Il pozzo del ragno

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di Mattia Laconca

 

 

La notizia è giunta la scorsa settimana, sotto il macigno del silenzio dei media italiani. In Argentina sono stati ritrovati resti umani di almeno 10.000 persone presso un vecchio centro di detenzione della feroce e sanguinaria dittatura che ha sterminato un’intera generazione a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Nel sito, noto come "Il pozzo del ragno"  sono state rinvenute ossa umane ormai calcificate; lo stato in cui si presentano indica che i corpi sono stati prima crivellati da diverse decine di colpi d’arma da fuoco, e successivamente cremati per fare sparire ogni traccia e prova dell’eccidio.
Ovviamente risulterà assai difficile per gli investigatori risalire all’identità di quelle che furono persone e che divennero grazie a Videla semplice carne da macello, manichini da esposizione in nome della dittatura e del terrore perpetrato anche grazie all’appoggio di Servizi segreti statunitensi, che aiutarono il macellaio ad insediarsi alla Casa Rosada.
Jorge Julio Lopèz è uno dei sopravvissuti a questo centro (che rassomiglia sempre di più in maniera agghiacciante ai Cpt. europei, o come diavolo si chiamano), ed è uno dei pochissimi che possa portare una testimonianza diretta di ciò che avvenne in quegli anni. Quando testimoniò col suo racconto al processo contro Etchecolatz, tenutosi nel 2006, una vera e propria sequela di minacce arrivarono a giudici e funzionari, nonché a lui stesso, attraverso la voce di gruppi come "Resistencia Republicana". Chicha Mariani, una delle principali accusatrici di Etchecolatz, venne così intimidita: «Se Etchecolatz viene condannato, faremo saltare in aria il covo Montonero», facendo riferimento alla casa nella quale, nel 1976, fu assassinata sua nuora Diana Teruggi e sequestrata sua nipote Clara Anahi. In "compagnia" di Lopèz finirono anche diverse centinaia di persone appena adolescenti, sequestrate nella celebre notte del 16 settembre 1976.
Si è tentato di fare una stima dei desaparecido: si è parlato di 18.000 persone, anche se il recentissimo ritrovamento e vari episodi portano la stima, non ufficiale, ad almeno 30.000 persone scomparse. Un vero e proprio genocidio messo in atto con la complicità di potenti Governi silenti, che in nome del Maccartismo montante e di una caccia alle streghe, in verità mai finita, hanno permesso a personaggi senza scrupoli di insediarsi nei più alti posti di potere di Paesi Latino-Americani e non solo.

Generali che comunicano solo attraverso la bocca del proprio cannone, che hanno sterminato una generazione intera di giovanissimi e che hanno ospitato tra caviale e champagne i peggiori criminali nazifascisti che la storia del Ventesimo Secolo abbia mai visto. In Argentina come in Cile, la responsabilità non è univoca, nascenti governi d’impronta socialista sono stati spazzati via: Allende fu destituito e costretto a suicidarsi proprio pochi giorni dopo il suo annuncio di volere garantire ad ogni bambina e bambino cileno almeno un litro di latte al giorno, per contrastare la fame e cominciare un radicale processo d’egualitarismo.

Chissà cosa ha pensato la Casa Bianca alla notizia di ieri. Chi vi risiede ora, come chi ci siederà dal prossimo anno. Le differenze sono davvero sottili, e comunque alle madri di Plaza de Mayo, uno dei Movimenti più dignitosi dell’intero pianeta, i propri figli e le proprie figlie non saranno mai restituite.

Una Risposta to “Il pozzo del ragno”

  1. MattiaLaconca Says:

    Argentina: mentre il Capo P2 scherza sui desaparecidos, Videla respinge la propria estradizione[..] L’ex dittatore argentino Jorge Videla respinge la propria estradizione in Italia La richiesta delle autorità italiane riguarda altri 58 oppressori, fra cui gli ex capi militari Emilio Massera e Domingo Bussi L’ex dittatore ar [..]

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