L’isola del riuso

by

di Giovanni Giovannetti

Capannori (45.000 abitanti, 17.000 famiglie, 40 frazioni) è tra i maggiori Comuni italiani per estensione territoriale, ma è primo nella raccolta differenziata. Sulla piazza ci attende Alessio Ciacci, giovane assessore all’ambiente, per raccontare la locale eco-efficienza, estesa all’acqua (le 15 fonti pubbliche si avvalgono di sistemi di sicurezza a ultravioletti) all’aria, all’uso sostenibile del territorio, al contenimento del rumore e dell’inquinamento elettromagnetico e via via fino all’incentivazione dei pannolini lavabili o degli spazzolini per i denti a cui cambi la testina o le gomme da masticare biodegradabili, in acquisto presso le due farmacie comunali. Aggiungeremo i detersivi alla spina in 13 negozi del Comune e il latte, alla spina, a 1 euro al litro 24 ore su 24 presso i due distributori di Lammari e San Leonardo.
Qui la raccolta differenziata “porta a porta” raggiunge l’82 per cento dei rifiuti, con punte superiori al 90 per cento in alcune frazioni. Prima del 2006 il pattume era in crescita, ma da subito si è vista una flessione complessiva dell’1,8 per cento, oltre ad una eclatante riduzione del 23 per cento per i rifiuti indifferenziati destinati alla discarica.
È poi in corso la fase sperimentale di “Tariffa puntuale”, ovvero la più equa tariffa “variabile” a misura dei sacchi della indifferenziata effettivamente ritirati (sul sacchetto, un microchip personalizzato ne consente la registrazione) tale da incentivare la selezione dei materiali riciclabili, guardando al traguardo dei “rifiuti zero” entro il 2020.
Tra le buone pratiche locali si segnalano quella del compostaggio domestico (incentivata con la riduzione del 10 per cento della Tariffa di igiene ambientale) e l’eliminazione dell’acqua minerale in bottigliette dalle 22 mense scolastiche, sostituita con l’acqua comunale, oltre alla promozione delle fonti pubbliche (la “via dell’acqua”… il “parco dell’acqua”…) volta a eliminare il consumo di 3 milioni di bottiglie in plastica.
C’è poi l’“Isola del riuso”, gestita dalla Caritas, dove è possibile barattare oggetti ancora in buono stato: libri, mobili o altro.
Il giovane assessore racconta che il consenso popolare è alla base del successo, consenso ottenuto promuovendo decine di assemblee nei bar e nelle parrocchie, per comunicare le buone ragioni di questa piccola rivoluzione culturale, il senso del radicale cambiamento di consolidati comportamenti individuali e famigliari: «Consumiamo più di un terzo di ciò che la terra riesce a rigenerare – commenta Ciacci – con un gravoso spreco di materie prime. Tutti, cittadini e pubbliche amministrazioni, dobbiamo fare la nostra parte» così che, abbandonato il sistema dei cassonetti “lineari” «che deresponsabilizza» a Capannori è stato introdotto un conveniente sistema tariffario, calibrato sul consumo dei rifiuti, tale da consentire al Comune – tra raccolta differenziata e innovazioni – un risparmio di un milione e mezzo di euro ogni anno.
Mutuando il sistema assembleare di Porto Alegre in Brasile, parte di questi soldi (500.000 euro) viene oggi destinata al finanziamento di alcuni progetti “dal basso”. Chi li sceglie? «Ottanta concittadini estratti a sorte, persone che magari non sarebbero venute alle assemblee».

Torno a Pavia, ritrovo i cassonetti “lineari”, invasivi, antiestetici, maleodoranti: come le chiese romaniche o il Pontevecchio, fanno ormai parte del paesaggio. Insomma, uno schifo.
In città tengono banco gli avvisi di garanzia ai pubblici amministratori. Sulla stampa trova almeno spazio una ben diversa eccellenza locale: la dipendenza dal gioco d’azzardo. Una vera e propria piaga sociale di cui Pavia – una macchinetta mangiasoldi ogni 136 persone, 2.900 euro di spesa annuale procapite, ovvero 589 milioni di euro (avete capito bene: oltre mezzo miliardo in euro) – può a ragione vantarsi indiscussa e triste capitale nazionale. Da capitale del regno longobardo a capitale del videopoker, delle rendite parassitarie e degli sportelli bancari. A Pavia conta solo il capitale.

[notizie, immagini e aggiornamenti sul sito e su facebook]

Tag: , ,

2 Risposte to “L’isola del riuso”

  1. Anonimo Says:

    TORNA A CASA; LASSIE!!!
    C’è ancora più bisogno di te.
    Ma non vedi quante cazzate a raffica spara Filippetto Filippetto? Adesso si è inventato pure che Walter Veltri voleva andare in consiglio comunale, tirar fuori le carte dell’indagine riguardante lo stesso Filippetto che gli avevano passato gli infedeli dipendenti della procura e discutere del contenuto dei documenti.
    E pensa che aveva pur chiesto di incontrare il capo della procura per dirgli queste stronzate. E’ logico che quello gli abbia fatto dire che non c’era, no?

  2. Anonimo Says:

    L’iniziativa del Comune di Capannori dimostra quanto sia portante l’Amministrazione Pubblica per il benessere degli abitanti.
    Grazie della segnalazione, cercheremo di farne buon uso, laddove possibile, con le forze disponibili.
    Per “Giona nel Ticino”, Marco Anselmetti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: