Mignotti

by

di Giovanni Giovannetti

La puntata di “Presadiretta” su L’Aquila di domenica 20 gennaio (Rai 3, disponibile in rete) andrebbe mandata a memoria da chi, a Pavia – dopo la sentenza di condanna a 6 anni dei sette componenti la Commissione grandi rischi – nell’ottobre scorso ha sottoscritto l’appello in solidarietà del pavese Gian Michele Calvi, uno dei condannati. Nonché da chi ha per lungo tempo minchiato di «processo alla scienza» invece che agli scienziati di corte o cortile coinvolti in un così drammatico episodio di sciatto e colposo mignottismo baronale.
Una sentenza storica: condanna in primo grado per omicidio colposo plurimo e lesioni, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 31 marzo 2009 – solo cinque giorni prima del devastante terremoto – i sette avevano “tranquillizzato” la popolazione sulla sequenza sismica in corso, da mesi percepibile nel territorio aquilano, negando il rischio di un terremoto distruttivo o comunque di magnitudine superiore a quelle fino ad allora registrate.
Conversando al telefono con l’assessore abruzzese alla Protezione civile Daniela Stati, il 30 marzo – una settimana prima del terremoto – Guido Bertolaso la sollecita a «zittire qualsiasi imbecille» e a placare illazioni e comunicazioni: «Domani vengono a L’Aquila i luminari del terremoto in Italia … è più una operazione mediatica che altro … Loro che sono i massimi esperti di terremoto diranno … è una situazione normale … sono fenomeni che si verificano … cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà la scossa che fa male … non è perché siamo spaventati e preoccupati … vogliamo tranquillizzare la gente … e facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia». Il 6 aprile 2009 a L’Aquila 309 esseri umani sono morti; 1.500 i feriti.
Nelle Motivazioni si legge che dopo la riunione sono state fornite «informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell’attività sismica in esame», vanificando le attività di tutela della popolazione.
Ai commissari la pena di sei anni; ai baroni e baronetti sodali solidali l’“obbligo” ad un così utile ripasso. E se ne avete lo stomaco, soffermatevi quel tanto che serve sulle testimonianze dei famigliari, persone indotte dagli azzeccagarbugli istituzionali a restarsene in casa e così morire. Guardateli bene negli occhi, poi tornate pure a omaggiare il Calvi. In nome della scienza.

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: