Primo Maggio

by

L’internazionale
di Franco Fortini

Noi siamo gli ultimi del mondo.
Ma questo mondo non ci avrà.
Noi lo distruggeremo a fondo.
Spezzeremo la società.
Nelle fabbriche il capitale
come macchine ci usò.
Nelle scuole la morale
di chi comanda ci insegnò.

Questo pugno che sale
questo canto che va
è l’Internazionale
un’altra umanità.
Questa lotta che uguale
l’uomo all’uomo farà,
è l’Internazionale.
Fu vinta e vincerà.

Noi siamo gli ultimi di un tempo
che nel suo male sparirà.
Qui l’avvenire è già presente
chi ha compagni non morirà.
Al profitto e al suo volere
tutto l’uomo si tradì,
ma la Comune avrà il potere.
Dov’era il no faremo il sì.

Questo pugno che sale…

E tra di noi divideremo
lavoro, amore, libertà.
E insieme ci riprenderemo
la parola e la verità.
Guarda in viso, tienili a memoria
chi ci uccise, chi mentì.
Compagni, porta la tua storia
alla certezza che ci unì.

Questo pugno che sale…

Noi non vogliam sperare niente.
il nostro sogno è la realtà.
Da continente a continente
questa terra ci basterà.
Classi e secoli ci han straziato
fra chi sfruttava e chi servì:
compagno, esci dal passato
verso il compagno che ne uscì.

Questo pugno che sale…

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2 Risposte to “Primo Maggio”

  1. utente anonimo Says:

    grazie! Le parole non ce le ricordavamo più….. grazie ancora, GG

  2. utente anonimo Says:

    Pierre Dugeyter compose la musica dell’Internazionale nel 1888 ispirandosi ai versi di una raccolta di poesie di Eugène Pottier, un operaio rivoluzionario, composta nella estate del 1871, tra le rovine e in mezzo ai massacri della Comune di Parigi, che è stata la prima esperienza di dittatura proletaria in Occidente. Adottato dai partiti della Seconda Internazionale nel 1910, divenne inno ufficiale dell’URSS dal 1917 al 1944. La traduzione italiana è di anonimo e piuttosto infedele. Venne scelta in un concorso bandito dal giornale “L’Asino” e adottata ufficialmente.

    Compagni, avanti! Il gran partito
    noi siam dei lavorator.
    Rosso un fior c’è in petto fiorito,
    una fede c’è nata in cor.
    Noi non siam più nell’officina,
    entro terra, pei campi, in mar,
    la plebe sempre all’opra china
    senza ideale in cui sperar.
    Su, lottiam! L’ideale
    nostro alfine sarà …
    l’Internazionale
    futura umanità.
    Un gran stendardo, al sol fiammante,
    innanzi a noi glorioso va.
    Noi vogliamo per esso giù, infrante,
    le catene alla libertà.
    Che giustizia venga chiediamo:
    non più servi, non più signor,
    fratelli tutti esser vogliamo
    nella famiglia del lavor.
    Su, lottiam! L’ideale ecc.
    Lottiam, lottiam! La terra sia
    di tutti eguale proprietà
    Più nessuno ne’ campi dia
    l’opra ad altri che in ozio sta.
    la macchina sia alleata,
    non nemica ai lavorator.
    Sì, la vittoria rinnovata
    all’uom darà pace ed amor.
    Avanti! Avanti! La vittoria
    È nostra: e nostro è l’avvenir.
    civile e giusta, la Storia
    un’altra éra sta per aprir.
    Largo a noi! All’alta battaglia
    noi corriamo per l’ideal.
    SuvVia, largo! Noi siamo la canaglia
    che lotta Del suo Germinal.
    Su, lottiam! L’ideale …
    Andranno loro a lavorar.

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