuttosto lontano dai climi tesi e caldi dei conflitti sociali, e avere, a questo scopo, anche amministrazioni che del conflitto sociale sono abili sublimatori. Il centrosinistra ha storicamente avuto anche questo ruolo.
L’area dismessa di viale della Repubblica è divisa in due proprietà: quella a sud della LdL di Ambrogio Marazzina e quella a Nord di Mario Cappellini, entrambi tradizionalmente legati agli ambienti lodigiani della ex Bipielle. Abbiamo già descritto il Piano integrato di intervento presentato dal Gruppo Marazzina che prevede circa 30.000 mq di costruzioni residenziali, per ottenere i quali occorre l’approvazione di una variante al Piano regolatore generale, essendo attualmente a destinazione produttiva e artigianale. L’area nord ha le stesse destinazioni legate alla presenza della ex Necchi. Dalla lettura delle istanze pervenute dai cittadini per il nuovo Piano di Governo del Territorio si apprende che anche quell’area rimanente avrà probabilmente destinazione residenziale. C’è infatti una richiesta della proprietà del 27 aprile 2007 per trasformare l’area tra viale della Repubblica e la Ferrovia in residenziale-terziario. Se dovesse essere accolta questa richiesta durante l’approvazione definitiva del Prg, avremmo un altro enorme quartiere residenziale ai limiti del centro. Altre case, altre supermercati. Magari, dopo aver ottenuto la variazione di destinazione d’uso, potrebbero anche vendere, intanto la rendita fondiaria sarà salita. Nonostante le case vuote che stanno ovunque guardiamo. Intanto aspettiamo di vedere se le intenzioni della Marvell, la società di microelettronica interessata ad insediarsi a Pavia in quest’area, siano serie, e se la stretta di mano pubblica tra l’amminidtratore delegato di Marvell e Roberto Schmid contenga accordi fondati. Del resto Schmid è nel cda della Banca popolare di Lodi, quella rinnovata.

(3/4 – continua)

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