Ancora regole

by
di Giovanni Giovannetti

«Le regole sono uguali per tutti e derogare solo per alcuni è sempre un atto di grave ingiustizia da parte di un governo della città». Parole sacrosante del sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. A Proposito di regole: credo sia lo stesso sindaco che, nascondendosi dietro inesistenti sollecitazioni prefettizie, nel novembre scorso ha sgomberato otto famiglie dal Centro di accoglienza di Fossarmato per «motivi di ordine pubblico». Balle, ma fingiamo che fosse vero: quando è in gioco la pubblica sicurezza le invocate «regole» imporrebbero un ordine firmato dal sindaco, ordine che l’incantevole nonché incantato o incartato Cattaneo non ha mai formalizzato, dando così luogo a «un atto di grave ingiustizia» istituzionale suffragata da una documentazione lacunosa se non addirittura falsa.
Sempre a proposito di regole e centri di accoglienza: nel settembre scorso il sindaco aveva denunciato casi di pedofilia e prostituzione minorile tra le famiglie straniere ospitate in via San Carlo: accuse gravissime. Da questo blog e dalle pagine del settimanale "Il Lunedì", il 21 settembre avevo allora rivolto al sindaco alcune semplici domande: «Conferma che in tali episodi di pedofilia risultano coinvolti adulti e/o minori attualmente ospiti nel Centro di accoglienza di San Carlo?»; «Sono emersi i nomi degli eventuali adulti coinvolti?»; «Queste persone sono state denunciate all’Autorità giudiziaria?»; «Quali provvedimenti sono stati presi a loro carico?». Non c’è stata risposta, né si registrano denunce del sindaco alla Procura; e si capisce: erano tutte balle. Non fossero stati Rom rumeni, gli “scarti umani”, Cattaneo sarebbe stato chiamato a rispondere delle sue pubbliche e infamanti menzogne di fronte alla legge. Allora alla Procura ci appelliamo noi, dando qui notizie di reato meritevoli di indagini d’ufficio, a partire da quest’ultimo e particolarmente odioso «atto di grave ingiustizia» istituzionale; un illecito che va a sommarsi ad altri: ad esempio, in ambito urbanistico, l’annunciata costruzione di venti edifici nel parco della Vernavola a pochi metri dal torrente, nonostante la legge "Galasso" (che rende inedificabili per 150 metri le rive dei corsi d’acqua, come la Vernavola, registrati tra le pubbliche acque) e i vincoli chiaramente imposti dagli articoli 22 e 36bis delle Note tecniche di attuazione del Piano regolatore. Vero Procuratore capo dottor Gustavo Cioppa?

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