L’Aquila. Sei anni a Gian Michele Calvi

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Il Tribunale dell’Aquila (giudice unico, Marco Billi) ha condannato in primo grado Gian Michele Calvi a 6 anni di reclusione. Uguale pena per gli altri sei componenti della Commissione “Grandi rischi”, accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni: sono Franco Barberi (nel 2009 presidente vicario della Commissione), Bernardo De Bernardinis (già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile), Enzo Boschi (presidente dell’Ingv), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti), Claudio Eva (ordinario di fisica all’Università di Genova) e Mauro Dolce (direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile).
A Barberi, Boschi, Dolce, De Bernardinis, Selvaggi, Eva e Calvi il giudice ha concesso le attenuanti generiche. I sette sono stati condannati anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Quella odierna è una sentenza storica. Il 31 marzo 2009 – solo cinque giorni prima del devastante terremoto (309 morti e 1.600 feriti) – i sette commissari avevano “tranquillizzato” la popolazione sulla sequenza sismica in corso, da mesi percepibile nel territorio aquilano, negando il rischio di un terremoto distruttivo o comunque di magnitudine superiore a quelle fino ad allora registrate. Nel capo d’imputazione si legge che «dopo la riunione sono state fornite informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione».
A L’Aquila Calvi presiede il Consorzio ForCase, a sua volta fautore del “Progetto C.a.s.e.” (acronimo di Complessi Anti Sismici Ecocompatibili): 183 edifici, 4.449 appartamenti, 19 villaggi intorno al “cratere”; appalti per 809 milioni di euro, soldi elargiti dalla Protezione civile in qualità di committente. Il Consorzio vede la partecipazione della pavese Fondazione Eucentre – che fa capo alla Protezione civile ed è diretta dallo stesso Calvi – oltre a due imprese di costruzioni, la Icop (la ricordiamo a Pavia nel restauro del ponte della Becca) e la Damiani costruzioni, la stessa che sta costruendo il “Green Campus” al Cravino, a cui era demandato l’acquisto dei materiali e il coordinamento dell’attività di cantiere in Abruzzo. Progettazione e direzione lavori sono rimaste ben salde sotto la guida di Gian Michele Calvi. Come a Pavia: per gli edifici “Green Campus” al Cravino è stata infatti «adottata la stessa tecnologia antisismica sperimentata all’Aquila dopo il terremoto».

Calvi è anche indagato per frode in pubbliche forniture nell’ambito dell’inchiesta aquilana sulla ricostruzione dopo che gli isolatori sismici della ditta Alga di Milano, adottati nelle 19 New Town costruite a L’Aquila dopo il terremoto (costo: 7.124.752 euro), si sono rivelati fuori norma e molti dovranno essere sostituiti. Peggio: nel corso di alcuni test effettuati presso il laboratorio Srmd di San Diego (California) uno dei tre isolatori sotto esame si è «macroscopicamente» rotto e gli altri due hanno manifestato «in modo drammaticamente evidente il fenomeno dello stick slip» ovvero un saltellamento; fenomeno – lamentano i periti – «potenzialmente distruttivo che può essere presente anche nel moto reale di origine sismica». (G. G.)

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Una Risposta to “L’Aquila. Sei anni a Gian Michele Calvi”

  1. Anonimo Says:

    Bertolaso e’ anche docente di un corso IUSS organizzato da Calvi….

    questo il sito web:
    http://www.iusspavia.it/eng/master_print.php?id=88

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