Come corsari sulla filibusta 3

by

di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti

..

Pasolini elenca una lunga serie di società tra loro collegate, amministrate da persone riconducibili al vice presidente dell’Eni. Come scopre Calia, si tratta di alcune delle società elencate da Giorgio Steimetz in Questo è Cefis:i cui nomi sono stati sostituiti da Pasolini con altri, ma assonanti. Ad esempio, alla “Immobiliari e Partecipazioni” di Pasolini, corrisponde la In. Im. Par. (Iniziative Partecipazioni Immobiliari) di Steimetz. Alla “Spiritcasauno” e “Spiritcasadieci” di Pasolini, che devono il nome «al fatto che presentemente Carlo Troya abitava in via di Santo Spirito, a Milano» (Calia), corrispondono, nella realtà, la Chioscasauno e Chioscasadieci, così chiamate perché Eugenio Cefis abitava in via Chiossetto a Milano. Steimetz cita la Ge. Da. , poi Pro. De. (Profili Demografici s. p. a.) , Da. Ma. (Data Management s. p. a.) e System-Italia (la stessa società che aveva assunto la figlia del contadino Mario Ronchi di Bascapé), e Pasolini le elenca con acronimi assonanti:

Un anno dopo la “Am. Da.” viene incorporata dalla “Li. De.” (Lineamenti Demografici Spa), con oggetto “stampa e spedizione di lettere e corrispondenze, formazione di schedari ecc.”. […] Qualcosa insomma, tecnicamente, come un piccolo Sid […]. Poi la ‘Li. De.’ si trasferisce (appunto)a Roma […]. E la società prende il nome di “Da. Off.”, Data Office Spa. Ma per poco, perché ben presto […] la società si richiama di nuovo “Am. Da.”. E a questo punto […] la società ampliandosi, espandendosi, prende il definitivo nome di “Pattern italiana”[…] [17]

E così con le altre società, immobiliari, petrolifere, metanifere, finanziarie, del legno, della plastica. della pubblicità, televisive, ecc. tutto questo viene notato da Calia, [18] dando così una preziosa indicazione anche per la ricerca critica e filologica sulle fonti di Petrolio . Una più accurata comparazione tra i due testi è stata poi condotta da Silvia De Laude, che ne fornisce con grande precisione i risultati nelle Note all’edizione di Petrolio del 2005, da lei curata. [19] La studiosa mostra che Pasolini riprende quasi testualmente da Questo è Cefis «ampi estratti nella sezione su Aldo Troya e il suo “impero” (Appunti 22, 22a, 22b, 22c, 22d) ». Ad esempio, Steimez scrive:

Edito dalla Nuova Editoriale S. p. A. , l’“Avvenire” esce regolarmente a Milano ed è nato, come tutti sanno, dalla fusione tra il quotidiano cattolico bolognese e il confratello ambrosiano. […] Comunque sia, il quotidiano gode di particolare simpatia pubblicitaria Eni. […] Gli stipendi, rispetto alle tabelle e alle medie dell’ambiente, risultano eccellenti, abbastanza da far scattare d’invidia sottile il cast del “Corriere” dei Crespi. Non si è badato a spese per l’aumento delle pagine, delle rubriche dei servizi […] si sono ingaggiati – per un organo in precedenza clericale e codino – giornalisti del “Corriere” (Vice redattore capo dei servizi sportivi); […] redattori dell’Ansa e di “Panorama” […] l’ex direttore della giovanile e leggera rivista “Ciao Big”; alla cronaca nera, nientemeno che l’ex direttore di “Kent”, l’elegantissimo e frivolo mensile per uomini (soli); ancora, l’ex redattore capo di quello che fu per qualche tempo l’ignobile “Abc”; nonché l’ex diretore di “Sì”, rampollo di “Abc”[20]

Pasolini così lo riscrive in Petrolio :

Per esempio, edito dalla Nuova Editoriale Italiana Spa, usciva a Milano nuovo “Avvenire”, nato dalla fusione tra il quotidiano cattolico bolognese e l’omonimo quotidiano lombardo. L’Eni aveva una particolare predilezione per questo giornale, che non si limitava a pregi pubblicitari. Gli stipendi dei redattori e dei collaboratori vennero talmente aumentati da suscitare l’invidia del “Corriere della Sera”; vennero aumentate le pagine, le rubriche, i servizi, ecc. Si ingaggiarono addirittura dei giornalisti del “Corriere” – per esempio il viceredattore capo dei servizi sportivi – insieme ai redattori dell’Ansa e di “Panorama”; per non parlare di altri personaggi più eccentrici, come per esempio l’ex direttore di “Ciao Big”, l’ex direttore del mensile per uomini soli “Kent”, l’ex direttore di “Sì” (figliazione di “Abc”)e l’ex redattore capo di “Abc” stesso. [21]

Di alcuni personaggi cambiano i nomi:il presidente della Nuova Editoriale Italiana s. p. a Giuseppe Restelli in Petrolio è Ettore Zolla; al suo vice Angelo Morandi, Pasolini dà per nome Guido Casalegno. Ancora da Questo è Cefis :

Essendo infatti il Presidente Mattei preso dalle sue mille attività sino al punto di non trovare nemmeno il tempo di firmare montagne di corrispondenza ordinaria e limitandosi a porre il sigillo autografo sulle missive di un certo impegno, il Morandi funzionava da negro per la firma, siglando per esteso, con imitazione quasi perfetta dell’originale di Mattei e con fedeltà anastatica ammirevole, il corriere di poco conto, anche magari riferito alla posta di quell’Ente (non di Stato)che il Presidente proteggeva e di cui si occupa pienamente, oggi, lo stesso Cefis. [22]

Così in Petrolio :

Il presidente Enrico Bonocore era intatti talmente preso dal vortice delle sue attività – fondatrici, appartenenti al tempo mitico – da non trovare il tempo nemmeno di porre la sua firma sotto le centinaia di lettere di corrispondenza ordinaria (per le lettere più importanti usava un sigillo autografo):era quindi Casalegno – ripeto, uomo sostanzialmente onesto – a firmare il corriere ordinario per Enrico Bonocore:siglando per esteso, con ammirevole imitazione della firma originale del Capo. In conseguenza di tale sua sconfinata pazienza manuale, Guido Casalegno, occupava presentemente la carica che abbiamo detto:oltre a essere Dirigente Amministrativo della Snam, e Direttore della Divisione Segisa, controllando così amministrativamente e finanziariamente il “Giorno”; ed era entrato a fare parte della piccola fluttuante oligarchia del cosiddetto impero dei Troya.[23]

Con ironia, Steimetz titola un suo
paragrafo Il nababbo degli investimenti a vuoto , sulla moltitudine di infruttuosi investimenti Eni nel Sudan, in Somalia o nel Golfo Persico:

Nel ‘58 l’Eni investe in Marocco dai 12 ai 15 miliardi con la Somip, ma si sa come vanno queste cose. Pazienza, di oro nero nemmeno l’ombra. Nel Sudan (1959), altri pozzi inghiottono miliardi e non regalano un barile di petrolio. Dopo l’intermezzo libico, dieci miliardi in Somalia cinque milioni al giorno circa per azionare le sonde senza conclusioni migliori. Finalmente il Golfo Persico, con lo Scarabeo, la piattaforma galleggiante dell’Eni, e il petrolio si trova; profitto iniziale subito annullato dalle contemporanee, inutili trivellazioni nel massiccio montuoso dello Zagros, un anno di lavoro a quota 3350. [24]

Pasolini così lo riscrive nell’Appunto 54 (Il viaggio reale nel Medio Oriente):

L’Eni aveva investito in Marocco dai 12 ai 15 miliardi:ma non vi si era trovato neanche una goccia di petrolio. E ciò precedentemente al viaggio del nostro ingegnere. Nel viaggio in questione, le cose, appunto, non erano andate molto meglio. Nel Sudan […] un altro buon numero di miliardi e anche qui neanche una goccia di petrolio. In Eritrea furono investiti precisamente dieci miliardi – cinque milioni al giorno per azionare le sonde – senza il minimo risultato positivo. Nel Golfo Persico invece il petrolio – novello Vello d’Oro secondo il nostro idioletto – fu trovato:entrò così trionfalmente in questione lo ‘Scarabeo’, la famosa piattaforma galleggiante dell’Eni. Disgraziatamente però, esattamente nello stesso periodo, tutto ciò che venne guadagnato nel Golfo Persico, andò perduto nel massiccio montuoso dello Zagros: un inutile anno di trivellazioni a quota 3350. [25]

Petrolio avanza dentro a una stratificazione di esibite citazioni. Addirittura clamorosa, nell’Appunto 129, la ripresa della festa narrata da Fëdor Dostoevskij nei Demoni [26], libro in cui Pasolini si specchia e specchia l’Italia dei primi anni Settanta («No, io parlo – come dice Dostoevskij, e come io non oserei dire – delle ‘mezze calzette’». Il riuso di materiali preesistenti, con riprese che non di rado sono alla lettera è insieme il risultato di un lavoro di documentazione e un’esigenza estetica. Per De Laude, così come per Calia, sono «poche, nel ritratto di Aldo Troya, le varianti rispetto al libro di Steimetz»[27]; cambia il luogo di nascita: Sacile, in provincia di Pordenone, invece di Cividale («ma di Udine quando egli era nato», scrive Pasolini). [28]

Scrive Steimetz:

Eugenio Cefis […] conta 50 anni […] non teme le Cassandre dei tumori, è un patito delle Marlboro che offre con larghezza all’interlocutore, non potendo né sapendo sacrificargli un sorriso per la quasi totale assenza di comunicativa. […] Cefis allora intensifica la propria verve ipnotica, giungendo sino al risolino allettante, astuzia sottile del proletario furbo […] Il barone del metano compresso, così come si mostra schivo davanti alle telecamere e ai paparazzi, così com’è allergico ad apparire in pubblico […] Colleziona con devozione (e profitto) gli ex-voto , investimento d’arte tra i più intelligenti. trova conforto e relax nella Citroën Ds 21 intestata alla segretaria. [29]

Pasolini:

Lui, Troya è un uomo sui cinquant’anni, ma ne dimostra meno. La prima cosa che colpisce in lui è il sorriso. Colpisce, prima di tutto, perché si sente subito che è un sorriso divenuto stereotipo. […] Troya, cioè, sorridendo furbescamente, voleva far sapere ininterrottamente, senza soluzione di continuità, e a tutti che lui era furbo. […] Non amava assolutamente nessuna forma di pubblicità. Egli doveva, per la stessa natura del suo potere, restare nell’ombra, e infatti ci restava […] Si sapeva che girava con una macchina, una Citroën verde, non intestata nemmeno a lui (che dunque non era possessore nemmeno di una modesta Citroën); e si sapeva anche che faceva raccolta di oggetti in ceramica bianca (cosa che dava l’aria di piccoli cimiteri a certi tavolini, non certo pezzi rari d’antiquariato, della sua casa e anche del suo ufficio). [30]

Analizzando l’Appunto 22a, Silvia De Laude riferisce che anche «l’“impero privato” di Troya, con i suoi vari “feudi” è descritto, in questo e nei tre Appunti seguenti (22b, 22c, 22d), sulla base del libro di Steimetz, che comprende fra l’altro uno schema grafico [31] costruito esattamente come il “grafico” con “rettangoli” in cui si allude in Petrolio». Scrive Pasolini:

Il lettore dunque osservi questo grafico. I rettangoli che rappresentano le varie Società o Enti dell’impero di Troya sono tratteggiati:il tratteggio significa cifra, cioè, nella fattispecie, capitale sociale, dichiarato e reale. L’ultimo rettangolino è tratteggiato solo a metà. Si tratta delle “Iniziative culturali” della Sig. ra F. , della cui consistenza finanziaria ci è nota solo una metà. [32]

Anche Ivan Troya, fratello di Aldo, ricalca la descrizione di Alberto Cefis, fratello di Eugenio, fatta da Steimetz:«il fratello Alberto, ingegnere, che amministra le piantagioni in Canada». [33]E così Pasolini:«Un feudo assai lontano, oltre oceano, e precisamente in Argentina, nelle immense pianure presso Mar del Plata. Qui egli possiede una vera e propria piccola “regione”, il cui feudatario è, pare da molti anni, il fratello Ivan». [34] Adolfo Cefis (fratello minore di Enrico)in Petrolio corrisponde a Quirino Troya (o Arduino). La trevalor trust Reg. di Adolfo diventa la Pentavalor trust Reg. di Quirino; la Sosvic, Sosmel; la Walchiria Établissement si trasfigura in Walhalla Établissement. De Laude elenca altre allusioni di Pasolini a nomi di società e personaggi registrati da Steimetz:la Lignea Sas di Quirino Troya e soci allude all’Arborea Sas di Adolfo Cefis; l’Am. Da. , Amministrazione Dati Spa, ricalca la Ge. Da.  Gestione Dati Spa; «Evelyn Lane, l’uomo di Hong Kong»[35] nel libro di Steimetz lo ritroviamo come «Christopher Coleman, l’uomo di Singapore». [36] E ancora:Amelia Gervasoni, cognata di Aldo Troya e sua prestanome, corrisponde ad Alessandra Righi in Furlani, cognata di Cefis, titolare della Società Immobiliari e Partecipazioni (Pasolini:«L’altro fondamento primo dell’impero di Troya era la Società Immobiliari e Partecipazioni (?), intestata ad Amelia Gervasoni. […] Essa era la sorella
della moglie di Troya […]. Dalla “Immobiliari e Partecipazioni” si figliavano, disponendosi per così dire su due file, altre otto imprese o enti, o non so come diavolo chiamarle. In prima fila, la Aronese, l’Inv. Imm. , la S. Floreano, la Dbdi; in seconda fila:la Spiritcasauno, la Spiritcasadieci, la Cen Mer, e la Sil». [37]Società dai nomi «alquanto ‘brulicanti’» scrive Pasolini. È dunque nel solco già abbozzato da Calia nel 200 , che la filologa De Laude – pur evitando sistematicamente ogni riferimento all’inchiesta del magistrato pavese – due anni dopo torna ad arare:

Anche i nomi di queste società riprendono nomi di società reali registrate da Steimetz:la Aronese corrisponde alla Arolo, l’Inv. Imm. esisteva davvero, la S. Floreano è il travestimento (con un toponimo friulano, caro a Pasolini)della San Sebastiano, la Dbdi ricalca palesemente la Fmi – le iniziali sono nel romanzo quelle della principale prestanome di Aldo Troya Donata Bandel Dragone (p. 108),  [38]come la Fmi, riferisce ancora Steimetz, era sigla ricavata dalle iniziali di Ambrogia Francesca Micheli, segretaria privata di Cefis. Lo stesso discorso vale per le società di seconda fila, elencate a p. 109: [39] i nomi Spiritcasauno e Spiritcasadieci ricalcano Chioscasauno e Chioscasadieci (Troya aveva il suo ufficio a Milano in via Santo Spirito, come Cefis in via Chiossetto, da cui Chioscasa); la Cen-Mer. (Centro Meridione) richiama palesemente la reale Immobiliare Centro Sud, e così via. [40]

(dall’introduzione a Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente di Giorgio Steimetz, edito da Effigie nella collana Saggi e documenti)

[17] Appunto 22c.  Il cosiddetto impero dei Troya: la ramificazione più importante del fratello  uirino,  p.  104
[18] Richiesta di archiviazione,  nota 1290,  p.  416
[19] Petrolio,  a cura di Silvia De Laude,  Oscar  ondadori 2005,  pp.  595-615
[20] Qui,  p.  37
[21] Appunto 20.  Carlo – come in un romanzo di Sterne – lasciato nell’atto di andare a un  Ricevimento,  p.  90
[22] Qui,  p.  38
[23] Appunto 20.  Carlo – come in un romanzo di Sterne – lasciato nell’atto di andare a un  Ricevimento,  p.  100
[24] Qui,  p.  14
[25] Appunto 54.  Il viaggio reale nel Medio Oriente,  p.  199
[26] Dostoevskij  «La festa ebbe luogo,  malgrado tutte le perplessità della trascorsa giornata “spiguliana” Credo che se anche Lembke fosse
morto in quella stessa notte,  la festa avrebbe avuto luogo alla mattina  a tal punto Julija  ichajlovna le attribuiva un certo speciale signifi-cato.
Ahimè;   era  rimasta  nella  cecità  fino  all’ultimo  momento  e  non  capiva  l’umore  della  società.   Nessuno  credeva  in  ultimo  che  il  giorno
solenne sarebbe passato senza qualche colossale avventura,  senza uno ‘scioglimento’,  come si esprimevano taluni,  stropicciandosi antici-patamente
le mani».  Pasolini  «La festa ebbe luogo,  malgrado tutte le perplessità della trascorsa giornata “calda”.  Credo che se anche il vice-presidente
iceli fosse morto in quella stessa notte,  la festa avrebbe avuto ugualmente luogo alla mattina  a tal punto donna Giulia  iceli
attribuiva ad essa una specie di significato.  Era commovente come ella fosse rimasta nella sua cecità fino all’ultimo e non avesse capito l’umore
della  società.   Nessuno  credeva,   a  quel  punto,   che  il  giorno  solenne  sarebbe  trascorso  senza  qualche  eccitante  imprevisto,   senza  un
vero  e  proprio  ‘scioglimento’  come  si  esprimevano  alcuni  (destinati  peraltro  a  essere  delusi,   benché  avessero  previsto  bene)»  (Petrolio,   a
cura di De Laude,  p.  541.  Si veda Petrolioo,  a cura di De Laude,  nota n.  79,  p.  613-4.
[27] Petrolioo,  a cura di S.  De Laude,  p.  212
[28] Appunto 22.  Il cosiddetto impero dei Troya: lui,  Troya,  in Petrolio,  Oscar Mondadori,  p.  104
[29] Si veda qui,  rispettivamente alle pp.  20,  6,  13,  81,  88
[30] Appunto 22.  Il cosiddetto impero dei Troya: lui,  Troya,  pp.  94-96
[31] Qui,  p. 172
[32] Appunto 22i.  Seguito del puzzle ecc. ,  p.  115
[33] Qui,  p.  81
[34] Appunto 22a.  Il cosiddetto impero dei Troya: le filiali più vicine alla casa madre,  p.  98
[35] Il cosiddetto impero dei Troya.  La ramificazione più importante del fratello  uirino,  p.  104
[36] Qui,  p.  62
[37] Appunto 22a.  Il cosiddetto impero dei Troya: le filiali più vicine alla casa madre,  p.  99
[38] Ed.  Einaudi,  p.  100
[39] Ed.  Einaudi,  p.  99
[40] Petrolio,  a cura di Silvia De Laude, p. 600

(3 – continua)

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