Gli affari loro 4

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da Albergati a Capitelli ad Albergati. Catrame e cemento
da Pavia, Giovanni Giovannetti

Ci abbiamo pensato? L’agricoltura può tornare a essere fonte di occupazione, può diventare una delle vie d’uscita dalla crisi. Specialmente quella a ‘filiera corta’ e a ‘chilometri zero’, l’agricoltura dei prodotti tipici locali di qualità, quella alternativa alle filiere lunghissime, ai trasporti, alle monoculture produttive. Prendiamo ad esempio il vino. Sulle nostre colline, la frammentazione e la diversità dei territori sono un punto di forza delle numerose piccole aziende – creative e innovative – che hanno puntato sull’alta qualità del prodotto. Eppure…
Negli Stati Uniti epicentro della crisi, il Dipartimento dell’agricoltura ha annunciato la nascita di 300mila nuove aziende agricole, favorita dalla detassazione e da finanziamenti agevolati per i giovani che vogliono dedicarsi all’agricoltura locale, sostenibile e biologica. In Giappone il Ministero dell’agricoltura ha finanziato uno stage per 800 disoccupati, per imparare a produrre e vendere ortaggi e frutta. Eppure…

Decima stazione. Coltivatori d’asfalto

Mangiare sano? Mangiare meglio? No, grazie. Il trasversale partito del bitume e del cemento vuole darci in pasto una bella autostrada: la Broni-Mortara. Un serpente d’asfalto destinato a massacrare di polveri sottili la nostra provincia, con miasmatici riverberi sul capoluogo. Se ne discute dal 2003. L’autostrada, l’interporto di Bressana e i poli logistici di Santa Giuletta e di Mortara provocheranno la cementificazione di 8,6 milioni di metri quadri di territorio (tanto ne serve per la produzione di 5.500 tonnellate di grano tenero). Calamiteranno in provincia da 30 a 40.000 automezzi pesanti al giorno, con pesanti conseguenze sulla salute di tutti. Impediranno ogni forma di agricoltura lungo tutto il suo percorso, per una fascia larga 600 metri. Oltre 4 milioni di metri quadrati di suolo agricolo saranno invasi da strade, svincoli e caselli. L’autostrada costerà 1.064 milioni di euro, con un pedaggio di 14,8 centesimi a Km, tre volte le tariffe ora in vigore.
Certo, occorre migliorare la viabilità tra l’Oltrepo il capoluogo e la Lomellina. Ma in questo modo per risolvere un problema se ne creano di peggiori, ipotecando a logistica e trasporti il futuro di Pavia e dintorni. L’esatto contrario di quello che amministratori assennati dovrebbero fare, perché la provincia non può fare a meno dell’agricoltura per il suo rilancio, e invece può fare a meno di ‘opere’ dal taglio speculativo, sovradimensionate per le nostre esigenze. Il consumo del suolo è una delle più gravose ipoteche sul futuro delle generazioni a venire. Aumenteranno i gas tossici, peggioreranno la qualità dell’aria, la qualità della vita e la salute dei pavesi.
Come hanno votato i rappresentanti dei cittadini in Giunta e Consiglio comunale? Il 27 dicembre 2006 la Giunta ha espresso “parere favorevole al progetto”. Al momento della votazione l’assessore ‘verde’ Pinuccia Balzamo si è dovuta assentare per un incombente bisognino. La delibera è passata all’unanimità (l’assessore Bengiovanni era assente), approvata anche dall’assessore Adolfo Fantoni di Rifondazione comunista.
Il 5 febbraio 2007 in Consiglio comunale hanno votato contro solamente Elio e Walter Veltri (Cantiere), Irene Campari (Sinistra indipendente) e Pasquale Di Tomaso (Rifondazione comunista). La destra inciuciona, i Verdi e legambientalisti Angelo Zorzoli e Claudia Cappelletti hanno appoggiato il documento della maggioranza. Un foglio così biodegradabile da trasformarsi – due giorni dopo – in un nuovo “sì” sfacciato e incondizionato al progetto: cartastraccia della Giunta che si autoricicla in monossido di carbonio e polveri sottili. Una drammatica presa in giro, ma l’assessore ‘verde’ Balzamo non si è dimessa. Come scrisse una lettrice de ‘La Provincia Pavese’, “Gli stessi che hanno detto sì alla realizzazione dell’autostrada Broni-Mortara ora mi vengono a dire che dovrò andare a piedi perché l’inquinamento dell’aria è troppo alto. Ma dove sta la coerenza ed il rispetto dei cittadini?”

Undicesima stazione. Siamo daltonici?

Rosso, verde, grigio… forse siamo daltonici, ma a Pavia, in politica, i colori contano sempre meno, così come il rispetto per gli elettori e per i cittadini. La maggioranza di pseudosinistra al Comune era pronta a costruire a tutta betoniera una vera e propria autostrada – in pieno centro, a due passi dalla Stazione – tra la tangenziale ovest e l’area Neca. Se la dovessero costruire, l’autostrada passerà sulla soglia di case, asili, scuole, oratori e parchi gioco.
Granitici, i manovali del partito della calce e del martello pneumatico si sono opposti ad alcuni emendamenti al Piano di governo del territorio, che chiedevano l’istituzione del parco del Navigliaccio e il miglioramento della viabilità interna. Chiedevano piste ciclabili in luogo dell’inutile e dannosa gettata di bitume: inutile perché l’allacciamento con la tangenziale esiste già (percorrendo viale Brambilla si arriva agevolmente all’area Neca in quaranta-cinquanta secondi) e dannosa perché spaccherebbe in due il quartiere, portando traffico e tossine in una zona ancora tranquilla e vivibile.
Contro gli emendamenti hanno votato – compatti – sindaco e consiglieri del Partito Pseudodemocratico. Segnatevi i loro nomi: Luigi Duse, Walter Minella, Carlo Cinquini, Ilaria Marchesotti, Maria Angela Ghezzi, Mario Locardi, Antonio Spedicato, Giuliano Ruffinazzi, Luca Filippi, Alberto Artuso, Antonio Bobbio Pallavicini, Calogero Palumbo, Luigi Molina. A completare il cartello degli asfaltatori troviamo gli Inadempienti a sinistra Giovanni Galliena, Fabio Castagna e Claudia Cappelletti (quest’ultima è anche attivista di Legambiente!), i Fintosocialisti Virginia Trimarchi e Giovanni Magni, e infine Denny Mazzilli (Pavia città per l’Uomo inquinato). Al momento del voto, il Verde (per la vergogna) Angelo Zorzoli si è eclissato. Da lui nessun sostegno alle piste ciclabili né al verde pubblico; nessuna opposizione ai propugnatori delle cancerogene polveri sottili e dell’ossido di azoto, date in pasto a bambini e anziani; nessuna considerazione per l’unanime opposizione da parte del Consiglio di quartiere Pavia Ovest.Lo sconfitto fronte del “sì” comprendeva i consiglieri di Rifondazione comunista, Sinistra indipendente, Sinistra democratica, Cantiere e Popolo delle Libertà.
Stanno devastando Pavia: ovunque si scoraggia o si contiene l’uso delle auto nei centri storici, qui qualcuno ce le vorrebbe riportare; qui qualcuno vorrebbe così legittimare la costruzione di discutibili parcheggi, magari sotterranei, magari sotto edifici storici. Le speculazioni sono caldeggiate da chi guarda alla città come a una mucca da mungere, da chi pensa che i suoli e certe inutili infrastrutture siano ‘Cosa loro’, da far fruttare molto in fretta, perché sanno che per le speculazioni il tempo è tiranno. È tutto nei patti non scritti tra le segreterie dei partiti maggiori, di destra e di sinistra.
Con il solito linguaggio da imbonitore, l’assessore all’Urbanistica Franco Sacchi (Pd) aveva definito “potenziamento della viabilità della zona” l’assurdo spettacolo di migliaia di auto in transito davanti agli asilo nido ‘Martinelli’
e ‘C’era una volta’, alla scuola materna ‘Sante Zennaro’, alla scuola elementare ‘Maestri’ e al frequentatissimo parco giochi di via Aselli. Nonché la diramazione per via Riviera: asfalto sulla “tana” del campo scout e grigia cornice all’oratorio di San Mauro, alla scuola materna ‘Landini’ e al Liceo artistico ‘Volta’.
E in quartiere? Gli abitanti di Pavia Ovest anelerebbero una zona ricreativa a beneficio di tutti. Al “Consiglio comunale dei ragazzi”, tre anni fa gli alunni della ‘Maestri’ proposero di destinare a verde pubblico l’area davanti alla loro scuola. Il sindaco Piera Capitelli (un dirigente scolastico!) fece bella mostra di accogliere la proposta ma poi dona loro il grigio pubblico di una bella autostrada. Che sia daltonica anche lei?

Dodicesima stazione. Luci a San Primo

Luci a San Primo? Sì, quelle dei fari delle automobili. Ad illuminare anche di notte l’acciottolato, i vecchi muri, i giardini, i portali tardo-gotici, gli archi in cotto delle case attorno all’antica Basilica, uno degli angoli più suggestivi di Pavia. Auto in transito verso un parcheggio sotterraneo, in costruzione nei pressi della canonica, sul luogo dove pare sorgesse la “curva sud” dell’antico teatro di Teodorico.
I cittadini del comitato che si è opposto alla devastazione ringraziano i membri di un altro comitato: quello pro-cementificazione “Pavia? no grazie!”, per molto tempo attendato a Palazzo Mezzabarba, con a capo gli assessori allo sviluppo sostenibile Balzamo (Verdi) e alla Mobilità Roberto Portolan (Sdi). Ringraziano la prima per il suo rumoroso silenzio-assenso, il secondo per il suo silenzioso plauso. Entrambi sono accompagnati dalla benedizione della Curia.
Giocano con le parole: hanno definito “riqualificazione urbana” la costruzione di questo parcheggio, che porterà traffico in alcune tra le più belle vie medievali della città, fino ad ora scampate alle ruspe. Le stesse ruspe che ora si inoltrano tra millenarie fondamenta romane, scavando dentro un sottosuolo che nasconde la nostra storia, perché quelle case sono edificate su antichi basamenti, ben visibili in alcune cantine.
Giocano con le parole: hanno detto che il parcheggio sotterraneo (sotterraneo? Il basamento è di un solo metro più basso dell’attigua via Sacco…) avrebbe ospitato “42 box auto” da affittare, alludendo ad un numero di autoveicoli che è la metà di quello reale. Proprio così, poiché i box sono a ‘due piazze’!
Qualcuno dirà che l’attuale soluzione avrà un impatto minore di quanto era previsto da un primo progetto, poi abbandonato, e cioè un parcheggio di due piani per 168 auto; dirà che l’impresa costruttrice ha già provveduto a sistemare la canonica (e in cambio ha ottenuto per 99 anni i diritti su quel terreno). Qualcuno sosterrà che un parcheggio sopra dei “ruderi”, sia pure romani, è pur sempre meglio del ventilato parcheggio sotto Palazzo Vistarino, di fronte a San Michele! All’orrore non c’è mai fine…
Nessuno di loro verrà a dirvi che quel parcheggio è una speculazione bella e buona, utile solo per chi la fa o la promuove. E nemmeno che i parcheggi ci sono già (sono pochi), che sono periferici e di interscambio, che sono sottoutilizzati perché privi dei necessari collegamenti-navetta con il centro cittadino. Né che l’assenza di questo servizio elementare non può che disincentivare gli automobilisti ad avvalersene, e raggiungere così il centro a bordo dell’auto.
A San Primo ha prevalso l’interesse particolare: di un costruttore (interesse più che legittimo) o della Curia o del tal politico. Questi ultimi hanno ignorato le sacrosante rimostranze di un comitato di cittadini, e di mille altri che hanno firmato la petizione contraria al progetto.
Via Sacco, via Langosco, via Robolini… sono strade tranquille, con edifici miracolosamente sfuggiti a tutti quei cementificatori rampanti che, nel dopoguerra, hanno distrutto la città più di quanto abbiano fatto i bombardamenti. Invece di tutelare un invidiabile patrimonio monumentale urbano, invece di trasformarlo in una risorsa economica collettiva per coltivare la rinascita della città… Invece i parolanti dello sviluppo in-sostenibile portano cemento e ossido di azoto dentro i monumenti, millantando il tutto come “interesse generale”. Interesse di chi? Dentro quale progetto di città?
Questi parolanti, con questa loro stessa logica, hanno favorito l’edificazione di centinaia di appartamenti, nonostante un vistoso calo di abitanti (eravamo 86.000, ora siamo 71.000). Appartamenti di lusso, destinati a rimanere sfitti. E intanto mancano le case popolari.

Una Risposta to “Gli affari loro 4”

  1. utente anonimo Says:

    buongiorno. solo per segnalare che su ze city è ripresa la pubblicazione a puntate di the zesitian candidate. se interessa, mi trovate lì.
    a.b.

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