Arresti domiciliari per Carlo Chiriaco

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A Carlo Chiriaco gravemente malato sono stati finalmente riconosciuti gli arresti domiciliari. Martedì sera l’ex direttore sanitario dell’Asl pavese accusato di concorso esterno in associazione mafiosa è uscito dal carcere milanese di San Vittore per fare così ritorno a casa. Chiriaco è ridotto a uno scheletro, già che pesa 56,7 kg. È anche diabetico, e affetto da un tumore al colon, glaucoma a entrambi gli occhi, protrusioni alle vertebre, oltre che oppresso da una profonda depressione. Motivo per cui la giudice milanese Luisa Balzarotti ne ha disposto il passaggio a misure meno afflittive di limitazione della libertà personale. Una decisione civile, tale da affermare quel sacrosanto principio di giustizia nutrito di umanità già invocato da alcuni di noi nel settembre scorso con l’appello “Restiamo umani”.
E un particolare ringraziamento va a chi tra i primi ha aderito. A Carla Benedetti, amica e sincera democratica. A Irene Campari, con la quale ho condiviso numerose battaglie di civiltà. A Mimmo Damiani, sempre pronto a schierarsi in difesa dei diritti per tutti. A Paolo Ferloni, appassionato propugnatore del dettato costituzionale. A don Andrea Gallo, umano cuore pulsante e punto di riferimento morale per non pochi tra noi. A Luigi Manconi, che non vedo da molto tempo ma lo ritrovo ancora felicemente schierato in tutela dei diritti di chi non sembra avere più diritti. A Mino Milani, lucido intellettuale “di destra” che un tale appello l’avrebbe sottoscritto per chiunque. A Franco Osculati, al nostro fianco nel remare controvento. A Enrico Rotondi, persona generosa che non si tira indietro. A Tiziano Scarpa, dal cuore grande tanto quanto il suo smisurato talento. A don Franco Tassone, educatore da sempre schierato con i più deboli. A Marina Tesoro, che subito ha condiviso. A padre Alex Zanotelli, al quale dico solo: grazie di esistere. (G. G.)

Una lettera da Eva Chiriaco

Caro Giovanni, è a casa.
L’altra sera mia mamma ha risposto al telefono. Era il prete di San Vittore. Venitelo a prendere tra mezz’ora. Viene a casa. In una Milano stranamente silenziosa, in una notte che per noi era già quella di Natale, il più bello. Si è aperta la porta carraia, e sotto i neon dopo qualche minuto è apparso mio padre. Non quello che avevo, quello che ho ora. Impietrito, spaventato, incredulo, trascinato. Ci siamo trovati tutti e tre davanti alla macchina, e quando la porta carraia si è chiusa siamo scoppiati a piangere. E poi, tutto quello che non ho mai avuto il tempo di dire nei colloqui in questi 17 mesi, nelle telefonate di 10 minuti, me lo sono scordato. Ho stretto nella mia la sua mano ossuta, e siamo rimasti in silenzio tutti, fino a casa. Mia madre lo ha aiutato a spogliarsi e tutto quello che non ci siamo detti ce lo ha detto il suo corpo. Uno strazio.
È il dolore che non ha parole. È la felicità che non ha parole. Stiamo vivendo e basta. Poi parleremo. Poi rideremo. Poi piangeremo. Poi ripartorirò mia figlia. E l’altra ricompirà sei anni e ancora sette. E i dentini…quelli caduti a una e spuntati all’altra. E questo Natale avrà dentro l’altro. E mia madre gli darà quella sberla e quel bacio che non gli ha più dato.
E io non smetterò mai di esserti grata. E penserò a te e a tutti coloro che insieme a te ci hanno ridato speranza con quell’appello. Che hanno legittimato le nostre urla disperate, chiamandole giustizia e non solo amore. Ringrazio quelle mani che hanno scritto, firmato, sorretto, abbracciato, quelle mani che una per una come una catena hanno permesso di afferrare quella mano ossuta e di tenerla stretta nella mia.

GRAZIE.

Eva …Emilia, Paolo, Giulia, Nene, Sofia, Lavinia. E Carlo.

2 Risposte to “Arresti domiciliari per Carlo Chiriaco”

  1. utente anonimo Says:

    Una storia di umanità e impegno politico autentico, capace di discernere le questioni per cercare la legalità quanto i diritti. E, oltre ogni pregiudizio, oltre ogni interesse, fare quello che è giusto.

  2. Anonimo Says:

    Un pensiero natalizio vada a tutti coloro che sono tuttora in carcere nonostante le loro condizioni e alle loro famiglie ancora più tristi in questi giorni di festività.

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