Primo maggio. E la Cgil?

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di Pietro Ancona*

Per circa un secolo la Cgil è stata, nonostante le sue contraddizioni ed i periodi oscuri, il sindacato dei lavoratori italiani, lo strumento del loro progredire fino a diventare parte del ceto medio. Il progresso è stato segnato dalla contrattazione che ha regolato la prestazione e dalla lotta per un welfare sempre migliore fatto di servizi sociali efficienti ed accessibili. Il welfare ha sempre avuto una funzione importante nel rendere meno dura la vita delle lavoratrici e dei lavoratori ed anche nel tenere basso il costo del lavoro. Se l’operaio o l’operaia non deve spendere molto per l’asilo nido o per la mensa scolastico del figliolo o per le medicine della vecchia madre malata non è indotta a ricavarne le risorse chiedendo aumenti salariali. Una società con un welfare efficiente è il migliore contesto di una azienda e ne mantiene bassi i costi del lavoro.
Salari giusti sono quelli che consentono al lavoratore di fronteggiare il costo della esistenza in modo decoroso e di potere anche fare un piccolo risparmio. La legge bronzea dei salari di Ricardo abbandonata negli anni delle grandi lotte dei metalmeccanici (il salario variabile indipendente) non è adatta ad una civiltà in cui i consumi di massa hanno un ruolo essenziale nel sistema economico generale. Il ritorno che nel corso degli ultimi venti anni si è fatto al salario di sopravvivenza è stato un danno non solo per i lavoratori ma per l’intera società che ha sofferto e continua a soffrire una lunga crisi. Si ritorna per una scelta ideologica delle classi dominanti alla legge bronzea di Ricardo. Con la complicità della Cgil.
Il salario commisurato alla sopravvivenza fisica del lavoratore e avviato ad essere meno di quanto serve per la sua alimentazione, il suo alloggio, la possibilità di raggiungere la fabbrica o il luogo di lavoro. Questa regressione del salario è stata favorita in tutti i modi dalla Cgil dalla rinunzia alla scala mobile del ’92, agli accordi di concertazione del ’93 che hanno accettato aumenti inferiori a quelli del costo reale della vita.
Inoltre la Cgil con la legge Fornero ha accettato una riforma del mercato del lavoro e della pensione che sono la negazione del diritto alla sicurezza ed alla previdenza.
Sempre più influenzata dal liberismo neocon del Pd, della Cisl e della Confindustria la Cgil ha consentito la smobilitazione dei diritti e l’abbassamento dei salari. Ma ora ha alzato il tiro portando fino alle estreme conseguenze la sua metamorfosi. Non sarà più sindacato dei lavoratori ma forza terza tra capitale e lavoro. Gestirà il contratto aziendale in modo privatistico. Il contratto avrà valore e sarà applicato soltanto agli iscritti al sindacato. Coloro che non sono iscritti al sindacato ne resteranno fuori. A questo risultato porteranno le trattative che sono in corso e che sono state denunziate da un penetrante articolo di Giorgio Cremaschi.
Il ccnl resterà una sorta di reperto storico. L’Erga Omnes non ci sarà più. Il sindacalismo si trasforma radicalmente influenzato dalla esperienza americana. Tutto il gruppo dirigente della Cgil compresa la Fiom si è imbarcato in questa avventura neocon. Il sindacato diventa privato e coloro che lo gestiscono hanno un potere sui lavoratori pari a quelli del padronato.
Ecco perché la Cgil celebra in 1° maggio assieme agli industriali con i quali ha fatto il governissimo. Un governissimo che ha sottratto molto ai lavoratori per darlo alle aziende.
Nella fabbrica che si sta “costruendo” i lavoratori ci metteranno la cosa fondamentale: il loro lavoro. Ma questo sarà gestito dall’azienda e dal sindacato che avranno un potere sul lavoratore davvero esorbitante. Il lavoratore non conterà più niente e non sarà neppure soggetto giuridico.
La Cgil fuoriesce dalla sua storia e dalla storia del movimento operaio. Oltre alla gestione dei contratti fa servizi fiscali e parafiscali e di patronato che ne fanno una conglomerata con migliaia di dipendenti moltissimi dei quali senza contratto a tempo indeterminato. La decisione dell’Inps di mandare direttamente ai Caaf i Cud è funzionale appunto a questa riorganizzazione del sistema sociale e sindacale.
Insomma la Cgil non avrà più bisogno del consenso per avere i suoi iscritti. Le basterà esserci nel posto di lavoro. Peggio di così non poteva finire.

* Pietro Ancona, oggi in pensione, è stato segretario generale della Cgil in Sicilia

Nella foto: Il corteo del Primo maggio 1952 a Stradella

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