La fonte del Petrolio

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brevi annotazioni in margine alla richiesta di riapertura delle indagini
sulla morte di Pier Paolo Pasolini
di Giovanni Giovannetti

Dopo la morte violenta di Pier Paolo Pasolini la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, si scopre che parte di un capitolo di Petrolio (Lampi sull’Eni) è sparito. Il romanzo – preannunciato di 2000 pagine e destinato a rimanere incompiuto – parla dell’Eni (che Pasolini considera «un topos del potere») e della morte di Enrico Mattei. La profezia di Petrolio, l’inquietante intreccio tra politica criminalità e affari che lì si racconta, sarà chiaro solo molti anni dopo, così come la strategia delle stragi fasciste e di Stato che passa, anche terminologicamente, dagli articoli al romanzo: «Il romanzo delle stragi» (14 novembre 1974: «Io so…»).

Indagando sulla morte del presidente dell’Eni, un coraggioso giudice pavese – Vincenzo Calia – ha constatato la lucidità dello scrittore “corsaro” nel ricostruire in quel libro il degrado e la mostruosità italiana  e ha identificato il burattinaio principale in Eugenio Cefis, affarista e “liberista” tanto quanto Enrico Mattei era utopista e “statalista”. Pasolini non è stato ucciso da un ragazzo di vita, poiché omosessuale, bensì da sicari prezzolati dai poteri, occulti o meno, in quanto oppositore a conoscenza di verità scottanti.

Calia legge Petrolio, un titolo irresistibile per il magistrato, immerso nell’indagine sulla morte del presidente dell’Eni. Fatica però a reperire Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente di Giorgio Steimetz (pseudonimo di Corrado Ragozzino): un libro pubblicato nel 1972 e subito sparito. Sparito anche dalla Biblioteca nazionale di Firenze e di Roma. Il magistrato pavese non sa che una fotocopia di Questo è Cefis si può trovare al Gabinetto Viesseux di Firenze, tra le carte di Pasolini.
Ma la fortuna incontra Calia e così Calia incontra il libro, una domenica pomeriggio, su una bancarella in piazza della Vittoria a Pavia. Il magistrato può finalmente cogliere – ed è il primo a farlo – analogie e simmetrie tra il testo di Steimetz / Ragozzino e il romanzo incompiuto di Pasolini.

Di questo e di molto altro ancora si parla ne Il Petrolio delle stragi di Gianni D’Elia, un saggio-inchiesta pubblicato nel 2006 dalle edizioni Effigie, ora ripreso da Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza in Profondo neroChiarelettere, 2009), lo stesso titolo dato a uno dei capitoli dell’inchiesta di D’Elia, che i due autori correttamente indicano tra le principali fonti d’ispirazione del loro lavoro.
Il Petrolio delle stragi doveva uscire come postilla a L’eresia di Pasolini , dello stesso D’Elia, pubblicato con notevole successo nel 2005: un approfondimento monografico, dopo lo scalpore suscitato dalle poche righe sulla morte di Pasolini pubblicate nel primo libro; un modo per non disperdere le tante informazioni – anche informali – raccolte nel frattempo. Se ne ricava un ricco pamphlet, che ora – insieme a Profondo nero, al dossier di Carlo Lucarelli e Gianni Borgna su “Micromega” n. 6/2005  e alle firme per la riapertura del processo raccolte dalla rivista “Il primo amore” – forse porterà ad una nuova più approfondita indagine sulla morte del grande regista, poeta e polemista friulano.
Un ragazzo di 17 anni, Pino Pelosi, si è autoaccusato dell’omicidio. Recentemente Pelosi ha ammesso che quel giorno non era solo con Pasolini, che altri avevano partecipato al pestaggio: «Erano in tre, sbucarono dal buio. Mi dissero tu fatti i cazzi tuoi e iniziò il massacro. Io gridavo, lui gridava… Avranno avuto 45, 46 anni, gli gridavano “sporco comunista”, “fetuso”». Insomma, fu un agguato e forse Pelosi era solo un’esca. Chi sono i veri assassini? Quali i mandanti? forse sono gli stessi che hanno armato la mano degli assassini di Mattei e
Mauro De Mauro.
La “strategia della tensione” non vuole destabilizzare; al contrario vuole consolidare un sistema di potere stragista piduista e mafioso (lo stesso che nel 1962 ha eliminato Mattei, nel 1968 De Mauro e nel 1971 Pietro Scaglione) in movimento dalle bombe degli anni Settanta alla presa del potere con altri mezzi dei nostri giorni. La chiave di lettura di questo criminale asse politico-economico tentacolare sta tutta in Petrolio, il profetico romanzo-verità, incompiuto e mutilato, di Pier Paolo Pasolini che viene massacrato non dal reo sconfesso Pino Pelosi, ma da «tre siciliani»; nel frattempo altri provvedono a sottrarre da Petrolio il capitolo Lampi sull’Eni, «che dall’omicidio ipotizzato di Mattei guida al regime di Eugenio Cefis, ai “fondi neri”, alle stragi dal 1969 al 1980, e ora sappiamo fino a Tangentopoli, all’Enimont, alla madre di tutte le tangenti. Troya è Cefis, nel romanzo, dal passato antifascista macchiato, e dunque ricattabile» (D’Elia, L’eresia di Pasolini, p. 98).

Lo «Stato nello Stato» e cioè l’antistato di Eugenio Cefis, Licio Gelli e Umberto Ortolani consegna infine il testimone alla monocrazia mediatica dell’affiliato Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816), che il 18 gennaio 1994 insieme a Marcello Dell’Utri (membro dell’Opus Dei e amico di Gaetano Cinà, esponente della famiglia mafiosa dei Malaspina, vicina al boss Stefano Bontade) fonda Forza Italia.
A sinistra il Pci sa, ma sta a guardare: il «partito dalle mani pulite» rivendica la sua diversità antropologica mentre il suo “doppio” partecipa come tutti al banchetto Enimont, amministra le clientele, soffoca i movimenti e ogni altro embrione di nuove culture politiche libertarie. È la palestra alla quale si forma buona parte della classe dirigente immortale e spesso immorale che oggi guida il Partito democratico.

(Questo è Cefis di Giorgio Steimetz – l’introvabile e fondamentale interfaccia dell’incompiuto Petrolio – sarà pubblicato a puntate da questo blog, a partire da domenica 5 aprile).

10 Risposte to “La fonte del Petrolio”

  1. anarcadia Says:

    Vabbè, la foto potevi risparmiartela, eccheccazzo.

    Lo adoro, Pasolini, quanta merda gli avranno buttato addosso, poveretto. Noi che lo amiamo lo abbiamo sempre saputo, che l’avevano ammazzato per motivi “politici”.

  2. SaR Says:

    Quello che i più non sanno! Cari saluti.

  3. EsIstEgal Says:

    Pochi giorni fa ho trovato su Youtube la puntata di Blu Notte dedicata alla morte di Pasolini… parecchio inquietante.

  4. kuppotto Says:

    la foto è quella di un cristo mite.
    quello che penso spesso è: ciò che mi importa di pasolini è la vita,non la morte.

  5. cloubar Says:

    ANCORA SU PASOLINI[..] Due anni fa fu consegnato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un lungo elenco di firme per la riapertura del processo sulla morte di Pasolini. Il perche’ lo riassume qui Giovanni Giovannetti. [..]

  6. giorossetti Says:

    Pasolini fa parte di un tracciato storico-politico…seminato da uomini morti, fatti tacere per sempre… La morte rimane il silenzio perfetto, gli addetti ai lavori, i grandi manovratori lo sanno, la modalità è solo una scelta di fantasia…
    Il corpo di chi è scomodo, una volta azzittito, spento nel suo battere notte e giorno, non può impedire che la coscienza, il pensiero, la visione, l’occhio che ha visto, la mente che ha pensato, le mani che hanno toccato e creato, possano tacere, il loro destino può durare l’ infinito, e fare la Storia.
    I CARE TARANTO

  7. utente anonimo Says:

    Anch’io penso che delle foto si potrebbe tranquillamente fare a meno: personalmente, non le avrei pubblicate, così come a mia volta non fatto quando ho avuto disponibilità di immagini anche peggiori. Ma ti ringrazio moltissimo, in ogni modo, per questo tuo post nonché per il testo di “Questo è Cefis” che penso possa aggiungere molto alla lettura del “Petrolio” pasoliniano e alle ultime tesi riguardanti l’assassinio di Pasolini. Ho letto sia Micromega del 2005, sia D’Elia, sia il recentissimo “Profondo nero”, e da sempre non condivido l’ipotesi del cugino di Pasolini (Nico Naldini) che confina il delitto in un ambito esclusivamente omosessuale. Riprenderò questo tuo post (“La fonte del Petrolio”) nel sito pasolini.net, dedicato al Nostro, di cui sono autrice e curatrice. Con i riferimenti del caso, naturalmente.
    Un saluto da Angela

  8. imaremmani Says:

    IL ROMANZO DELLE STRAGI[..] Cos’è questo golpe? Io so Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i [..]

  9. utente anonimo Says:

    a quando le prossime puntate? ormai sono mesi che siamo fermi alla prima.

    creare attesa va bene, ma così…non è troppo?

    forza e grazie
    Damiano

  10. utente anonimo Says:

    Caro Damiano, amico distratto. “Questo è Cefis è stato pubblicato a puntate da aprile in poi. Ora lo trovi sulle bande laterali di questo blog.

    Saluti. G. G.

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