Borgarello lotta

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Centro commerciale di Borgarello. La “Memoria di replica” degli avvocati Franco Maurici e Roberto Scola – a nome di Italia Nostra e Legambiente – all’udienza del 2 maggio 2013 presso il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia.

Cronologia degli atti

1 – 18/03/2009. Con deliberazione 18/03/2009 n. 10 il C.C. di Borgarello approva definitivamente il P.G.T. del Comune che destina l’ambito di trasformazione ATC2 di complessivi 217’449 mq. a centro polifunzionale commerciale e di servizi con SLP massima di 83’000 mq.

2 – 12/07/2010. Con deliberazione 12/07/2010 n. 16 col voto del Sindaco Giovanni Valdes e dell’Assessore Antonio Bertucca, il C.C. di Borgarello adotta il P.L. dell’ambito ATC2 che prevede una SLP complessiva di 48’900 mq. di cui 6.500 mq. ad albergo; 12.000 mq. a servizi ed intrattenimento; 29.900 mq. a destinazione commerciale, comprendente 14.950 mq. di superficie netta di vendita; 52.700 mq. a parcheggi pubblici; 55.200 mq. a parcheggi pertinenziali; 32.618 mq. a superficie drenante; 500 mq. a distributore di carburanti.
La deliberazione di adozione elenca gli elaborati (tavole e allegati) dando atto «che si annettono alla presente deliberazione a costituirne parte integrante». Tra questi sono particolarmente rilevanti:

A – La tavola 34: sistema viabilistico extra comparto (tratto di nuova viabilità provinciale); percorso viabilistico esclusivo a servizio dell’enorme complesso, in mancanza del quale non sarebbe possibile l’accesso al centro commerciale. Il sistema viabilistico comprende una strada provinciale che si diparte dal Comune di Certosa, raggiunge in Comune di Borgarello il centro commerciale e si inoltra poi nel Comune di Pavia. Il percorso stradale è previsto interamente a ovest del Navigliaccio che sorpassa con due ponti, uno a Certosa l’altro a Pavia, in pieno Parco del Ticino.

B – Lo schema di convenzione in cui sono incluse clausole abbastanza insolite:
– all’art. 10 lett. b punto 1 (pag. 22):
«l’impegno della lottizzante a realizzare a proprie cure e spese, opere di potenziamento del sistema viabilistico primario, costituite all’approntamento di un nuovo tratto di strada provinciale per un importo complessivo di € 6’500’000 su aree che il Comune di Borgarello chiederà che vengano all’uopo messe a disposizione da parte dell’Amministrazione Provinciale di Pavia nel termine di tre mesi dalla data di approvazione del progetto esecutivo/definitivo dell’opera infrastrutturale de qua…»;
«La realizzazione delle correlate opere dovrà avere inizio entro il termine di tre mesi dalla data di messa a disposizione della lottizzante delle correlate aree di sedime e dovrà concludersi entro il termine di 18 mesi dall’inizio dei lavori…»;
– all’art. 14 comma 1 (pag. 27):
«La lottizzante potrà cedere a terzi in tutto o in parte a qualsiasi titolo la proprietà delle aree comprese nel comparto di intervento e le connesse posizioni giuridiche in merito all’attuazione della presente convenzione. In tal caso l’avente o gli aventi causa si sostituiranno ad ogni effetto alla lottizzante assumendo tra loro solidamente tutte le obbligazioni della presente convenzione poste a carico della dante causa»; senza che il Comune possa nulla obbiettare.
– all’art. 12 comma 1 (pag.24):
Vi sono elencati gli importi delle garanzie che la lottizzante «presta» (sic) omettendo peraltro di indicare da quali banche o assicurazioni le fidejussioni saranno rilasciate e quali accordi preliminari siano stati stipulati per il rilascio delle fidejussioni.
Art. 12 comma 2 pag. 25:
«Le garanzie oggetto del presente articolo sono costituite da polizze assicurative a prima richiesta rilasciate da primario istituto di credito ovvero assicurativo».
Non è elencato tra gli elaborati il computo metrico delle opere di urbanizzazione extra comparto, quantunque a carico della lottizzante.
Siffatte clausole trovano una spiegazione logica.
La società proponente ha usurpato i poteri dell’Amministrazione Provinciale progettando, senza delega di questa, una variante alla strada provinciale ex SS35, perché altrimenti non sarebbe stato possibile adottare il P.L., giacché l’arteria costituisce il «presupposto infrastrutturale imprescindibile perché siano assicurate condizioni di accessibilità all’insediamento che preservino la funzionalità e l’efficienza del sistema viario sovraordinato» (doc. n. 3 pag. 2 della Regione Lombardia).
Non è affatto vero che la variante sia prevista dal PTCP della Provincia di Pavia: basta dare un’occhiata alla tavola 3.1b del PTCP (doc. 38 del Comune di Pavia) per appurare che nessuna variante a ovest del Navigliaccio è prevista dal PTCP, che prefigura solo il completamento, opportunamente tratteggiato, della tangenziale nord-nord ovest di Pavia fino all’immissione nell’ex SS35 senza modificare il tracciato di questa.
La citata istruttoria regionale (doc. n. 2 pag. 2) rileva poi:
«il PTCP della Provincia di Pavia nelle previsioni di tutela e valorizzazione delle risorse paesistiche e ambientali (tavola 3.2b) prevede per tale area il consolidamento delle attività agricole e dei caratteri connotativi». Le tavole 3.1 del PTCP (doc. 38 del Comune di Pavia); 2.3.2 della 2^ variante all’ex SS35 (doc. 29 di Italia Nostra) e 4.4.1 dell’allegato 8 al P.L. adottato provano irrefutabilmente che non sussiste nel PTCP alcuna prefigurazione della variante, vuoi nella versione adottata dal PL, vuoi in quella successiva presentata il 22/10/2012.
La società proponente ha un capitale sociale di € 250.000 insufficiente a garantire l’esecuzione del complesso e delle opere previste dal P.L.. Ma è una società di progettazione: progetta complessi commerciali, li fa approvare e poi li vende a multinazionali del settore. Ecco perché si è riservata il potere discrezionale e incontrollabile di “vendere” la lottizzazione; ecco perché non ha assunto alcun impegno preciso in ordine alle garanzie, che peraltro il Comune di Borgarello si è ben guardato dal pretendere per nulla allarmato dall’esiguità del capitale sociale, dall’imponenza delle opere, dall’evanescenza degli impegni assunti dalla società.
Un’ulteriore conferma della natura propedeutica e avventizia dell’intervento della piccola società si rinviene nell’ossessiva pretesa di € 40 milioni di risarcimento dei danni (pari probabilmente al prezzo della vendita della lottizzazione: vedi documenti 25 e 26 di Italia Nostra) e nel preannuncio di un «finanziamento» (doc. 27) da parte di fondi di investimento belgi e russi; quanto pericolosi questi ultimi, data la “spiccata personalità” degli operatori commerciali russi, è superfluo spiegare.

3 – 3/08/2010. La società proponente chiede il rilascio dell’autorizzazione commerciale sulla base del piano adottato.

4 – 28/09/2010. Si tiene la prima Conferenza dei Servizi.

5 – 17/11/2010-5/01/2011. Sono acquisiti i pareri tecnici dei funzionari regionali (documenti 2-8 della Regione Lombardia), che dimostrano l’inammissibilità, incompatibilità e insostenibilità della struttura commerciale e della strada extracomparto o variante dell’ex SS35 e smentiscono le disinvolte affermazioni della difesa della società, che tra l’altro spaccia per territorio degradato da riqualificare preziose aree agricole coltivate a risaia (vedi documento 5 Regione pag. 3).

6 – 17/11/2010. Esame paesistico (documento 2 Regione):
«Una porzione delle aree oggetto dell’intervento (circa 22.800 mq.) è interessata dalla presenza di aree soggette a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs 42/2004 art. 142 comma c»;
«Il linguaggio architettonico utilizzato dal progetto (altezze, profili, rapporti pieni-vuoti e articolazione volumetrica) risulta non coerente con il contesto paesaggistico»;
«Il contesto paesaggistico sovra locale in cui si situa la trasformazione in progetto (Parco del Ticino, Barco Certosa) è caratterizzato da elementi naturali e storico-culturali di notevole rilievo: la proposta progettuale non tiene in considerazione tale contesto».

7 – 22/11/2010. Esame della coerenza con la pianificazione territoriale (documento 5 Regione):
«La scelta di inserire un grande polo commerciale polifunzionale in un ambito come quello individuato nell’ATC2 comporterebbe, sempre secondo il PTR, una minore diffusione di piccoli punti di vendita sul territorio e una progressiva tendenza alla desertificazione commerciale». Altro che aumento dell’occupazione!
«Dall’analisi SWOT del documento di Piano del PTR possono essere evidenziati due aspetti considerati minacce per il territorio della pianura irrigua:
– Realizzazione di poli logistici e di centri commerciali fuori scala e mancanti di mitigazioni ambientali e di inserimento nel contesto paesaggistico;
– Costanti pressioni insediative nei confronti del territorio agricolo».
«L’infrastruttura viaria proposta nel progetto, nel tratto di suolo libero tra gli abitati di Certosa e di Borgarello, interferisce con il corridoio ecologico posto a Nord dell’ambito di intervento in direzione Est-Ovest della rete ecologica regionale (infrastruttura prioritaria) creando un’ulteriore barriera fisica in scarsa coerenza con la pianificazione regionale»;
«Secondo i criteri e i parametri di valutazione della compatibilità e della sostenibilità del d.d.g. del 7/2/2008 n. 970 si rileva un elemento di forte criticità in quanto l’area prevista per la collocazione dell’intervento nel Comune di Borgarello risulta essere ricompresa nella macrocategoria “aree libere esterne agli abitati” e precisamente “in area totalmente libera”, anche il raccordo stradale compreso nel progetto ricade in “aree totalmente libere” esterne agli abitati».

8 – 31/12/2010. In sede di Conferenza dei Servizi la società assume «l’impegno ad operare lo stralcio della previsione alberghiera la cui allocazione in seno al complesso polifunzionale per attività economica e di servizio era stata originariamente dedotta nello strumento di pianificazione attuativo».

9 – 5/01/2011. Sopravvenienza del PTRA (documento 7 Regione):
«… essendo stato pubblicato il PTRA Navigli Lombardi (BURL – Estratto della Seri e Inserzioni e Concorsi n. 51 del 22/12/2010) ed essendo quindi vigente, fatto salvo quanto già indicato nella nota … del 1/12/2010, si precisa che l’inserimento del centro commerciale nell’ATC2 del Comune di Borgarello dovrà tener conto delle prescrizioni contenute nel PTRA Navigli per la fascia di tutela dei 100 metri e osservare gli indirizzi relativi alla fascia di tutela di 500 metri. Le indicazioni fin qui riportate sono da estendersi anche all’opera viaria in progetto che tecnicamente e funzionalmente risulta connessa all’intervento di cui trattasi».

10 – 26/01/2011. Protocollo di intesa (documento 15 Italia Nostra):
In sede di conferenza dei servizi la Società deposita un Protocollo di Intesa non sottoscritto né dal Comune di Pavia né dall’Amministrazione Provinciale, in cui la proponente si impegna «ad assumere a proprio carico tutti gli oneri economici ivi compresi i costi di acquisizione delle necessarie aree di sedime secondo la normativa in materia di espropri, correlati al progetto di realizzazione del nuovo progetto di realizzazione del nuovo tracciato della strada provinciale ex SS35 secondo la configurazione preliminare annessa al presente protocollo di intesa e già versata agli atti della Conferenza dei Servizi» (cioè alla tav. 34) subordinatamente alla necessaria collaborazione e condivisione da parte della Provincia di Pavia e di tutti gli altri Comuni.

11 – 26/01/2011. La conferenza dei servizi col voto favorevole del Comune di Borgarello, Comune di Certosa e Regione Lombardia e con quello contrario del Comune di Pavia e della Provincia di Pavia dichiara che «si intende accolta la domanda della società Progetto Commerciale srl finalizzata al rilascio dell’autorizzazione amministrativa per l’apertura di una grande struttura nel comune di Borgarello” pur ammettendo “che la definizione del nuovo quadro infrastrutturale, di prevalente competenza provinciale preveda una fase concertativa fra tutti i soggetti interessati, compreso il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, intesa a consentire in via conclusiva le opere da realizzare in coerenza con quanto stabilito dalla conferenza».

12 – 5/04/2011. Il Commissario Straordinario del Comune di Borgarello rilascia l’autorizzazione commerciale, disponendo:
«L’attivazione del nuovo esercizio commerciale è subordinata alla realizzazione a cura e spese del soggetto proponente della variante alla SP ex SS35 secondo la configurazione preliminare versata agli atti della Seduta della Conferenza dei Servizi del 24-26 gennaio 2011», cioè secondo la tavola 34 del PL.
L’autorizzazione nel punto citato non è conforme alla decisione della Conferenza dei Servizi 24-26 gennaio 2011, che aveva rinviato la definizione del nuovo quadro infrastrutturale. Ma il Commissario in tal modo ha evitato che si palesasse l’assenza di correlazione tra l’autorizzazione e il PL adottato.

13 – 6/11/2011. La società preannuncia una variante in itinere al PL e chiede l’attivazione di una Conferenza dei Servizi per la definizione e la concertazione dell’infrastruttura viaria a servizio del centro commerciale, ritenuta addirittura di interesse regionale, depositando a questo scopo un progetto preliminare della variante all’ex SS35 dei Giovi che prevede un percorso difforme dalla tavola 34 annessa al PL, la quale ne costituisce parte integrante ed essenziale (vedi documento 29 di Italia Nostra).

14 – 22/10/2012. La società presenta una variante al percorso della strada provinciale prevista dalla tavola 34 del PL.

15 – 3/01/2013. La Provincia di Pavia convoca la Conferenza dei Servizi.

16 – 8/01/2013. Su proposta del Presidente della Provincia la Conferenza dei Servizi col solo voto contrario del Comune di Certosa di Pavia dispone il differimento della procedura al giugno successivo.

17 – 6/03/2013. La società predispone ricorso al TAR contro la Provincia e il Comune di Pavia, il Comune di Borgarello, il Parco Lombardo della Valle del Ticino, con cui chiede l’annullamento del provvedimento di differimento della Conferenza dei Servizi e il risarcimento dei danni conseguenti, assumendo falsamente:
1) che «l’opera infrastrutturale di cui trattasi costituisce parte integrante della rete viabilistica del vigente PTCP della Provincia di Pavia»;
2) che «la Provincia di Pavia ha richiesto ed ottenuto in occasione della Conferenza dei Servizi Commerciale l’impegno della società Progetto Commerciale a finanziare, fino alla concorrenza dell’intero importo, l’opera infrastrutturale di che trattasi».
Il rilievo, espresso dal rappresentante della Provincia nella Conferenza dei Servizi del 28/09/2010, circa l’impegno assunto dalla società di erogare € 6.500.000 per la realizzazione della variante provinciale («potrebbero non essere sufficienti a coprire l’intero fabbisogno») comporterebbe l’assenso della Provincia a «obbligazioni espressamente concordate», nonostante il voto finale della Provincia contrario all’autorizzazione. Non c’è limite alla mistificazione.
Il ricorso è stato notificato solo per conoscenza alle associazioni probabilmente a scopo intimidatorio.

Conclusioni

Il progetto di variante alla strada provinciale presentato il 22/10/2012 è del tutto differente da quello previsto dalla tavola 34 del PL.
La rinuncia implicita del soggetto proponente a realizzare la viabilità prevista dalla tavola 34 e dallo studio viabilistico annessi al PL comporta, in forza dell’art. 7 comma 17 e 18 l.r. n. 6/2010 la sopravvenuta assenza di correlazione tra la nuova previsione del percorso viabilistico e quella contenuta nel piano adottato, posto che l’autorizzazione commerciale è subordinata espressamente “alla realizzazione a cura e a spese del soggetto proponente della variante alla SP ex SS35 dei Giovi secondo la configurazione preliminare versata negli atti della seduta della Conferenza dei Servizi del 24-26/01/2011” contenuta appunto nella tavola 34 del PL adottato.

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