Pizzino

by
di Pino Neri

«Sarebbero tante le cose che vorrei dire e gli argomenti che vorrei affrontare, soprattutto quelli relativi ai rapporti con i politici locali che molto hanno occupato e occupano le cronache, anche quelle nazionali. Forse un giorno…» Parola di Pino Neri, recluso nel carcere di Opera, in una lettera pubblicata il 28 dicembre dalla "Provincia Pavese". Il 'pizzino' di Neri al Palazzo è chiaro: come già negli anni Novanta, o vi ingegnate per tirarmi fuori da qui, o fate in modo che io possa riavere gli arresti domiciliari oppure, cari amici politicanti, fratelli massoni, colleghi faccendieri, a casa tornerò vuotando il sacco, e per voi saranno guai. C'è di che riflettere, proprio mentre voci che attendono conferma adombrano l'arrivo di nuovi arresti o avvisi di garanzia per "eccellenti". Il cerchio sembra stringersi intorno al livello "superiore": la Richiesta antimafia del 13 luglio scorso al Gip contiene insistiti riferimenti alla massoneria, all'urbanistica, al sistema sanitario, tutti coperti da omissis. Scontato ritenere che rappresentino altrettanti filoni dell'inchiesta, e alcuni potrebbero essere ormai prossimi alla conclusione. Il capo della 'Ndrangheta lombarda Pino Neri allora si affretti. A scoperchiare la pentola contenente i suoi compagni di merende, accampati sotto la cupola di progetto bramantesco del Duomo pavese, potrebbe arrivare prima la rossa Bokassini. (G. G.)

Pizzone

Gentile direttore, dal 19 dicembre sto rifiutando la terapia farmacologica per porre l’attenzione sulle condizioni in cui sono costretto a stare. (Arriverò, anche, al rifiuto della dialisi). Nonostante le attestate gravi condizioni di salute in cui verso (cardiotrapiantato, in emodialisi, affetto da coronaropatia trivasale ed inserito in lista attiva per un nuovo trapianto di cuore unitamenta a quello renale) vengo tenuto recluso in luoghi inadeguati dal punto di vista igienico-sanitario. Il mio stato di immuno-soppresso (assumo la ciclosporina e il cortisone, i farmaci antirigetto) mi espone ad elevati rischi infettivologici tant’è vero che, dal giorno del mio arresto, ho contratto diverse infezioni alcune importanti come la broncopolmonite batterica diagnosticata dal Policlinico di Milano il 3 novembre di questo 2010. Il rischio di infezioni, che possono essere fatali, si rivela ancora più elevato se si considera che sono collocato in un reparto di infettivi (malati di Aids, tubercolosi, ecc.) ed in luoghi sporchi e maleodoranti. Tutto ciò è assurdo che accada in un centro clinico che, solo sulla carta, risulta essere il migliore d’Italia. Basterebbe solo mettere il naso dentro per rendersi conto dello stato di degrado in cui versa questo Centro Clinico e di come sono tenuti i detenuti qui collocati (quattro persone per ogni cella, poche celle singole, docce comuni). Io sono consapevole dei rischi elevati che corro rifiutando di assumere i farmaci salvavita, ma sono altrettanto certo che in questo stato, prima o poi, sarei destinato comunque a una brutta fine. Anch’io, credo, seppur indagato di un grave reato, ho il diritto alla tutela della salute e alla vita. Tenendomi in queste condizioni, invece, si rischia di infliggermi, ancor prima di un giusto processo, una pena non prevista dal codice e bandita dalla Costituzione. Per quanto riguarda le accuse che mi vengono rivolte mi difenderò nel processo anche se quello mediatico mi ha già giudicato e condannato. Quel che mi sta accadendo è forte e ingiusto. Ricordando Pascal, la giustizia deve essere forte ma prima di essere forte deve essere giusta. Una giustizia solo forte è un’opera monca. Se, invece, la giustizia è «giusta» è «forte». Quel che mi accade è solo forte ma non giusto; è fortemente ingiusto! Sui fatti da me denunciati fornirò fatti, circostanze e nomi. Io, i miei familiari e il mio avvocato abbiamo, finora, scelto la linea del silenzio ritenendo così di tutelare meglio le posizioni giuridiche. Oggi, senza aver consultato nè l’avvocato nè la famiglia, ho deciso di rendere pubbliche le mie denunce. Sarebbero tante le cose che vorrei dire e gli argomenti che vorrei affrontare, soprattutto quelli relativi ai rapporti con i politici locali che molto hanno occupato e ancora occupano le cronache, anche quelle nazionali. Forse, un giorno, con maggiore serenità, affronterò nel dettaglio ogni questione di cui il giornale da Lei diretto si è occupato per fare, finalmente, chiarezza su tutto. Se un giorno troverò la necessaria serenità potrò sicuramente offrire un contributo valido per capire dove effettivamente si annida il centro del malaffare pavese.

Pino Neri
"La Provincia Pavese", 28 dicembre 2010

11 Risposte to “Pizzino”

  1. utente anonimo Says:

    adducci (uomo di Filippi) dirigente è il prezzo pagato dall'amministrazione per la fedeltà dei filippiani…
    fanno cagare!

  2. utente anonimo Says:

    speriamo che Neri si decida a parlare ed a chiarire come ha scritto. Potrebbe accadere che Giovannetti e tanta anonima rabbia che si legge nei commenti debbano chiedere molte scuse a molti. 

  3. GGiovannetti Says:

    Per il momento parlano le intercettazioni, e già saziano. Caro anonimo numerodue, che fai, gli sfinteri tremano e temi il peggio? Resisti, non mollare….

  4. utente anonimo Says:

    Numero 2 è una forza della natura, peggio dell'uragano Katrina!!!
    I mafiosi fanno convergere i loro voti su qualche lista che lui conosce bene e poi pretende le scuse da parte di Giovannetti. Quando si dice avere la faccia come il culo….

  5. GGiovannetti Says:

    Voci insistenti nonché convergenti (e tuttavia da verificare) raccontano di avvisi di garanzia già arrivati a un potentissimo e influentissimo esponente della massoneria dedito all'urbanistica, al suo faccendiere di riferimento (sodale di grembiulino e compasso in più d'un affare con il primo), a un assessore del Comune di Pavia e a un insospettabile nonché sospettato consiglere regionale.
    Nubi tempestose all'orizzonte per un secondo assessore comunale e per un chiacchieratissimo e chiacchierone leader di quel movimentino schierato a ruotina di scorta della maggioranza.
    Su politica massoneria e affari  si ipotizza che il Neri abbia già parzialmente vuotato il sacco, e non in solitudine: l'impalcatura dei viziosi rapporti tra chi comanda davvero e i burattini messi a ceccia nelle pubbliche amministrazioni, sarebbe stata minutamente confermata alla Bokassini da un tale ignoto "costruttore", uno che il sacco lo avrebbe vuotato per davvero…

  6. utente anonimo Says:

    Aspettiamo, avremo modo di vedere se c'è qualcosa di vero nello scritto dell'amministratore oppure se si tratta dell'ennesima voce falsa messa in giro. Come quella di uno o due mesi fa quando si parlava di due esponenti comunali e di un appartenente ad ASM. Quella è stata una bufala.

  7. GGiovannetti Says:

    Voce falsa, caro anonimo falsificatore numerosei? Quale voce falsa? Quella che tempo fa nominava il consigliere Asm Artuso? E' lo stesso tizio intercettato nei suoi rapporti con Chiriaco. O forse allude all'annuncio dei guai per il direttore generale Asm Tedesi, ora indagato? O è falsa la voce sugli incontri ravvicinati in Calabria tra l'assessore pavese Antonio Bobbio Pallavicini e Pino Neri (arrestato) e Antonio Dieni (indagato), incontri infine confermati dallo stesso assessore…
    Ripassando quanto ho scritto qui e altrove, non ho trovato tracce di notizie su assessori alla vigilia dell'arresto o altro a cui lei allude ogni cosa ha il suo tempo…), se non gli episodi sopra menzionati. Dunque lei ricorda male. Circa un mese fa "Il Lunedì"  pubblicò la notizia dell'arresto imminente di uno o più assessori del Mezzabarba (siamo ancora in attesa di quelle buone nuove…), un articolo scritto da non ricordo chi. Il settimanale di Marco Vigo volentieri ospita le mie inchieste e i miei commenti, tutti firmati. Caro anonumerosei, non confonda questo blog con altri media. E soprattutto faccia un bel clistere alla sua coscienza sporca, Vedrà che troverà indicibile conforto.

  8. utente anonimo Says:

    il solito sporco sistema. L'incontro di Bobbio " infine confermato dall'assessore".Dell'incontro si è saputo perchè Bobbio lo ha messo su facebookelo ha tenuto per un anno,come sempre fanno i mafiosi per i loro incontri segreti! Non so per i l resto ma per questa vicenda Giovannetti continua a dare significati che sa perfettamente inesistenti.

  9. GGiovannetti Says:

    Nell'agosto 2009 il neo-assessore Antonio Bobbio Pallavicini è in vacanza in Calabria con Rocco Del Prete, quel tale "nella piena disponibilità di Pino Neri", candidato da Ettore Filippi in accordo con Neri e Chiriaco nelle liste di Rinnovare Pavia. Cito Bobbio P. ("La Provincia Pavese", 29 luglio 2010, p. 17): "Abbiamo girato in macchina e ci siamo fermati qualche giorno in Calabria. Lui (Giovannetti, ndr) ha montato tutto – dice Bobbio Pallavicini – perché in quella zona c'erano anche Dieni e Neri" che, riferisce l'articolo, "l'assessore incontra per la prima volta a una cena in un locale sul mare": "Me li hanno presentati – spiega – Neri come avvocato di Pavia e Dieni come imprenditore". Bobbio annuncia querela contro il sottoscritto. Tre mesi sono passati, la querela non mi è mai arrivata (e chissà com'è).
    Dunque, se l'italiano mi sorregge, se alle parole di Bobbio si vuole dare un senso, gli "incontri ravvicinati in Calabria tra l'assessore pavese Antonio Bobbio Pallavicini e Pino Neri (arrestato) e Antonio Dieni (indagato)" sono stati "infine confermati dallo stesso assessore…". Ma vallo a spiegare all'anonimo coglione numerotto, quello dedito "al solito sporco sistema…"

  10. utente anonimo Says:

    Lasci perdere numero 8, signor Giovannetti.
    Non ci vuole grande acume per capire che lui di sistemi sporchi è un vero esperto. Scommetterei non so cosa che è laureato in filosofia e ha conseguito un master in teoria sul massimo sistema della sporcizia etico-morale

  11. maurovanetti Says:

    Le richieste dei mafiosi di essere liberati altrimenti parlano e mandano nei guai qualcuno hanno ottenuto qualche riscontro da parte di uomini politici locali?
    Se io pensassi che (1) il Mondo di Pavia fosse un sito legato ad Ettore Filippi e che (2) i mafiosi sappiano qualcosa che potrebbe mettere nelle grane Ettore Filippi, be', allora certamente (3) userei questo link per dimostrare che sì, hanno avuto qualche effetto: http://www.ilmondodipavia.it/pagina.php?b=G65s7qkGdt
    In quell'articolo redazionale de il Mondo di Pavia, infatti, si invoca la liberazione del ciellino Valdes e del banchiere Introini sulla base del fatto che a Natale si è tutti più buoni.
    Parla, Pino, parla!!

    PS: Comunque bisognerebbe verificare se davvero le condizioni igienico-sanitarie del luogo in cui è detenuto quel mascalzone di Neri siano così precarie. Se così fosse, sarebbe giusto metterle a posto; le condizioni carcerarie sono un problema reale in questo Paese, ed è uno scandalo che ce ne si occupi solo quando a doverle subire è un amico di quegli stessi potenti che le hanno determinate.

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