La memoria corta dell'indagato Pietro Trivi

by
da Pavia, Giovanni Giovannetti

A noi pavesi piace essere presi per il culo. Dopo la manifestazione antimafia con a capo gli amici dei mafiosi incarcerati Carlo Chiriaco e Pino Neri, ora ci tocca Pietro Trivi (uno dei principali indagati dalla Procura antimafia) che, dal quotidiano locale, rivendica la primogenitura della proposta di una commissione prefettizia che indaghi sulle infiltrazioni mafiose al Comune di Pavia.
1° dicembre 2008: in Consiglio comunale si discute l'istituzione di una commissione antimafia. C'è chi non vede motivo di allarme (Luca Filippi, quello intercettato il 17 giugno 2009 a conversare con Chiriaco di «un bel sistema da gestire»), chi la ritiene superflua (Valerio Gimigliano, membro del Cda dell'Asp: come affferma Chiriaco, «quel consiglio di amministrazione me lo sono scelto io…») e chi – Pietro Trivi – diffida della Commissione antimafia richiesta da Campari e Veltri proponendo un più blando «osservatorio».
La mattina del 13 luglio scorso la casa di Trivi è stata perquisita dagli agenti della Guardia di Finanza. L'anno prima, nel corso della campagna elettorale per le Comunali 2009, in una intercettazione ambientale l'ex consigliere di minoranza (poi assessore al Commercio) viene sorpreso a mercanteggiare con Chiriaco voti a pagamento, e deve dimettersi. In un'altra intercettazione (2 ottobre 2009) Chiriaco confida all'amico Trivi – un pubblico ufficiale – notizie di reato relative a un traffico di lauree false tra l'Italia e la Bulgaria: «la Cangianiello qui ha una laurea riconosciuta… dal Ministero… Ordine dei Medici di Milano… si è comprato in Bulgaria attraverso la 'Ndrangheta… dice quelli là hanno… dei giri… ha mandato tutti i documenti …». Trivi chiede: «e quindi se l'è comprata… la laurea?»; e il direttore sanitario dell’Asl pavese: «…. comprata.. va bene! Comprata!». Aggiunge che il «traffico di lauree false» era gestito dalla «famiglia Sergi di Buccinasco». Non risulta che Trivi sia poi corso in Procura (né al quotidiano locale) per la doverosa denuncia. Così come non si trova traccia nella sua lettera alla "Provincia Pavese" dei motivi che lo hanno indotto, il 1° dicembre 2008, a caldeggiare un osservatorio piuttosto che la commissione. In realtà Trivi ne parlò, ma tralascia di riferirlo ai lettori.
Cosa dimentica lo smemorato ex assessore amico di Chiriaco? Come disse, se «è preoccupante il fenomeno mafioso, altrettanto preoccupante» è il rischio «che qualcuno possa essere sbattuto sui giornali, magari come presunto protettore di persone che vengono ricoverate presso la clinica Maugeri», accuse rivolte a persone «che occupano ruoli nelle istituzioni pubbliche a livello comunale e anche a livello provinciale». Trivi portò ad esempio la cattura di Ciccio Pelle “Pakistan”, il boss della 'Ndrangheta sorpreso due mesi prima alla clinica Maugeri di Pavia: «Un giornale locale ha preteso di costruire tutta una rete di protezione a tutela della latitanza di questo “Pakistan”, con notizie assolutamente infondate e non verificate, notizie che hanno gravemente danneggiato l'attività di un personaggio pubblico pavese». Il «personaggio pubblico» cui l'indagato Trivi alludeva ha un nome e un cognome: Carlo Antonio Chiriaco, direttore sanitario dell'Asl pavese, da cui dipendono i ricoveri.
Letto con il senno di poi, Trivi sembra preoccuparsi che una commissione comunale antimafia arrivi a "vedere" ciò che, dopo il 13 luglio 2010, è emerso con l'indagine "Infinito" della Procura. Meglio allora evitare la fuga di notizie, meglio che non lo si dica troppo in giro, per non «danneggiare gravemente» quelli come Chiriaco.
Nel consiglio comunale del 1° dicembre 2008 in difesa di Chiriaco interviene anche Dante Labate (al solito, senza mai nominarlo – per Chiriaco, Labate è come un «fratello»): «Associare il suo nome a questo Ciccio Pelle è una cosa vergognosa. Non per niente, il giornale che ha scritto una cosa del genere è stato querelato, e l'avvocato del querelante è Pietro Trivi, che giustamente si è arrabbiato» (dopo l'arresto alla Maugeri del boss calabrese del narcotraffico, avevo tirato in ballo Chiriaco che, assistito da Trivi, mi querelò). Secondo l'antimafia si sarebbe trattato di un favore alle cosche di San Luca con l'intermediazione del mammasantissima Cosimo Barranca, il capo della Locale milanese.
Come dicevo, a noi pavesi piace essere presi per il culo. E lo sa Trivi, così come sembra noto anche a “La Provincia Pavese”, quando mette in pagina le sue opinioni, separandole dai fatti. A questa amministrazione, al quotidiano locale e a molti altri (affittacamere, banche, immobiliaristi, ecc.- ovvero il mondo degli affari e della rendita parassitaria) la città sembra piacere così com'è: silente e preoccupata, sì, ma dell'inchiesta. Sempre più preoccupata, sempre meno indignata.

6 Risposte to “La memoria corta dell'indagato Pietro Trivi”

  1. utente anonimo Says:

    Città sempre più preoccupata dell'indagine? ma va là, questi se ne fregano, continuano e continueranno a fare quel che credono, senza nessuna remora. Passata è la tempesta, e le oche tornano a starnazzare sull'aia. Magari diranno pure che Giovannetti, Campari e qualche altra persona sono i soliti personaggi che spargono letame sull'onorabilità e sul buon nome di loschi figuri, e loro continueranno nei traffici di sempre. Morto un Neri o  un Chiriaco, se ne fa un altro; e i personaggi del sottobosco politico pavese avranno un altro referente cui rivolgersi per acquistare voti, un altro capo bastone che indichi loro quale candidato inserire nella lista, un altro baciamolamaniavossia che tratterà di affari da concludere con un piano di governo del territorio fatto a misura per i mammasantissima e per gli investimenti del denaro da riciclare. Così, Trivi torna ancora a parlare e i vari Gimigliano, Filippi e compagnia varia non hanno mai smesso di farlo

  2. utente anonimo Says:

    P.S. A capo della manifestazione antimafia del luglio scorso non c'erano gli amici degli amici di Neri e Chiriaco, ma i loro diretti amici in prima persona. Quelli che si rivolgevano a loro per avere indicazioni sui candidati da inserire in lista e che con loro parlavano dellaloro  proprietà occulta di un certo bar di via Brambilla.

  3. utente anonimo Says:

    In tutto questo, Trivi è l'unico che paga politicamente. Altri andrebbero monitorati, tipo quel Ciocca che in campagna elettorale ha speso più di uno sceicco. Corruzione elettorale? Sforamento della soglia delle spese elettorali? E, poi, chi è il presidente dell'ospedale San Paolo di milano, e chi ha difeso a spada tratta l'attuale direttore di ASM. Anche rainews se n'è accorta, dedicando all'affare Pavia un bellissimo servizio andato in onda a più riprese nel mese di agosto

  4. utente anonimo Says:

    Numero 3 sa per caso se il servizio di rainews è reperibile in rete?

  5. utente anonimo Says:

    qui alcuni articolihttp://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=142970http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=142990http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=143186

  6. utente anonimo Says:

    Sì i link trattano 'argomento, ma il servizio di rainews di oltre un ora non è disponibile… bisosna scrivere alla rai… 1/2 sono dedicati a pavia

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