Vedi alla voce ‘Ndrangheta

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dalle carte della Procura distrettuale antimafia
Sesta parte
I Filippi, “Rinnovare Pavia” e i clan di rispetto

Le relazioni pericolose dei Filippi con gli uomini delle cosche. Cosa rivelano le intercettazioni disposte dal Dipartimento distrettuale antimafia sui Filippi e sul patriarca Ettore? La cerca del voto “calabrese” dalla lista “Rinnovare Pavia” guidata dall'ex vice sindaco di centrosinistra ora fiero scudiero di Abelli e Cattaneo (centrodestra). Nel segno del “rispetto” per il “contributo fornito”.

A Pavia la coerenza non è al potere. Prendiamo l'ex “sbirro” Ettore Filippi: non è stato un poliziotto qualsiasi; trent'anni fa ha catturato i bierre Fenzi e Moretti, anche se la cosa non fu indolore, perché il suo “golaprofonda”, un certo Longo, venne pizzicato dai carabinieri dopo una rapina e disse di essere “coperto” dalla Questura, così Filippi ebbe guai con la giustizia che non ama ricordare. Non ama ricordare nemmeno i suoi incontri ravvicinati con quell'Angelo Epaminonda (boss della mala milanese annisettanta) sempre disponibile ad accogliere amici e conoscenti nei locali notturni alla moda di cui era il titolare (alcuni stavano in provincia di Pavia).
Come già scrivemmo quando Filippi era vicesindaco di Piera Capitelli (centrosinistra) «la successiva carriera politica ne rivela i solidi ideali: nasce socialdemocratico, trascorre l'infanzia nel Partito socialista, l'adolescenza nel Partito liberale, la maturità in Forza Italia, la vecchiaia nella Margherita, e forse non morirà piddì». Correva l'anno 2008. Manco a farlo apposta, nel 2009 registriamo un nuovo salto della quaglia, con la “colombina” Filippi nuovamente a migrare armi figli e bagagli sul fronte opposto, là dove lo porta il…
E mal gliene incolse. 13 luglio 2010: dopo tre anni di indagini serrate, il Gip di Milano Andrea Ghinetti dispone l'arresto per 160 affiliati alla 'Ndrangheta lombardo-calabrese: come è noto, insieme ad assassini, usurai, trafficanti e faccendieri vengono incarcerati i pavesi Pino Neri (il capo dei capi), Carlo Chiriaco (la cinghia di trasmissione tra Neri e la politica) e Francesco Bertucca, l'imprenditore edile a capo della Locale di Pavia. Nelle richieste della Procura antimafia Filippi figura nominato 57 volte, non esattamente tra gli investigatori: intercettate due conversazioni tra suo figlio Luca e Chiriaco, nonché tracce di contatti “elettorali” tra Filippi e Neri: alle elezioni comunali 2009 nella lista Rinnovare Pavia, Ettore candida Rocco Del Prete (persona «nella piena disponibilità di Pino Neri»); l'anno successivo, a Vigevano, con 129 preferenze Salvatore Ilacqua è il più votato nella lista Rinnovare Vigevano. Suo padre Giuseppe «è colui con il quale Chiriaco afferma di aver perpetrato un'estorsione».
Alle elezioni amministrative pavesi 2009, tra i candidati di Rinnovare Pavia (il movimento dei Filippi) c'è anche Rocco Del Prete, «candidato nella piena disponibilità di Pino Neri e – affermano gli inquirenti – il fatto era noto a Neri, Chiriaco e Filippi». Nonostante 251 preferenze, per soli 7 voti Del Prete non verrà eletto (e per poche decine di voti Rinnovare Pavia non otterrà il terzo consigliere, per l'appunto il chiacchierato Del Prete. Insomma, alle mafie locali e sembrato andare tutto di traverso).
Agosto 2009. Il neo assessore Antonio Bobbio Pallavicini (Rinnovare Pavia) e Rocco Del Prete sono a Marina di Gioiosa Jonica, dove si incontrano con Pino Neri e Antonio Dieni (imprenditore di Sant'Alessio sodale di Neri, ora indagato). Bobbio riferisce che a quel tavolo si è parlato di calcio e difende Del Prete, «che conosco da anni, ingiustamente massacrato in questa inchiesta». Insomma, un bravo ragazzo tutto casa, Neri e chiesa, «massacrato – denuncia Filippi – perché utile alla vostra visione della situazione». Vostra di chi? della Procura antimafia? della rossa Boccassini? Nelle Richieste della Dda, Rocco Del Prete viene citato ben 72 volte, in conversazione o in compagnia di criminali quali Neri o Chiriaco o Rocco Coluccio (il “dottore” novarese affiliato alla Locale di Pavia, uno degli organizzatori del summit di Paderno Dugnano e membro della “camera di controllo” 'ndranghetista), o il contabile della Locale di Cormano Nicola Lucà o un “mammasantissima” come il capo della Locale milanese Cosimo Barranca.
La coerenza non è al potere, dicevamo. Ma è da escludere ogni allusione a Ettore Filippi, coerentemente “abelliano” anche quando militava nel fronte opposto. Una fedeltà che lo vedrà riconfermato nel Cda dell'ospedale San Matteo (al figlio Luca va la presidenza di Asm lavori), un incarico ben remunerato, ambìto persino da Labate, quel Dante amico fraterno di Chiriaco e Neri che – una volta rieletto – aveva preteso anche quella poltrona, malauguratamente già occupata da quell'altro inossidabile culo di pietra.
Un mercimonio che ritroviamo citato anche nella Richiesta dell'antimafia (ne abbiamo reso conto la scorsa settimana): «Labate aveva chiesto che al suo gruppo politico venisse concessa una doppia delega, e cioè quella relativa all’ospedale San Matteo ed all’Azienda per i Servizi alla Persona (Asp), cosa per quel momento storico improponibile poiché il San Matteo, negli accordi politici di cui si è premesso, sarebbe dovuto andare in assegnazione allo stesso Filippi – “…come cazzo fai perché papà, scusami facciamo noi!…”» (intercettazione del 4 luglio 2009 tra Luca Filippi e Chiriaco).
Dopo la mancata elezione di Rocco Del Prete al Mezzabarba, tra Neri e Filippi si è sfiorata la rissa. Giugno 2010: In una intercettazione del 27 giugno 2009 il capo della 'Ndrangheta – furibondo – ripete a “Francesco” [Rocco Francesco Del Prete?] le parole di qualcuno del clan Filippi: «e poi tu ci hai detto di scegliere un candidato… ma sono io che sono venuto da voi… eh… infatti… ne potevamo scegliere un altro ed invece no… abbiamo scelto uno vicino a te… per misurarci… ho detto io… e per poi è una persona che se fosse andata bene sarebbe rimasta a te…» E Neri: «voi lo potete far crescere come volete quel ragazzo lì… insomma… no ma lui ha le basi… diceva suo padre [ndr Ettore Filippi] … ha le basi?… e allora?…può tornarvi solo utile a voi… no no no… noi dobbiamo fare gruppo… voi dovete stare con me… perché le campagne elettorali mica finiscono qui!!!»
Anche Chiriaco sa che Del Prete è «nella disponibilità di Pino Neri». Gli investigatori lo riscontrano da una intercettazione del 9 giugno 2009 («Del Prete Rocco Francesco, quello che è con Filippi è nostro… eh…»)
Neri sembra intrattenere rapporti sia con Ettore Filippi sia con il figlio Luca. Anche se Ettore con Neri «non ha preso nessun impegno», la mancata elezione di Del Prete (e il conseguente acceso scazzo tra l'ex poliziotto e l'uomo delle cosche) sembra imporre una contropartita. Neri a Chiriaco (1° luglio 2009): «eh, mammasa… lui si sta bruciando. So che, sarà una presa per il culo, non lo so, stavolta pare che hanno proposto Del Prete all'Asp [Azienda servizi alla persona]; ma non ci va sicuramente, lo so è una presa per il culo». Di nuovo Neri replica una conversazione avuta con Filippi: «io sono venuto da te perché so chi sei tu, mi disse. Proprio così e sono disposto… […] come prima non puzzavano i miei voti, adesso puzzano?! [Filippi] dice: no, voi dovete stare vicino a me perché è un percorso che se va bene, va bene… ma questo è un altro paio di maniche gli ho detto. Tu sai che della politica non me ne frega niente, è stata fatta un'operazione elettorale a mo' di sfida gli ho detto, perché volevamo misurarci… sei stato tu a dire scegliti un candidato, io potevo scegliermi uno di quelli miei … invece t'ho scelto, uno vicino a te… questo ragazzo che era cresciuto con te, ti ricordi?»
Nonostante le diffidenze, riprendono «i discorsi elettorali con Neri, sempre sotto l’egida di Chiriaco». Gli agenti dell'antimafia registrano un «primo tentativo di riavvicinamento il 23 febbraio 2010», poco prima delle elezioni regionali in Lombardia e quelle amministrative in alcune città della provincia: «Secondo le parole di Dieni [impresario edile di Sant'Alessio e amico di Neri; è tra gli indagati] quest’ultimo era stato contattato da Ettore Filippi per riconciliare la divisione, e correre insieme alle elezioni nei comuni di Vigevano e Voghera; in proposito Filippi aveva richiesto loro un proprio candidato. Neri, di tutta evidenza, si mostrava disinteressato, e rammentava i mancati impegni che costoro si erano assunti nella precedente campagna elettorale ma, ad onor del vero, veniva subito rincuorato da Dieni, per il quale “…ogni aiuto è sollievo…”». Dieni conferma a Neri che Luca Filippi «in contropartita, aveva a lui promesso l’assegnazione di un lavoro presso l’Asm di Pavia» ovvero la costruzione di una fogna «lavoro per il quale aveva già provveduto ad “estendere” l’importo del mandato conferito, nello specifico da 10.000 euro, come era stato in precedenza preventivato, a 20 mila euro». Dieni informa Luca Filippi che Neri non è d'accordo: «gli ho detto che voi avete il candidato eccome… sia a Vigevano che Voghera…» e alza il prezzo: «una fogna…una fogna è…una fogna che si deve fare… è buona … lo estende a ventimila euro… eh… ma è giusto… è giusto… si dice… se lavorano sempre gli stessi… nessuno passa qualche lavoro a me… vorrei lavorare anche io… questo è!!!…»
Secondo gli inquirenti, dalla conversazione emerge «l’intento criminoso dei due interlocutori, i quali consideravano tale “apertura” un indicatore del primo passo verso altre più consistenti controprestazioni (“…si incomincia con il brodino …poi vediamo di stare bene… va… va bene pure un brodino certe volte…”)»
Rimane la diffidenza di Neri, che avrebbe potuto accettare un secondo sostegno elettorale alla famiglia Filippi in cambio di «concreti segnali di apertura verso le loro richieste». Quali? Neri vuole l'ingresso in Consiglio comunale per Del Prete obbligando alle dimissioni uno tra Paolo Bobbio Pallavicini (fratello di Antonio) e Giovanni Demaria (un modo per «portare rispetto» dopo il «contributo fornito» nel 2009). Né Bobbio né Demaria accetteranno di cedere la loro cadréga a Del Prete.
Per le amministrative a Vigevano e Voghera, in soccorso a Filippi accorre allora Carlo Chiriaco: il 1° marzo 2010 conversando con Neri e Dieni, Del Prete riferisce una telefonata di Ettore Filippi «e di averlo subito dopo raggiunto in un luogo dove era anche presente Chiriaco; l’incontro era ancora una volta finalizzato ad ottenere il sostegno politico dei calabresi nei comuni di Vigevano e Voghera dove, per il tramite di Chiriaco che si era già accordato a riguardo con Neri, avevano espresso la preferenza dei propri candidati, ovvero il figlio di Ilacqua Giuseppe, Ilacqua Salvatore, di anni 32, candidato per la lista “Rinnovare Vigevano” formulata dalla solita famiglia Filippi. Secondo Del Prete, «Carlo gli ha dato i candidati su Voghera [chi?] e su Vigevano [Ilacqua]» Per parte sua, Neri sottolinea che si è trattato di una diretta segnalazione fatta a Chiriaco, frutto di un loro prodromico e personale accordo, e lui ne vuole restare fuori: come lamenta, «a me personalmente Filippi una volta mi ha fottuto…»
Per quale contropartita? Secondo Del Prete, Antonio Dieni avrebbe avuto assicurazioni da Ettore Filippi sull’esecuzione del lavoro riguardante la fogna («…all'Antonio lo stiamo facendo lavorare e questo è già un buon segnale… la fogna di 24 mila euro e poi…»). Nell'aprile 2010 lo stesso Del Prete trova occupazione presso Asm lavori, assunto da Luca Filippi.
Questo dicono le carte. Per anni Ettore Filippi ha inscenato la parodia di se stesso, ovvero del poliziotto che, «per botta di culo», a Milano aveva “beccato” nientemeno che il capo e l'ideologo delle Brigate Rosse. E non fu vanagloria, infatti subito dopo lo ritroviamo tra i pretoriani del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a Palermo: un'esperienza breve, interrotta dall'incarcerazione a Peschiera per alcune sue oscure relazioni con il boss della mala milanese Angelo Epaminonda (storia che infine lo vedrà assolto).
In conclusione, mi sia consentita una breve digressione personale. In una notte del gelido inverno 2007, a Pavia un rumeno handicappato e in carrozzella viene tenuto fuori dal dormitorio pubblico: per più di una sera si era presentato fuori orario. Il rumeno chiama me e io chiamo l'assessore alla partita Roberto Portolan che – infastidito – ad onta del buonsenso se ne lava le mani. Per l'assessore socialista quell'handicappato poteva anche accomodarsi in un parco sottozero e sotto la neve. Chiamo allora il vicesindaco Filippi che, nonostante l'ora tarda, trova un tetto a quell'uomo in carrozzella. Soluzione forse venata di paternalismo, ma pur sempre una soluzione, altrettanto venata da umanità. Filippi è anche questo: guascone, paternalista ma anche generoso, una qualità che oggi lo porta antropologicamente ad esporsi in prima persona in difesa del clan, tra mafiosi e no, e a negare l'evidenza delle carte, ovvero le nude intercettazioni telefoniche e ambientali, che non sono interpretazioni di fatti, ma fatti.

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14 Risposte to “Vedi alla voce ‘Ndrangheta”

  1. utente anonimo Says:

    Però è ancora in giro

  2. utente anonimo Says:

    e ha sempre voce in capitolo, al contrario di chi sparge letame mixando a sproposito brani di intercettazioni definendoli "fatti" 

  3. GGiovannetti Says:

    Con piglio autoincensatorio, numero due prova a confondere i fatti (virgolettati) con le opinioni (del sottoscritto). Chi ha letto le carte sa che ho riportato ogni sillaba scritta dalla Dda su Ettore Filippi, pagina dopo pagina, così come le leggiamo nella Richiesta dell'antimafia. Manca ciò che Bokassini ha mantenuto per sé e manca qualcosina, è vero, sul figlio Luca. Rimendieremo nel prossimo rendiconto, dedicato all'assessore Greco.
    E domani Ettore Filippi interverrà per negare ogni paternità dell'anonimo commento numerodue. L'uomo è fatto così: il poco anonimo se non lo conosci lo voti, se invece sai chi è allora lo eviti, almeno politicamente. Evitate gente, e vitate…

  4. utente anonimo Says:

    Ancora gente siffatta in circolazione; trattano con mafiosi, ne prendono i voti, gli chiedono posti per i parenti (a proposito: ma il cugino di Filippi poi ha iniziato a lavorare in settembre, come gli aveva assicurato il carcerato Chiriaco?) e poi si vantano anche di avere ancora più voce in capitolo. E' l'italietta farsa messa in piedi da berlusconi, nella quale gente come il commentatore numero due sguazza a proprio agio, come i vermi nella melma. Fin quando?

  5. utente anonimo Says:

    Beh… Filippi Filippi… uno per il centrodx ed uno per il centrosx… , ma è passato…..ora dovrebbe rinominarsi Filippi Filippi Filippi… visto l'ancoraggio al terzo polo di Fini e Casini con in vista il conferimento  di incarichi prestigiosi nella nuova creatura…casiniana… attraverso il ruolo di regista del nuovo film di produzione terzopolista "rinnovare la politica"

    PS

    oltre ad ex socialista, liberale, forzaitaliota, margheritino… ecc…. ti sei dimenticato i passaggi nei socialisti unitari e nell'UdR (poi UdeUr) 

  6. utente anonimo Says:

    Intanto Filippi cerca di farla franca, con una lettera sulla Provincia di oggi, anche sulla questione del mancato pagamento del canone del parcheggio Ticinello (150mila euro). Come sempre, lui non ne sa niente, la colpa è dei dirigenti che non hanno richiesto il pagamento e via continuando di questo passo. Se Filippi si permette di dichiarare queste cose è solo perchè nessuno ha il coraggio di dire come davvero sono andate le cose. Ma è possibile che i dirigenti del comune di Pavia siano disposti anche ad addossarsi colpe che non hanno? Ma c'è qualcuno in grado di spiegare perchè Filippi incuta tanta paura? Sembra che ci sia il regno del terrore, e se non fosse per persone come Giovannetti (che Filippi chiama mistificatore) l'ex chiacchieratissimo poliziotto agirebbe ancora più indisturbato nell'ombra. Sempre pronto a tirare in ballo altre persone

  7. utente anonimo Says:

    magari si permette di dire quello che dice solo perchè è la verità!
    ettore filippi

  8. GGiovannetti Says:

    Il lupo ogni notte
    ulula a più non posso
    la sua versione di Cappuccetto Rosso.

    Stefano Benni

    Ciao. G.

  9. utente anonimo Says:

    E' proprio così, la versione di Filippi è solo una bella fiaba.Però, è tutta un'altra storia  rispetto a quello che è emerso in un certo processo dove si èparlato anche di queste cose. Bisognerebbe appurare (ovviamente dovrebbe farlo la magistratura) il legame che esiste tra parcheggio Ticinello, piscina di via Aselli e gara per l' inventario dei beni di proprietà comunale. Magari si scoprirebbe come si è mosso un certo politico e chi è l'imprenditore interessato. Peccato che la magistratura pavese non abbia mai fatto luce su certe cosettine. D'altronde, il motivo per cui certi personaggi continuano a parlare è proprio questo. 

  10. utente anonimo Says:

    il numero 9 dovrebbe essere più chiaro perchè è facile scrivere insinuazioni velate su cose che non esistono, nella visione che si vuole suggerire.
    Per via aselli dovrebbe rispondere l'ing Vaccina delle porcherie professionali fatte e che hanno messo in braghe di tela l'amministrazione ( porcherie da me denunciate per iscritto al Consiglio Comunale con una relazione sulla cui esattezza nessuno ha mai posto dubbi) perchè gli interessi di un Ente si fanno anche evitandoli guai maggiori per responsabilità dei propri uffici.Per le altre due insinuazioni ( un certo processo e la gara per l'inventario dei beni comunali l'anonimo dovrebbe farsi spiegare dal dr. Corsato cosa vuole dire così da mettermi in condizione di rispondere.
    ettore filippi

  11. utente anonimo Says:

    Il significato della gara per l'inventario dei beni comunali è stato ampiamente spiegato in un certo processo; allo stesso modo, in quel processo è stato chiaramente detto chi era l'assessore che ha fatto pressioni e a favore di quale impresa. Ma a Pavia tutto è destinato a restare così com'è, tanto che nessuno si è mai azzardato neanche a richiedere la restituzione di certe somme che, a quanto pare, erano state percepite indebitamente da un personaggio politico. Sparare sulla croce rossa, così come è stato fatto richiamando le responsabilità di Vaccina, è il solito giochetto affatto pulito dello scaricabarile.

  12. utente anonimo Says:

    Quando la voce delle armi ormai tace, un nuovo fragore balistico farebbe così tremare l'aria da rendere fragili anche i corpi di voi tutte, care guardie. Pensate sia finita con le bombe sui treni ed i contratti nazionali di lavoro? Pavia, Milano, Pisa, Bologna e Genova sono fucina di nuovi talenti rivoluzionari. E stavolta i servizi segreti sono in tutt'altre faccende affaccendati: una nuova giustizia popolare è inattesa dalle istituzioni, così tanto da poterne scrivere liberamente.

    Come una vecchia
    Amica tornò Ancora la pioggia
    A battere il tempo
    Sul selciato

    E la terra
    La riceve tutta
    Nel grembo
    Mentre sorridono
    Gli alberi
    Nel respiro della primavera

    Anch’io m’appresto
    A riceverla
    Con quest’anima inquieta
    Che smania
    E che vuol correre
    Nei prati
    Appena bagnati.

    Sante Notarnicola – Partigiano nell'Italia repubblicana – Volterra, 14 marzo 1971

  13. utente anonimo Says:

    non riesco proprio a capire la logica di certe situazioni. Chiedo di sapere a quale processo il numero 9 si riferisce ed il numero 11 risponde a" quel certo processo" senza spiegare quale e comsa si sarebbe accertato, perchè se si accusa una persona andrebbe detto di cosa e come ha concluso la magistratura che non può essere applaudita se si interessa di Scotti  sospettata se non segue le" follie" di dipendenti comunali frustrati: E' ancora più stupido tirare in ballo una storia che è stata accertata in ogni sua parte e non ha dato rilievi di alcun tipo, perchè tutto è stato legittimo, a meno che il criterio della legittimità degli atti non debba essere relativo. Chi accusa Filippi di comportamenti illegittimi ha ragione per principio e chi dopo aver accertato conclude che è tutto a posto è complice di Filippi!
    Per quanto riguarda via Acerbi non sparo sulla Croce Rossa, ma mi limito a fare presente che le accuse le ho fatte in Consiglio Comunale circostanziate e per iscritto  e se il Consiglio ha deciso di transare era perchè l'Amministrazione per le "scelte amministrative " di Vaccina, che nonostante tutto quello che ho sempre detto non mi ha mai querelato. Naturalmente per questo blog, tutto il Consiglio Comunale era complice di Filippi nell'aiutare Pacchiarotti!
    Non riesco a capire poi il legame tra le prime undici note e la  nr,12 con una poesia di Sante Notarnicola che, se non ricordo male, era uno della banda di rapinatori comuni   di banche denominata  la "Banda del Lunedì o banda Cavallero " che insanguinò Milano sulla fine degli anni sessanta con molti omicidi ,diventata famosa perchè molti tesimoni oculari riferirono di un Cavallero che rideva mentre sparava e che si qualifica " Partigiano dell'italia Repubblicana"!
    Qualcosa mi sfugge!
    ettore filippi

  14. utente anonimo Says:

    Ecco, è uscito fuori il nome dell'imprenditore: Pacchiarotti. Vaccina bravo dirigente, o dirigente che combinava porcherie? Non è dato sapere, così come non è dato sapere perchè sono stati regalati 700.000 euro a Pacchiarotti e nessuno ne ha mai chiesto conto a Vaccina. Che forse non era così responsabile come dice Filippi? Se la memoria non mi inganna, mi pare invece che Vaccina abbia vinto una causa di lavoro e che gli sia stato riconosciuto un danno di 50.000 euro che il comune di Pavia ha regolarmente pagato. Filippi ha per caso qualche responsabilità in quel risarcimento? E come mai nessuno ha mai indagato sul motivo per il quale taluni assessori che hanno provocato questo tipo di danno non hanno mai pagato un euro di tasca loro? E' facile agire così, tanto a pagare sono sempre i cittadini incolpevoli. Non solo la mancata restituzione di somme non dovute, ma anche la responsabilità di danni provocati per mera arroganza.

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