poesia

by

di Rosaria Lo Russo

Ancora speculo

canzone brechtiana

Dove volendo nessuno mi vede
mi nascondo ben bene anche da me,
non incoraggio l’orfana a richiedere
di più del necessario e sufficiente.
Un onesto comizio mi persuade a me.
Chi s’impuntò a qualunque mi vide
e infranse il congegno del dolo e della chicca,
non vellutò a dovere la felpata ottusa
tocca nel necessario e sufficiente.
Sembrava non me ne importasse niente.
Quando implicando fingi di vedere
è dura da morire l’ultima speranza,
non valutando il piombo della schermaglia
stocchi nel necessario e sufficiente.
(Laura di Zoo di vetro sarebbe figlia mia?)
Chi disvolendo si facesse pretesto
dell’isola deserta in cui tornare in me,
non adotterebbe il sistema degli insiemi
nemmeno il necessario e sufficiente.
(Farei la gatta di Masino in quel contesto?)
Si condensi il silenzio delle parole.
Il dito dell’iniziato metta in croce la bocca.
Non voli nemmeno uno zitt’e mosca:
accarezzo la sua molle meraviglia,
baratterei la tua scienza per un battito di ciglia.

Da Lo dittatore Amore. Melologhi [·] Effigie 2004

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