Restiamo umani

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Appello per la concessione degli arresti domiciliari
a Carlo Chiriaco

Carlo Antonio Chiriaco, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, incarcerato il 13 luglio 2010, versa in un preoccupante stato di salute ed è in pericolo di vita. Attualmente si trova nel carcere di Monza, uno dei peggiori. Di lui ci siamo più che occupati stando dall’altra parte. Scaricato dai suoi padrini politici, proviamo allora a chiedere al Tribunale di Milano la concessione a Chiriaco degli arresti domiciliari per motivi di salute, sottoscritta tra chi nulla ha da spartire con l’imputato e la sfera politico-mafiosa.  Al nostro appello hanno aderito letterati e scrittori come Carla Benedetti, Mino Milani e il “Premio Strega” 2009 Tiziano Scarpa; giornalisti come Marco Brando ed Enrico Rotondi; docenti universitari come il chimico Paolo Ferloni, l’economista Franco Osculati e la storica Marina Tesoro; religiosi come il genovese don Andrea Gallo, il pavese don Franco Tassone e il missionario comboniano padre Alex Zanotelli; attivisti dei diritti umani come Irene Campari, Mimmo Damiani, Giovanni Giovannetti e Luigi Manconi.
«Restiamo umani». Lo ricordate? Era l’“adagio” rivolto a noi da Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano ucciso in Palestina nell’aprile scorso. E, citando Arrigoni, nell’aderire all’appello, allo stesso modo conclude don Gallo: «restiamo umani».
Di seguito i contenuti dell’appello inoltrato sabato 10 settembre al Tribunale di Milano e alla Direzione distrettuale antimafia.

Siamo giornalisti, scrittori, studiosi, preti, operatori che in questi anni non hanno fatto mancare il loro sostegno all’operato della Magistratura e in particolare a chi è schierato in prima linea sul fronte dell’antimafia.
Dal 13 luglio 2010 il sessantunenne Carlo Antonio Chiriaco è in carcere, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Chiriaco è in pericolo di vita. È dimagrito di oltre 27 chili (passando da 85 a 58) e continua a perdere peso, è diabetico, è affetto da glaucoma ad entrambi gli occhi oltre che da carcinoma al colon e da adenoma alla prostata. Ormai non si regge in piedi se non aiutato dalle stampelle, e per gli spostamenti deve usare una sedia a rotelle.
Notoriamente, i pericoli ascrivibili ad un dimagrimento così rilevante sono per lo più dovuti a problemi cardiovascolari, con elevato rischio di aritmie cardiache, a volte fatali. Pericoli rimarcati anche dal dott. Marco Scaglione, il perito nominato dal Tribunale che, nella sua ultima relazione di agosto, segnala il progressivo allarmante peggioramento delle patologie di cui soffre Chiriaco.
Una deriva sempre più accentuata. Ma ciò che più inquieta – ammette il dott. Scaglione – è il quadro psichico (Chiriaco pativa la depressione anche prima di entrare in carcere), a conferma degli insistiti avvertimenti già letti nella perizia “di parte” dello psichiatra e psicoterapeuta prof. Adolfo Francia (9 dicembre 2010).
Secondo Scaglione, Chiriaco «assume scarso cibo non tanto per sua volontaria decisione quanto per un disinteresse», così come «è altrettanto vero che il diabete che lo affligge richiede il trattamento con farmaci: e gli stessi sono impostati per una alimentazione “normale”». Scaglione infine segnala che, in questo caso, «la farmacoterapia non è più aumentabile».
Insomma, siamo posti di fronte a un circolo vizioso che occorre al più presto fermare, come sollecita lo stesso perito del Tribunale quando invita a «interrompere in qualche modo una tale china».
Gentili Magistrati, restiamo convinti che il principio di giustizia debba nutrirsi anche di umanità, la stessa che ci porta a sentire ormai giunta – se non varcata – la soglia oltre la quale, anche per Chiriaco, la detenzione è da ritenere assolutamente incompatibile con il regime carcerario; e più che mai urgente il passaggio a misure meno afflittive, come a noi paiono gli arresti domiciliari.

Carla Benedetti, ordinario di letteratura italiana contemporanea all’Università di Pisa
Irene Campari, Circolo Pasolini Pavia
Mimmo Damiani, volontario Unicef
Paolo Ferloni, ordinario di Chimica-Fisica all’Università di Pavia
don Andrea Gallo, comunità San Benedetto, Genova
Giovanni Giovannetti, editore, fotografo e giornalista (cell. 3338824803)
Luigi Manconi, sociologo
Mino Milani, scrittore
Franco Osculati, ordinario di Economia pubblica all’Università di Pavia
Enrico Rotondi, giornalista
Tiziano Scarpa, scrittore
don Franco Tassone, Pavia
Marina Tesoro, ordinario di Storia all’Università di Pavia
padre Alex Zanotelli, Napoli

Altre adesioni: Michele Branzoli, Alessia Minieri, Franco Bolis, Pinuccia Balzamo, Davide Lazzari, Daniela Bonanni, Claudio Bellinzona, Maria Pace Ottieri, Gabriella Fuschini, Teo Lorini, Marco Brando, Roberto Casimiro Veronesi, Domenico Codazzi, Elena Nai, Elio Grasso, Maurizio Niutta, Maurizio Marzano, Lilia Derenzini, Elisabetta Michelini, Valentina Maggi, Carlo Vercesi, Edoardo Pedretti, Anna Fortunato, Marzia Locatelli, Gianfranco Birago, Franca Bernuzzi, Marco Solerte, Vittorio Pesato, Luciano Cremonesi, Haim Reytan, Eva Calegari, Pietro Ferretti, Marco Castrignanò

Gruppi: alcuni dipendenti dell’Ospedale Santa Margherita (Mariella Bucci, Falce Carmela, Sandra Bianco, Abelli Anna Maria, Cardella Raffaele, Alfonso  Pugliese, Miranda Speranza, Caposeno Nicola, Galli Giuliano, Picci Tiziana, Aramini Sabrina, Bocchi Paola, Mattotea Cristina , Morandi Guido, Borlini Giampiero, Russo Giuseppe, Pezza Chiara, Fogazzi Manuela, Lugaro Alfredo, Reccagni Maurizio, Berri Patrizia, Russino Gianfranco, Colapinto Antonio, Colapinto Marco, Beltrami Carla, Grossi Luisa, Preda Fabio)

43 Risposte to “Restiamo umani”

  1. utente anonimo Says:

    Sono senza parole. Spendete tempo ed energie per lestofanti di questa risma, ma non ve ne frega niente delle persone che hanno sofferto per colpa sua. Per quelle non si fanno raccolte di firme o appelli. Lasciarlo in galera e` giustizia, concetto totalmete estraneo a quello di pieta` o "umanita`". Piantatela di riempirvi la bocca di belle parole e vergognatevi!
    Andrea C.

  2. utente anonimo Says:

    quanta cattiveria,anzi rabbia, sterile e assurda.
    Non e' pieta' o umanita' chiedere (ammessa ed accertata la colpa)la giusta condanna:e' giustizia….ma assistere ad una morte in diretta senza nulla fare e' rendersi responsabili di un crimine….credo che un passo indietro nel Suo astio sia doveroso ed educativo per tutti.  Legga sul quotidiano La Stampa di domenica 10 sept 2011 l'articolo inerente il necrologio di un sequestrato ai parenti del sequestratore ( accertata la responsabilita'!!!)  Solo pochi attimi ma ,mi creda, molto formativi per Lei.

  3. utente anonimo Says:

    art. 27 della COSTITUZIONE ITALIANA

    La responsabilità penale è personale.

    L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

    Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

    Non è ammessa la pena di morte se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra ( peraltro abolita dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà personali

    chiriaco ad oggi è in carcerazione preventiva, siamo ben lontani, come ha detto in un commento il sig. Rizzo, dalla sentenza di primo grado e fino alla conclusione del terzo grado di giudizio ed allora e solo allora e solo  se sarà condannato potrà essere considerato colpevole e condannato.

    .ho sempre pensato di vivere in un paese democratico, dove i diritti civili sanciti dalla costituzione fossero inviolabili….ma forse ho sbagliato…

  4. utente anonimo Says:

    Andrea C. faccia un elenco delle persone che avrebbero sofferto a causa di Chiriaco..ma ha capito di cosa si sta parlando? Ah ma forse si riferisce al dolore provocato e sofferto dai politici tirati in ballo dalle intercettazioni!

  5. utente anonimo Says:

    Innanzitutto grazie per i tanti commenti anche se in assenza di firme risulta un po` difficile rispondere nel merito. Ci provo comunque:

    “Assistere ad una morte in diretta senza nulla fare e' rendersi responsabili di un crimine”

    Sinceramente non la seguo nel ragionamento. Allora se uno si butta sotto il treno davanti a me e non mi butto anch`io per salvarlo diventerei automaticamente un “criminale”? Interessante. Quell`individuo che tanto difendete ha scelto di commettere delle nefandezze, cosi` come ora sceglie di non mangiare e curarsi. E alla gente che lavora e fatica che cosa dovrebbe importare? Secondo: cio`che e` “formativo ed educativo” per me non lo decide lei, con il dovuto rispetto.

    Grazie per aver postato la nostra Costituzione. Cio` non toglie che il nostro ordinamento giuridico prevede in rispetto dei principi e delle norme contenute proprio nella Costiutuzione  anche la “carcerazione preventiva”. Vedere il Libro IV del c.c.p. per controllare. Se poi lei fosse contrario all`istituto di cui sopra allora credo non sia quella dell`appello la strada da seguire per cambiare le cose.

    Un Asl e` un ente pubblico. Il suo compito e` quello di organizzare le risorse da utilizzare nella gestione delle prestazioni sanitarie. Il dirigente di tale struttura ha pertanto compiti esecutivi e di controllo su tali funzioni. Quell`individuo usava il suo tempo e quindi le nostre risorse per fare tutt`altro danneggiando la qualita` dei servizi e di conseguenza tutti i cittadini. Non servono liste di sofferenti. Basta sforzarsi di capire che trovare posti letto presso le strutture sanitarie pavesi e` molto difficile per il malato comune, mentre sembra non esserlo stato per loschi figuri amici di quello che difendete. Chi soffre di piu`? Lui o i padri di famiglia che si spaccano la schiena per poter dare cure adeguate ai propri cari? Non vedo appelli per loro pero`.

    Cordialmente.  Andrea C.

  6. utente anonimo Says:

    Rispondo con garbo e rispetto alla sua….allora innanzi tutto legga per cortesia il referto medico del perito che ha visitato in carcere il dr. Chiriaco :trovera' l'inesattezza alla Sua affermazione ove indica come volontrio il digiuno, in seconda battuta SI, se Lei nulla fa per salvare un essere umano proprio corretto non la ritengo e comunque non e? l'esempio appropriato poiche? qui si parla di rispetto delle leggi in quanto non e' nel nostro codice la mancata assistenza alla salute.
    Credo veramente che la polemica e la rabbia non siano un valore aggiunto per nessuno, mi creda,auspico vivamente  una concezione di giustizia diversa dove gli sbagli e /o le nefandezze umane vengano punite con severita' ma nel rispetto dell'essere umano.
    Buona giornata

  7. utente anonimo Says:

    vogliamo parlare delle dichiarazioni del nostro sindaco che non dichiara nulla alla publicazione di foto con commenti mentre si affretta a dichiararsi contrario alla richiesta /raccolta firme per i domiciliari? Ma come non dovrebbe essere gaarantista per un suo cittadino? lui tanto cattolico non dovrebbe avere il rispetto umano? un amico non provoca pietas? ma che confusione di parole,principi interessi!!!! basta facciamo tutti un passo indietro e TORNIAMO UMANI

  8. utente anonimo Says:

    Quindi caro Andrea C., se lei diciamo un domani venisse indagato dalla procura, venisse portato in carcere in attesa di giudizio e stesse male, autorizza tutti gli altri a non far nulla e a lasciarlo morire, senza nemmeno avere una sentenza. Ma sì! Aboliamo i processi, torniamo ai tempi della caccia alle streghe: vieni accusato? Pronti, facciamolo secco, così a prescindere. Risparmiamo soldi per i processi e per le carceri. Così i padri di famiglia che si spaccano la schiena avranno davvero un bel mondo dove crescere i figli. Se la giustizia che tanto invochi è quella che predichi..poveri noi! C.

  9. utente anonimo Says:

    non me ne frega niente di chi è questo tipo che la galera lo sta torturando. però che questa discussione diventi utile per tutti quelli che stanno là in condizioni da GALERA anche se sono colpevoli. NON c'è la pena di morte NON C'è LA TORTURA nelle nostre leggi. o no?

  10. utente anonimo Says:

    Aderisco all'appello… restiamo umani.

    Domenico Codazzi

  11. utente anonimo Says:

    Sottoscrivo l'appello in difesa di un diritto assoluto di ogni individuo, che è quello alla salute, unico, definito come fondamentale nella Costituzione all'art. 32. Credo che sia questo il significato generale che si estrapola da una contingenza oggi riferita a Carlo Antonio Chiriaco.

    Allo stesso modo credo che – prescindendo dal merito della specifica vicenda giudiziaria – si debba dare una risposta immediata ad una situazione, quella delle carceri italiane, che per motivi di sovraffollamento, scarsità di risorse e mezzi non pare coerente rispetto al principio che vedrebbe la pena orientata alla rieducazione, e ancora di più quando tale regime penitenziario è vigente prima di una sentenza definitiva di condanna. Rispetto a questo, un confronto e alcune proposte anche diverse rispetto al passato, se vogliamo di straordinaria concretezza, ormai debbono essere messe in agenda dalla politica. Ad esempio, sarebbe a mio avviso opportuno che, tramite accordi bilaterali tra Stati, si possa consentire che coloro i quali sono condannati e non cittadini italiani possano scontare la pena nei Paesi di origine sempre che gli stessi siano nel novero dei Paesi civili. Si tratterebbe di agevolare i rapporti amicali e famigliari di queste persone e in modo molto realistico di permettere pure di decongestionare le strutture carcerarie italiane. A chi è molto attento ai costi questa proposta potrebbe piacere, nello stesso modo a chi si pone il problema di rendere servizi minimi adeguati anche in cella e ancora a chi giustamente crede in una concreta possibilità di risocializzazione. L'alternativa è per evitare l'esplosione del problema affidarsi ad amnistie o indulti che sembrano l'esatto contrario di una richiesta crescente in ordine alla certezza della pena. Ci stiamo già trovando nell'ipotesi paradossale di un Tribunale di sorveglianza che ha recentemente condannato l'Amministrazione penitenziaria al risarcimento per danni esistenziali nei confronti di un detenuto che non aveva in cella condizioni ritenute accettabili.

    Quindi accolgo e sottoscrivo l'appello promosso da Giovannetti, rispetto alle cui convinzioni politiche mi ritengo sicuramente lontano ma che nel caso ci ricorda che un punto comune lega gli uomini di questo continente che come disse Benedetto Croce si ritrovano, loro malgrado, nella intima origine culturale cristiana.

     

    Cordialità

    Maurizio Niutta

  12. MaurizioMarzano Says:

    Ho seguito la vicenda sin dall'inizio e aderisco pienamente all'appello.
    Dimostrare la propria solidarietà umana, soprattutto nei confronti di un'avversario, deve essere il primo gesto di uomo che si voglia definire tale.
    Quando vedo che "amici" (o presunti tali) voltano le spalle e fanno finta di non aver mai visto ne conosciuto chi si trova ad essere indagato (giustamente o meno non ha importanza), penso che forse quest'ultimi farebbero bene a fare un serio esame di coscienza (sempre che ne abbiano una) e pensare che la giustizia degli uomini è nulla in confronto della "giustizia divina" che ci vedrà rendere, prima o poi, conto delle nostre azioni.
    Le risposte del "giudizio umano" della magistratura deveno essere date a chi può intenderle appieno e che sia in pieno possesso delle proprie facoltà.

  13. utente anonimo Says:

    Esprimo la mia indignazione per come l’opinione pubblica crocifigge le persone prima di una sentenza.
    Aderisco all’appello.
    Lilia Derenzini, insegnante di inglese.

  14. utente anonimo Says:

    Mi chiamo Mariella Bucci,sono una dipendente dell'Ente in cui Carlo Chiriaco ha lavorato prima di far parte della direzione dell'ASL  di  Pavia e intendo sottoscrivere l'appello affinchè gli vengano concessi gli arresti domiciliari e,insieme a me, anche altri lavoratori dello stesso Ente e altre persone.Non intendo entrare in merito alle vicende giudiziarie,di cui si occupano con competenza le autorità preposte,non desidero rispondere ai commenti"pecorecci" che indicano Carlo Chiriaco come primo movens di tutti i mali della Lombardia,ma è mia ferma volontà diferdere il diritto alla salute  e alla dignità umana. Nel mio piccolo ,quotidianamente,con il mio lavoro,cerco di fare ciò che posso per tutelare tali inalienabili diritti,ma non basta…E se ci fosse un mio caro al suo posto?e se ci fossi io al suo posto?dove stiamo andando?quale società porta un essere umano al limite in nome della giustizia?!Giustizia è quello che chiedo,ma rispetto della dignità è quello che pretendo….per Carlo Chiriaco e per tutti quelli che si trovano nella sua situazione.

    Restiamo umani….

    Mi chiamo Mariella Bucci(il commento esprime  ciò che io sento…) e con me sottoscrivono: Falce Carmela,Sandra Bianco,Abelli Anna Maria,Cardella Raffaele,Alfonso  Pugliese,Miranda Speranza,Caposeno Nicola,Galli Giuliano,Picci Tiziana,Aramini Sabrina,Bocchi Paola.

  15. utente anonimo Says:

    Per quanto gravi e pesanti possano essere le accuse nei confronti di Chiriaco, un uomo gravemente malato ha diritto ad essere curato e ad avere l'assistenza della propria famiglia, e la famiglia ha diritto di essergli vicino. Che si applichino tutte le misure di sicurezza del caso, ma mantenendo l'umanità.
    Elisabetta Michelini

  16. utente anonimo Says:

    Aderisco all'appello " Restiamo Umani" . Un popolo civile dovrebbe essere compatto nella difesa del diritto alla salute ,per altro diritto sancito dalla nostra Costituzione. Valentina Maggi 

  17. utente anonimo Says:

    Aderisco all'appello RESTIAMO UMANI. Carlo Vercesi

  18. utente anonimo Says:

    Aderisco all'appello. Conosco da circa 30 anni Carlo Chiriaco, l'ex direttore sanitario dell'asl, e lo ritengo un amico leale non solo mio, ma di tanti altri che come me hanno da lui ricevuto appoggio e aiuto morale, una persona amichevolmente corretta e ricca di prime qualità che pochi come Carlo possiedono. Ora di quasi tutti i finti amici nessuno si offre a un grato e semplice gesto di sostegno verso chi ha sempre teso la sua mano amica. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma chi ne ha molti più di lui è ben nascosto e ben protetto: è l'infame regola di chi ha le mani in cielo e i piedi sulla coda del demonio, è il disgusto di chi sputa sentenze da ogni parte e allo specchio non riuscirà mai a vedersi dentro. Forse è un capro espiatorio e inconsapevolmente o ingenuamente gli si fa pagare colpe altrui ben più gravi, o forse per coprire la vergogna di altri lo si usa con l'attenuanza di giudizi errati. Carlo non ha mai sicuramente creato danni a chi è disperato o in povertà, anzi proprio questi ha sempre aiutato, ma si è difeso con le sue possibilità da coinvolgimenti che ognuno di noi può sfiorare nella vita. E' molto malato, non si regge più in piedi…è padre e nonno di famiglia e ha più di 60 anni. E per lui si è insinuata pure la violenza psicologica, la peggiore, quella che divora l'anima che pure io conosco, perpetrata da chi sembrerebbe esserti vicino, ed è terribile questa disgustosa sensazione. Ciao Carlo, ti auguro di cuore libertà o almeno l'umile gesto di concederti i domiciliari fra i tuoi cari, tua figlia, i tuoi nipotini e tua moglie. Spero tanto di riabbracciarti un giorno e ritrovarti unito fra coloro che ami.
    Spesso nostro Signore perdona, ma anche chi è signore può farlo.
    Edoardo Pedretti.

  19. utente anonimo Says:

    Sono Mariella Bucci ,dopo aver letto  il mio commento ,molti dipendenti dell'Ente dove lavoro mi hanno chiesto di aderire alla sottoscrizione per consentire a Carlo Chiriaco di usufruire degli arresti domiciliari.Spero di ricevere molte altre chiamate e elenco con piacere le persone che lo desiderano:Mattotea Cristina ,Morandi Guido ,Borlini Giampiero ,Russo Giuseppe ,Pezza Chiara, Fogazzi Manuela ,Lugaro Alfredo ,Reccagni Maurizio ,Berri Patrizia ,Russino Gianfranco ,Colapinto Antonio ,Colapinto Marco.
    Grazie a tutti…restiamo umani.

  20. utente anonimo Says:

    Aderisco all'appello RESTIAMO UMANI.
    Marzia Locatelli

  21. utente anonimo Says:

    Egregio Sig. Vanetti,
    ho letto con attenzione la sua lettera indirizzata alla “Provincia pavese” e le assicuro che, con altrettanta attenzione, ho letto la risposta di Giovannetti nella quale, né sotto traccia, né a livello di contenuti, colgo ciò che lei definisce il “bisogno di far degradare la polemica al livello dell’insulto o della caricatura delle posizioni dell’avversario”.
    Rilegga per favore la risposta di Giovanni e gli risponda nuovamente avvalendosi di strutture argomentative più solide perché il suo intervento, sig, Vanetti, non porta nessuna buona ragione a favore della tesi che lei vorrebbe difendere. Lei infatti non fa altro che riproporre, come avversario del berlusconismo immagino, il fastidioso trucchetto dialettico, al quale, da quasi un ventennio, i servi di Berlusconi ricorrono. E il trucchetto suggerisce che è consentito screditare il proprio interlocutore sul piano personale per metterne più facilmente in cattiva luce la tesi. Questo sì equivale a tenere il dibattito in corso su livelli poco leali.
    E adesso veniamo al dunque. La tesi di Giovanetti, spero che lei vorrà riconoscerlo, si appoggia su tre documenti di evidente e genuina matrice Civile: i tre articoli della Costituzione italiana; la Carta dei diritti dell’uomo e la relazione del dott. Scaglione, perito del Tribunale.
    Li rilegga e vedrà che di caricaturale, di demagico e di buonista c’è ben poco. Anzi, nulla.
                                                                            
                                                                            Davide Tininini

  22. utente anonimo Says:

    Viste le gravi condizioni cliniche si richiedono gli arresti domiciliari. Un cardiologo.

  23. utente anonimo Says:

    Sottoscriviamo l'appello per Carlo Chiriaco affinchè gli vengano concessi gli arresti domiciliari,insieme ai colleghi dell'IDR  Santa Margherita:
    Beltrami Carla, Grossi Luisa, Preda Fabio
    Restiamo umani…..

  24. utente anonimo Says:

    A fronte di una giustizia senza regole e senza umanità aderico all' appello per la concessione degli arresti domiciliari a Carlo Chiriaco.
    Gianfranco Birago – Liberali oggi

  25. utente anonimo Says:

    Gentile direttore,
                 'Ndràngheta, mafia e camorra sono tra le peggiori piaghe del nostro paese. E non solo per gli atroci delitti commessi, ma perché condizionano la vita di interi paesi e regioni del mezzogiorno; perché diffondono la droga e schiavizzano le donne con la prostituzione; perché prosciugano con l’usura la vita di miglia di persone; perché, come hanno mostrato le indagini della magistratura milanese da tempo hanno anche tutto il nord condizionandone pesantemente la vita politica ed economica. Il danno morale ed economico per il paese è enorme. Drammatico il modello di vita che diffondono tra i giovani. Da tempo hanno messo le radici anche fuori dall’Italia al punto di indurre il Presidente degli USA ad inserirle tra le prime più gravi minacce criminali a livello mondiale. E tutto ciò si traduce per l’Italia in un grave discredito internazionale ed una fuga di capitali di investimento per il senso di insicurezza che tutto ciò comporta .
    Di fronte a tutto ciò, una magistratura ed una polizia giudiziaria, di grande rispetto, si è trovata, e si trova, spesso sola a difendere il paese da questo cancro. Ed ha pagato e paga tutto ciò a caro prezzo. Ma la magistratura ha più volte ammonito che questa battaglia non la può vincere da sola se non ha accanto l’intero paese. Se la cultura dell’illegalità e del familismo amorale, di cui la criminalità organizzata si alimenta, non viene sconfitta nel corpo sociale del paese.
    Per questo motivo non sottoscriverò la petizione che, in questi giorni, alcuni hanno promosso sulla stampa, per la concessione degli arresti domiciliari ad un noto medico pavese – imputato di essere un esponente della ''ndrangheta – perché presenterebbe condizioni di salute incompatibili con la vita carceraria. E non lo faccio perché nella stessa giornata della pubblicazione dell’appello, veniva pubblicata la notizia che il boss mafioso Pelle evadeva dall’ospedale di Locri dove era stato trasferito per grave deperimento perché da mesi, deliberatamente, non mangiava, preparando la fuga. O perché dalle intercettazioni del medico pavese, era risultato che questi, pochi poco più di un anno fa si era detto disponibile a stendere una perizia medica per favorire la scarcerazione di una nota politica pavese arrestata per sospetto riciclaggio. No, non sarebbe onesto.
    Non firmerò – e insieme a tanti altri non intendo essere colpevolizzato o accusato di spirito forcaiolo – semplicemente perchè credo che anche in questa occasione la magistratura debba essere circondata da tutta la nostra piena fiducia. E’ stato presentato un ricorso. Credo sia doveroso attendere che la magistratura assuma le sue decisioni sulla base di responsabilità e conoscenze certamente più complete di quelle che possiamo avere noi.
    Credo che ciascuno sia libero di firmare ciò che vuole. Ma si farebbe un cattivo servizio alla magistratura stessa, e alla nostra città, se la petizione dovesse assumere il tono di una gara tra chi firma e chi non firma. Quasi un voler distinguere tra chi è più buono e chi meno buono, scomodando anche il Beccaria dei delitti e delle pene.
    Alberto Ferrari
    Pavia  
    La lettera è stata inviata alla Provincia pavese.
    La pubblicherà??

  26. GGiovannetti Says:

    Speriamo di sì, così anche altri – e non solo i frequentatori di direfarebaciare – vedranno da che parte pende quel tuo pendaglio.
    Di come agisce Sel in tema di diritti umani, a Pavia lo sappiamo da quando, solo pochi anni orsono, alcuni post-comunisti o pre-vendoliani capeggiarono la cacciata senza paracadute dei Rom dal quartiere di San Pietro. All'epoca la discriminante etnica era “Rom uguale a ladro”, oggi aggiornata in “Chiriaco uguale a furbo”. Sono gli stessi pregiudizi di un Borghezio o di Forza Nuova, pregiudizi nutriti da quella cultura forcaiola dimentica della Costituzione (il coordinatore provinciale di Sel Ferrari si rilegga almeno gli artt. 13, 27 e 32), a scavare quel solco che separa e sempre più separerà me chi si fa beffe dei diritti alla persona e dai peracottari disinformati.
    Il medico Ferrari s'informi: secondo il suo collega Scaglione, perito del Tribunale, Chiriaco «assume scarso cibo non tanto per sua volontaria decisione quanto per un disinteresse» per la vita e per la propria persona. «Il diabete che lo affligge necessita di trattamento con farmaci, e gli stessi sono impostati per una alimentazione “normale” … Concretamente, devesi in qualche modo interrompere tale china per la quale egli rifiuta (seppur non coscientemente) il cibo e conseguente dimagrimento». Il perito rileva altresì che, rispetto alla sua precedente visita, «il quadro patologico che affligge il signor Chiriaco Carlo abbia avuto una evoluzione in pejus», con la «fondata impressione che il quadro emerso sia assolutamente genuino». Oltre al diabete e alla profonda depressione, come ho già più volte ricordato, Chiriaco è anche affetto da tumore al colon, glaucoma ad entrambi gli occhi, protrusioni delle vertebre che hanno ormai intaccato il midollo esponendolo al rischio di paralisi. Il dimagrimento – da 85 a 57 chili – ha ormai intaccato la massa magra. Correttamente la perizia segnala ai giudici il progressivo peggioramento di Chiriaco, indicando «con forza» le cure urgenti; disposizioni riprese dal Tribunale nella sua Ordinanza di rigetto, e tuttavia disattese dai carcerieri: da quando è recluso a Monza (900 detenuti pigiati l'uno sull'altro, il doppio di quelli che quel carcere potrebbe ospitare) non si segnalano interventi terapeutici – la sua cartella clinica è incredibilmente ferma al 2 agosto, data del suo trasferimento in Brianza – e il motivo è semplice: Chiriaco non è più curabile in carcere.
    Ancora una cosa. Dopo l'arringa del suo segretario politico Alberto Ferrari, sento il dovere di rinnovare stima e amicizia a Franco Osculati (stessa parrocchia, non tutti da Sel brandiscono il cappio o il forcone) fra gli altri al mio fianco in questa piccola ma grande umana manifestazione di civiltà.

  27. utente anonimo Says:

    "Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo giuro:
    di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo dalla sofferenza, cui ispirerò  con responsabilità e costante impegno scientifico, CULTURALE E SOCIALE, ogni mio atto.
    di trattare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione.."
    Giuramento di Ippocrate. Il dott. Ferrari dovrebbe conoscerlo. Indossi il camice e lasci la toga a chi di dovere.

  28. utente anonimo Says:

    Caro Giovanni perchè ti agiti sproloquiando?
    Io ho fiducia nella magistratura sempre. Anche quando deve valutare le perizie mediche, perchè deligittimare la magistraura con appelli e firme, personalmente ritengo non aiuta. Il mio narcisismo, non grande come il tuo non mi obbliga ad essere il "primo" tra gli accusatori  ed il primo tra coloro che agitano il perdono.

  29. GGiovannetti Says:

    Caro Alberto, certe volte sembri davvero quel bambino che se lo misura in cerca di conferme: sempre pronto a psicoanalizzare i comportamenti altrui, ad accreditare agli altri e non a te ego indicibili o comportamenti narcisistici, a balbettare sentenze. Cosa direbbe il tuo pscicoanalista? Se il tuo narcisismo non ti obbliga, allora perché ti obblighi a scrivere lettere del cazzo (volevo dire poco o punto informate) e a divulgarle qui come altrove? Va dal dutùr, va; fatt cùrà. Ciao, pirla.

  30. utente anonimo Says:

    Aggiungete pure il mio nominativo alle adesioni.

    Michele Branzoli

  31. utente anonimo Says:

    Aderisco all'appello "Restiamo umani" per  Carlo Chiriaco
    Franca Bernuzzi

  32. utente anonimo Says:

    Piccola "dimenticanza" (chiamiamola così).
    Il perito del Tribunale milanese Marco Scaglione ha suggerito la "forte necessità di una seria presa in carico da parte di uno specialista clinico", concludendo che "le attuali condizioni di salute di Chiriaco non sono tali da controindicarne in assoluto la prosecuzione del regime carcerario".
    Leggendo il Vostro appello, si ha la netta impressione che il perito suggerisca la scarcerazione, ma poi gli stessi magistrati che lo hanno nominato facciano l'opposto, intestardendosi sul mantenimento del regime carcerario. Ah, quei cattivoni di giudici persecutori, direbbe il ducetto di Arcore.
    Danilo Rota

  33. utente anonimo Says:

    anche de lorenzo sembrava stesse x morire in carcere. Purtroppo è ancora vivo!!!

  34. GGiovannetti Says:

    Caro Danilo Rota, piccola dimenticanza 'sto cazzo, già che la perizia Scaglione e relativi commenti li può leggere da cima a fondo su questo blog, e non grazie a lei. Come ho più e più volte scritto, secondo il perito Scaglione, Chiriaco «assume scarso cibo non tanto per sua volontaria decisione quanto per un disinteresse» per la vita e per la propria persona. «Il diabete che lo affligge necessita di trattamento con farmaci, e gli stessi sono impostati per una alimentazione “normale” … Concretamente, devesi in qualche modo interrompere tale china per la quale egli rifiuta (seppur non coscientemente) il cibo e conseguente dimagrimento». Il perito rileva altresì che, rispetto alla sua precedente visita, «il quadro patologico che affligge il signor Chiriaco Carlo abbia avuto una evoluzione in pejus», con la «fondata impressione che il quadro emerso sia assolutamente genuino». Oltre al diabete e alla profonda depressione, come ho già più e più volte ricordato Chiriaco è anche affetto da tumore al colon, glaucoma ad entrambi gli occhi, protrusioni delle vertebre che hanno ormai intaccato il midollo esponendolo al rischio di paralisi. Il dimagrimento – da 85 a 57 chili – ha ormai intaccato la massa magra. Correttamente la perizia segnala ai giudici il progressivo peggioramento di Chiriaco, indicando «con forza» le cure urgenti; disposizioni riprese dal Tribunale nella sua Ordinanza di rigetto, e tuttavia disattese dai carcerieri. Questo si segnala al Tribunale: che una sua Ordinanza rimane inapplicata, esponendo il recluso al rischio della vita. Da quando è a Monza (900 detenuti pigiati l'uno sull'altro, il doppio di quelli che quel carcere potrebbe ospitare) non si registrano interventi terapeutici – la sua cartella clinica è rimasta per cinquanta giorni incredibilmente ferma al 2 agosto, data del suo trasferimento in Brianza – e il motivo è semplice: Chiriaco non è più curabile in carcere ed è davvero in pericolo di vita (e infatti il tribunale ne ha disposto giovedì il ricovero in un centro clinico). Del resto, l'ex direttore sanitario dell'Asl pavese è arrivato a Monza da Torino, il 2 agosto, che già aveva perso 27 chili. E quello torinese è considerato un centro medico d'eccellenza. Dunque, se anche lo interneranno in un carcere attrezzato (è già qualcosa), conciato com'è temo che non servirebbe a nulla. A maggior ragione oggi, dopo quel suo ulteriore calo del peso e l'aggravarsi delle altre patologie.
    Questi sono fatti, il resto pugnette nella crapa di chi legge i giornali dalla a di Arcore alla zeta di zoccole, senza mai sostare alla c di Costituzione: il fiancheggiatore forcaiolo degli "utili idioti" messi lì a reggere il pitale del falso garantismo all'ometto di Arcore.

  35. utente anonimo Says:

    Caro (si fa per dire) Giovannetti,
    invitandoLa a una maggiore educazione, Le consiglio di non esprimersi in maniera così volgare: qualcuno potrebbe accomunarla all'amico verde del ducetto di Arcore e non credo sarebbe per Lei un aspetto di cui andare fieri.
    Quanto al merito, noto con estrema soddisfazione personale che Lei non ha smentito nulla di quanto da me scritto, ma si è limitato a ripetere le stesse espressioni già menzionate nell'appello da me letto attentamente. Dato che lo ha firmato, devo presumere lo abbia letto anche Lei o mi sbaglio? In ogni caso, si ricordi: prima di firmare, leggere sempre il contenuto, non si sa mai. Inoltre Le faccio notare, proprio per averlo letto, che nell'appello non si fa minimamente cenno a una disapplicazione dell'ordinanza del Tribunale operata dalla struttura carceraria di Monza, ma, al contrario, si parla soltanto ai e dei magistrati (cattivi?). Ripeto: è sicuro di aver letto l'appello prima di sottoscriverlo? Infine Le rammento che le parole da me poste tra virgolette (e da Lei non smentite. Come potrebbe, del resto?) sono tratte non dai giornali, ma dalla perizia Scaglione. Mi perdoni se insisto: è certo di aver letto anche tale perizia?
    Distinti (anche se immeritati) saluti.
    Danilo Rota 

  36. GGiovannetti Says:

    Caro, anzi carissimo Rota, forse a Lei sfugge la differenza che passa tra un'istanza di scarcerazione (in quella recente dell'avvocato Mazza si fanno insistiti riferimenti alla disapplicazione dell'ordinanza) e un tanto semplice quanto civile appello umanitario, già che quest'ultimo a differenza della prima, si limita a sintetizzare un problema a chi – Tribunale e Dda – la perizia Scaglione già la conosce. Mi perdoni se insisto: la perizia voluta dal Tribunale (5 agosto) la può rileggere per intero anche su questo blog, a differenza di altri documenti (perizie di parte, istanze, ordinanze, ecc.) di cui peraltro possiedo copia cartacea.
    Invitandola a migliorare il collegamento tra la sua penna e il cervello, rivolgo i miei complimenti a chi l'ha dotato di un lessico tanto forbito e tuttavia poco incline a nutrire contenuto.

    Suo G.

    ps. Ora la devo lasciare; tornerò domenica in serata, e sarà mia cura non seguire quel suo consiglio: la volgarità sta soprattutto in chi dice dice dice ma alla fine non ha detto (e fatto) niente. Le sono vicino nel dolore. E mi saluti tanto quel tale di Arcore, a cui Lei per questioni di lana caprina si rivela solidale maestro.

  37. utente anonimo Says:

    Caro (sempre per dire, s'intende) Giovannetti,
    quello che ho riportato tra virgolette è vero o è falso? Se è vero (come è vero) il discorso è finito (purtroppo per Lei. Sa, non sempre si può aver ragione. Ritenti: magari la prossima volta sarà più fortunato). 
    Sbagliare è umano (a proposito di umanità), ma perseverare è diabolico: di nuovo non mi contesta nulla di quanto da me scritto (ripeto: come potrebbe, visto che non c'è nulla di falso?), dunque da parte mia considero chiusa la querelle con Lei. Si rassegni: i fatti sono diversi dalle opinioni.
    P.s.: nessuno mi ha insegnato nulla (sono abbastanza grande per avere una mia testa pensante. Per cui, sono ovviamente io che decido scientemente come esprimermi e cosa scrivere e non deve essere certo Lei a suggerirmelo) e il mio maestro non è nè il Cavalier Patonza, nè nessun altro. Sa, uno dei miei difetti è essere libero, indipendente e stare sempre dalla parte della legalità, dell'onestà e della trasparenza. Tragga Lei le conclusioni e mi scusi se penso che in uno Stato (vero) di diritto le decisioni sulle misure cautelari le decidano solo i magistrati in base ai codici, alle leggi e alla Costituzione. So che in questo triste Paese non tutti stanno dalla parte dei magistrati (quelli onesti, ovviamente), ma spesso molti si schierano con i criminali. Pazienza, non siamo tutti uguali.
    Cordialmente (è uno scherzo, non si preoccupi),
    Danilo Rota 

  38. GGiovannetti Says:

    Caro Lei che è nato imparato già che nessuno le ha insegnato niente (e si vede). Sa, uno dei miei difetti è di stare sempre dalla parte degli ultimi e della legalità (e infatti ho persino scritto un libro in lode ai magistrati antimafia, che sono onesti ovviamente); di battermi non solo a parole affinché la Costituzione venga praticata e non solo difesa con letture alla moda sulle piazze (e infatti penso che gli artt. 13, 27 e 32 debbano valere per tutti); di schierarmi senza se e senza ma in difesa dei diritti  per tutti, specie quando sono in gioco questioni grandi, come la vita e la morte delle persone.
    Questioni ignorate da chi ritroviamo incline alle flatulenze lessicali (altrimenti dette scorregge, aria calda e a volte fritta insomma). E' lo stesso tale che, ottenebrato dalla sua molto personale visione della legalità e del diritto, arriva persino a definire "criminale" chi è ancora sottoposto a giudizio, erigendosi così a giudice al di sopra dei giudici, ben prima della sentenza. Sentenza che Carlo Chiriaco spero possa infine ascoltare dall'aldiqua, e non dall'aldilà.
    Pazienza, caro Lei non siamo tutti uguali. Ma un buon clistere su su fino…, a volte, se non fa, aiuta.

  39. utente anonimo Says:

    Restiamo umani.

    Marco Solerte
     

  40. utente anonimo Says:

    sottoscrivo l'appello

    Vittorio Pesato ( Cons Regionale della Lombardia )

  41. utente anonimo Says:

    Aderisco all’appello

    Luciano Cremonesi

  42. utente anonimo Says:

    Aderisco all’appello. Haim Reytan, medico.

  43. utente anonimo Says:

    "Restiamo umani" se già lo siamo, diventiamolo se non lo siamo ancora. Eva Calegari

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