Ballate degli anni

by

di Alfonso Gatto

Scritte più di quarant’anni fa per la trasmissione televisiva Almanacco di storia, scienza e varia umanità (1963). Si tratta di componimenti rinvenuti tra le carte conservate nel Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia – inediti per la stampa – in cui vengono evocati i principali eventi dell’inizio del Novecento, anno per anno, tessuti con grazia entro la forma lieve della filastrocca. Giocando con la sua passione per il verso facile e intrecciando rigore storico con cronaca e poesia, Gatto crea canzonette narrative di rara gradevolezza.

La storia è storia se si dà quel tono
di discendenza, se frondeggia opimo
l’albero al frutto: l’”undici” che sono
si fa bello nel dir “decimoprimo”.

E che volete? Scopro il monumento
a Vittorio Emanuele, il Palazzaccio
e la Fontana dell’Esedra, invento
quella Roma umbertina che a casaccio

cerca d’essere almeno una città.
L’Italia Unita compie cinquant’anni,
offre altari alla Patria e all’Unità,
nasce l’aquila aperta nei suoi vanni.

Si montano nei marmi gli sproloqui
della grandezza, schiumano i cavalli
delle bighe dorate, ma ai “Colloqui”
del poeta Gozzano, nelle valli

della serenità canavesana,
la confidenza è l’aria, il non so che
della dolce provincia, la lontana
Felicita che tosta il suo caffè.

L’avventura africana è come un fiore
all’occhiello dei poveri, l’Italia
non ha nemmeno un figlio di colore,
una colònia da tenere a balia.

Alfonso Gatto, Ballate, Effigie, in libreria

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