Burocrazia, protagonismi e rancori

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Perché lasciamo il Parco delle Cave
da Milano, Italia Nostra

Italia Nostra – Centro per la Forestazione Urbana non è più nelle condizioni di lavorare al Parco delle Cave. Per questo recede dal contratto in essere con il Comune di Milano denunciando in questo modo lo stallo politico e progettuale in cui ci si è venuti a trovare.
Italia Nostra riconsegna quindi il parco all’Amministrazione e garantisce fin da ora il rispetto delle norme contrattuali che vedranno il passaggio nel corso dei prossimi sei mesi.
Ci rendiamo conto della gravità della decisione: il Parco delle cave è fatto solo per il 40%, lasciarlo adesso significa metterne a repentaglio il compimento. Ma non abbiamo alternative.
Italia Nostra non intende farsi logorare restando in un parco senza poter fare ciò in cui crede. Meglio aprire la crisi, con la speranza che insegni qualcosa ai futuri amministratori della Città.
Dopo dieci anni (1997-2005) di lavori intensi, sorretti dalla fiducia dell’Amministrazione, in cui il Parco delle Cave è stato letteralmente fatto nascere dal degrado ambientale e sociale in cui versava (rifiuti tossici, spaccio di stupefacenti, abusivismo, abbandono) ora diverse condizioni lo tengono al palo, rischiando di farlo arretrare rispetto alle condizioni di grande eccellenza paesaggistico-ambientale e sociale in cui Italia Nostra l’ha portato.
Ricordiamo che il Parco delle Cave è meta costante di viaggi di studio di esperti del verde a livello europeo. Ricordiamo anche che lo scorso autunno, in concomitanza con la Maratona di New York, è stato gemellato per le attività di ecorunning con il Central Park della “Grande Mela”. Infine, che è stato selezionato fra i dieci finalisti italiani del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.
Dal punto di vista naturale, il Parco delle cave è certamente l’esempio più evoluto di compresenza di “comodità urbane” e forti valori naturali, primi fra tutti l’amatissima zona umida, i prati naturali e la successione di boschi che hanno vinto la scommessa di portare la biodiversità nel cuore della città, secondo i più attenti orientamenti europei.
Sotto il profilo sociale e culturale, si vuole ricordare inoltre che negli anni la realtà degli orti abusivi è stata riscattata da 150 nuove parcelle ortive che costituiscono un’esperienza avanzata di presidio attivo del territorio, e che nel parco quotidianamente si svolgono attività di volontariato e di educazione naturalistico-ambientale.
La trentennale azione di Italia Nostra sul Parco si esplica anche attraverso una serie di attività di ricerca scientifica, come l’attuale, delicatissima sperimentazione di contrasto secondo nuove metodologie dell’infestazione di Anoplopora chinensis, che sta mettendo a dura prova il patrimonio arboreo del parco.
Quali gli ostacoli che incontra Italia Nostra? Prima di tutto la “tiepidezza” che il Sindaco e l’Amministrazione riservano a questa esperienza e ai suoi primi promotori: Italia Nostra. Da questa mancanza di sintonia tutto ne discende: il fatto che tutti i progetti ideati dal Centro per la forestazione urbana di Italia Nostra – ancorché inseriti nel piano triennale delle opere ancora dal tempo della precedente Amministrazione – non siano partiti, ma nemmeno esaminati. Anzi, ci è stato detto di “dimenticarli” perché concepiti in una stagione politica diversa dall’attuale.
– Dimenticare quindi il giardino tematico dei fiori da realizzare sul fronte ovest del parco;
– dimenticare la Valle dell’avventura dei bambini da realizzare – come da progetto – presso la straordinaria Cava Ongari-Cerutti,
– così come il molo con le barche;
– dimenticare la nuova area di connessione naturalistica fra le cave Cabassi e Casati;
– dimenticare il nuovo punto attrezzato per la sosta e il ristoro nei pressi dei campi bocce Cabassi;
– la valorizzazione e il completamento delle sedi associative anche come occasione per tutto il parco e i suoi frequentatori.

Contemporaneamente le nuove condizioni contrattuali che ci sono state imposte e che Italia Nostra ha accettato per spirito di servizio, si sono rivelate gravose dal punto di vista dell’appesantimento burocratico (esiziale per un’associazione come la nostra, che ha sempre fatto della “leggerezza” d’azione un punto di forza).
Infine, un malinteso senso dell'”inclusività” ha portato l’Amministrazione e i politici locali della zona a privilegiare una modalità di forte rivendicatività di alcune associazioni locali che di fatto ha fatto saltare la programmazione dei lavori imponendo un’agenda di continui allarmi, segnalazioni, urgenze, più o meno motivati, più o meno inventati ad hoc. Uno per tutti, l’emergenza bagni continuamente riproposta e a cui il Centro per la forestazione urbana ha risposto con specifici progetti ancora bloccati.
E’ bene comunque ribadire che il Parco delle cave è sicuramente il parco con più servizi pubblici a Milano.
Peccato che una indefessa attività dossieristica rischi di far dimenticare quello che è sotto gli occhi di tutti coloro che conoscono il parco, e cioè la sua grandissima pulizia e qualità ambientale.
Con queste tensioni non si può andare avanti a fare un parco. Così si scade nella lite perenne, nei piccoli protagonismi di paese, nell’atmosfera livida e rancorosa di cui ciascuno di noi ha sicuramente avuto esperienza almeno una volta nella vita partecipando a una riunione di condominio.
Stando così le cose, Italia Nostra prende atto del nuovo “modello”, e riconsegna il parco all’Amministrazione, garantendo fin da ora la massima collaborazione per un fruttuoso e ordinato passaggio di consegne.

Una Risposta to “Burocrazia, protagonismi e rancori”

  1. utente anonimo Says:

    Una notizia davvero sconfortante.
    Roberta Salardi

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