Questo è Moro

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L’altra faccia dell’onorato dirigente
da Pavia, Giovanni Giovannetti

Chi l’avrebbe mai detto: l’architetto Angelo Moro ha vinto il concorso per un posto a tempo pieno e indeterminato quale dirigente del settore ambiente e territorio al Comune di Pavia. Una vittoria annunciata, una gara del cui esito siamo stati facili profeti, un concorso «ad personam» che, secondo la Confederazione unitaria di base (Cub), è stato viziato da «palesi irregolarità procedurali». Come leggiamo, le domande andavano presentate entro il 4 novembre e le prove sono state fissate tra l’11 e il 28 novembre; dal 18 ottobre al 4 novembre si contano 17 giorni, mentre «Le domande di ammissione al concorso – recita l’art. 4, comma 1 Dpr 9 maggio 1994 n. 487 – devono essere indirizzate e presentate […] entro il termine perentorio di giorni trenta dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica», avvenuta per estratto il 25 ottobre, solo dieci giorni prima della scadenza.
Per due anni Angelo Moro ha mantenuto lo stesso incarico, in forza di un contratto biennale (seguito di un “Avviso pubblico” del 6 agosto 2009) e dopo il frettoloso nonché illecito ritiro di un eguale concorso disposto dalla Giunta Cattaneo: illecito perché la “Determinazione dirigenziale” di revoca data il 27 agosto 2009. Sta a dire che l’“Avviso” da cui consegue l’affrettata assunzione di Moro singolarmente precede la cancellazione di quella gara, invece di seguirla; è altresì illecito poiché non è ammessa la revoca immotivata di un concorso pubblico già bandito. Di più: sempre stando alla legge, le assunzioni per contratto a tempo determinato sono ammesse «solo nel caso in cui si accerti l’impossibilità, o comunque la grave difficoltà, a reperire tali figure professionali secondo le normali procedure» (art. 68, comma 1 dello Statuto comunale).
Come pare evidente, l’architetto in questione sembra avere molti santi protettori in quel paradiso, e si capisce: lo ricordiamo infatti tra i più vivaci nel sostenere la illegittima lottizzazione Greenway in pieno parco della Vernavola (lottizzazione, ad onta del Moro, recentemente cancellata dal Tar). A lui si erano rivolti molti consiglieri comunali di destra e di sinistra timorosi di dover rispondere penalmente del voto favorevole a quella speculazione, e da Moro avevano ricevuto conforto e rassicurazioni: così maturò l’okkei bipartisan agli interessi più che partisan, diciamo famigliari, dell’ex presidente della Commissione comunale territorio, il compagno Alberto Pio Artuso (Pd) di cui le signore Trabatti e Danelli – proprietarie di quei terreni – sono parenti nonché prestanome.
Ancora più vicina è la grana della lottizzazione “Punta Est” al Vallone, luogo dove, come in una generosa matrioska, le annunciate abitazioni e servizi per studenti e professori sono state via via declinate in 70 appartenenti di varie metrature, da offrire sul libero mercato. Ma il Prg tuttora vigente non indica la destinazione a servizi, in quell’area?
Chi ha pilotato questa transizione da servizi a residenziale, in deroga al Prg, senza che la variante fosse stata prima approvata in Consiglio comunale? Una manovra tra l’altro preceduta dalla vendita dei terreni rivalutati da Atena a Punta Est per più di due milioni (2.026.586) di euro.
Sarebbe macchinoso – e tuttavia intuibile – ritornare alle fonti “politiche” dell’indebita operazione (detto in sintesi, sono gli stessi copywriters che prima o poi tenteranno di sanare l’affaire inserendolo nel Pgt ancora da approvare, anche se – qui presti attenzione la locale Procura – le stesse residenze sono ormai da mesi in vendita). Allora chi sta pilotando l’ardita manovra conto terzi, arrischiando temerariamente la faccia (se non altro) in vece altrui? Lo diremo, non prima di aver compiuto un passettino indietro.
8 marzo 2011. Chiamato ad esprimere un parere, lo stesso “Sportello unico per l’Edilizia” conferma che, stando così le cose, quelle unità immobiliari sarebbero «liberamente alienabili e concedibili in godimento a qualsivoglia titolo in favore di qualsiasi soggetto, persona o ente, pubblico o privato in assenza di vincolo alcuno» e in palese contrasto con le destinazioni d’uso ammesse in zona dal Prg, già che la trasformazione «liberalizzerebbe le unità rendendole di fatto residenziali a tutti gli effetti». Peggio: come leggiamo, nemmeno «si concilierebbe con il mancato pagamento del contributo di costruzione dovuto per l’attività residenziale» poiché la pretesa, rileva lo “Sportello”, «implicitamente andrebbe ad attestare la fattibilità di una destinazione che invece non è compatibile» con quelle prescritte dal Prg in via Vallone.
Insomma, una brutta grana è ora in rimbalzo tra Ufficio e Ufficio, un rompicapo dal tragicomico epilogo, già che alle puntuali segnalazioni dello “Sportello” il dirigente del settore urbanistica architetto Moro ha curiosamente riproposto le stesse argomentazioni esibite dalla proprietà. Altra faccia, stessa razza. Bella simmetria.

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3 Risposte to “Questo è Moro”

  1. utente anonimo Says:

    Potenza di Ciocca e dell'immancabile Filippi, capaci di fare e disfare quello che più gli pare.
    Senza che finora chi poteva abbia fatto molto per fermare una serie indicibile di illegalità

  2. utente anonimo Says:

    Per fatti come quelli di Punta Est altrove si finisce in guai molto seri. A Pavia non ci fa caso nessuno, quali protezioni hanno?

  3. utente anonimo Says:

    Per la curiosità del numero 1 ! Sono gli stessi che hanno organizzato e gestito il concorso con il quale l'ing. Sabato è stato assunto per il posto che occupava da precario grazie ad una Commissione ad hoc, di cui Sabato potrà dire chi erano i componenti. Ma Sabato era bravo!
    Questo è un fatto non una illazione o una malignità! Ed i fatti sono per loro natura non contestabili.

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