Un Rovelli Laqualunque

by

da Borgarello, Claudio Elazar Lazzaro

Giovanni Giovannetti (giornalista) è amico e sostenitore di Progetto Civico, scrive articoli su blog e giornali, articoli che chiunque ipoteticamente potrebbe fotocopiare e infilare nelle caselle altrui.
Antefatto: Lunedì 13 Maggio 2013 intorno alle dieci del mattino parcheggio la mia autovettura davanti alla Villa Mezzabarba a Borgarello e incontro Francesco Briganti (candidato per Progetto Civico) che mi mostra un volantino intitolato “Il Fallimento di Lamberti” a firma di “Insieme per Donato Rovelli” (qui di fianco). In questo delirante volantino Donato Rovelli accusa Progetto Civico di fotocopiare gli articoli di Giovanni Giovannetti e distribuirli in casella a Borgarello (o perlomeno così ho capito da Donato Rovelli, che ho avuto il piacere di incontrare davanti a Villa Mezzabarba e che appena gli ho fatto una domanda sul volantino da lui distribuito ha cominciato a dire NO NO NO come se si fosse inceppato).
La prima domanda che mi sono fatto è «perché Progetto Civico dovrebbe fare una cazzatona simile?» La seconda è «a cosa serve?» La terza non è una domanda ma un’affermazione (anche se è pur sempre una supposizione) ovvero, non sapendo più cosa inventarsi, dopo essere stato paragonato da alcuni goliardi borgarellesi al Cetto Laqualunque che intesta la Pizzeria al figlio Melo, memore della cantilena di Cetto quando dice «Melo sei contento che papà ti ha intestato la pizzeria?», preoccupato dall’opinione dei Leghisti alleati, per non parlare poi di quella dei Leghisti non alleati (che probabilmente se non certamente sono molti di più degli alleati), Donato ha fotocopiato l’articolo di Giovannetti e se l’è impostato da solo.
Illazioni al limite della diffamazione e accuse prive di fondamento tuona Donato Rovelli nei confronti di Giovannetti, ma ufficialmente non chiede a Giovannetti di ritrattare nulla perché nulla è da ritrattare… se le accuse fossero prive di fondamento come Donato Rovelli afferma le querele sarebbero già arrivate e invece? Tutto tace… calma piatta. “Il fallimento di Lamberti” (titolo del volantino di Donato Rovelli) termina con una frase fuori luogo e frutto della bile accumulata in questa incalzante campagna elettorale, ovvero il nostro Cetto Rovelli Laqualunque “cazzu iu” dice le testuali parole: «Le illazioni e la politica del sospetto sono princìpi e metodi che appartengono alle organizzazioni malavitose» ovvero Donato Rovelli dà del mafioso a Nicola Lamberti; ma successivamente Rovelli afferma di essere a favore del rispetto delle persone nella diversità delle idee.
Era già capitato che in questa campagna elettorale Rovelli dichiarasse un concetto ed il suo esatto contrario nello stesso giorno… Donato Rovelli afferma nel suo programma di essere contro lo spreco di territorio e di voler aiutare gli esercizi di vicinato, ma alla presentazione della sua lista afferma di essere a favore della creazione di un Centro commerciale.
Essere schizofrenici non è compatibile con una candidatura a sindaco e la schizofrenia di Donato Rovelli o “Penna Bianca” come viene chiamato in paese credo non sia uno dei fattori che blocca Nicola Lamberti, anche quando viene gratuitamente ingiuriato da Donato Rovelli come mafioso, a non rivolgersi alle forze dell’ordine o a un’avvocato.
Ma come ognuno di noi sa che ogni pazienza ha un limite… un confine.. e Donato Rovelli questo confine lo ha attraversato senza passaporto a suo rischio e pericolo; è stata la sua ultima occasione, ora la festa è finita.

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