una panchina

by
ufficio oggetti smarriti – catalogo n.02
di Luisa Voltán

Sopra la panca la capra campa… non l’abbiamo più chiamata panchina da quando il piccolo la ribattezzò ‘lacapacampa’. Fino ad allora era stata un’anonima panchina di pietra che stava a metà strada tra la scuola materna e la casa della nonna. La trovavamo sempre pulita, forse perché nessuno la sporcava (nemmeno i piccioni) o forse perchè qualcuno la puliva. Quando l’avvistavamo libera, all’urlo «lacapacampa!» il piccolo le correva incontro e ci si sdraiava, faccia al cielo. Su quella panchina il piccolo ha imparato un po’ d’educazione: le prime volte è stato arduo motivargli il ‘far posto’ anche agli altri, anche se adulti, anche se sconosciuti. Su quella panchina io ho imparato gran parte di quella misteriosa lingua che era per me il dialetto di questa città. Su quella panchina abbiamo conosciuto la signora Maria, a metà strada tra casa e lo studio del medico. Ci ha fatto spesso ridere di gusto, la signora Maria, coi suoi proverbi anacronistici e la relativa improbabile traduzione in italiano. Mi è capitato di ripassare da quelle parti: c’è una panca di pietra sbreccata e desolata, che nessun passante considera. Lo schienale che la signora Maria non mancava mai di apprezzare è stato malamente divelto. Come fosse scomparsa ‘lacapacampa’ e altrove non ne nascono di nuove, le poche vecchie che resistono non sono in salute. Anche la signora Maria è morta – di morte naturale, come si suol dire – era già molto vecchia in quel tempo, solo una decina d’anni fa. La panchina smarrita mi porta pensieri di paragone tra le ‘panchine d’Abruzzo’ e il ‘nostro terremoto’ sociale ed emotivo, tra cause e colpe dello smarrimento dei nostri e dei loro cuori.

A volte torniamo a ricordare, e nei ricordi anche una fontanella che, poco lontano… ma questa è un’altra storia. O forse è la stessa.

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5 Risposte to “una panchina”

  1. utente anonimo Says:

    è bellissimo. grazie.
    t.

  2. utente anonimo Says:

    Grazie, Luisa. E’ carino quest’ufficio di oggetti smarriti…
    Roberta Salardi

  3. utente anonimo Says:

    grazie, t. grazie, Roberta.

    Non è che avete smarrito qualcos’altro anche voi, e ce lo raccontate?

    Lu

  4. utente anonimo Says:

    Chissà perchè ma quella frase “il piccolo le correva incontro” detta da te mi ha fatto subito pensare a Pennac… ;-)
    Ciao,
    robxyz

  5. utente anonimo Says:

    Caro il mio lettore, non era mia intenzione evocare un grande – quindi non ne ho merito – ma ne son ben contenta… che leggere Pennac non fa mai male.

    un abbraccio
    Lu

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