Attila

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di movimentopavia.org

Attila, custode del dormitorio comunale è stato licenziato perchè sta partecipando al recupero degli alloggi sfitti al Crosione, costretto a trovare una soluzione dopo lo sfratto subito lo scorso 9 maggio assieme alla moglie e a 2 bambini. 
L’assessore Assanelli dice che non può più avvalersi di chi ha osato sputare nel piatto in cui ha mangiato. 
L’assemblea per il diritto alla casa ha deciso di sostenere Attila interrompendo il consiglio comunale.

Vorremmo entrare nel merito del caso di Attila cui tramite un vile atto di rappresaglia è stato tolto il lavoro che per diverso tempo lui aveva responsabilmente svolto. Vorremo chiedere all’assessore assanelli, che parla di fiducia infranta quando Attila ha occupato un appartamento popolare dando un tetto alla propria famiglia, che fiducia possa aspettarsi da chi si è visto buttato in mezzo ad una strada con due bambini. Lei non si è mai preoccupato se l’esiguità della borsa lavoro che gli veniva erogata (a fronte di un cospicuo numero di ore lavorative), bastasse a far fronte alle spese relative all’affitto, che nelle case private a pavia spesso rasenta l’esosità, ed al mantenimento dei due figli e della compagna, disoccupata. La borsa lavora rappresenta difatti un istituto che, come tanti altri ugualmente disattesi nella nostra società, dovrebbero rappresentare non un atto di carità come lei evidentemente intende, ma un contributo dato a chi versa in uno stato di necessità economica per garantirgli il sostentamento. Invece lei, assessore ai sevizi sociali, se ne è fregato bellamente anche quando Attila dopo l’esecuzione dello sfratto le si è rivolto per avere un aiuto nel dare un tetto ai propri figli almeno fino alla fine della scuola, cosa a cui lui ha comunque provveduto responsabilmente a fronte della sua totale mancanza di responsabilità verso cui invece il ruolo che ricopre dovrebbe impegnarla. Irresponsabilità che in generale si riflette sul suo atteggiamento inerte nei confronti dell’impellente problema sociale degli sfratti e della casa in generale che affligge incolpevolmente numerosi abitanti di questa e di tante altre città; questione di ordine sociale cui lei e tutta la giunta, che non si fa scrupolo di trattare con avidi impresari edili, finora ha saputo far fronte solo cercando di insabbiarla o delegandola scriteriatamente alle forze dell’ordine come succederebbe in paesi dove gli strumenti della democrazia vengano regolarmente messi da parte a favore della indiscriminata repressione; tanto che ci chiediamo se non debbano conferirle l’incarico di assessore, più che ai servizi sociali, alla macelleria sociale che sta creando in un momento di così intensa drammaticità con la propria colpevole inerzia.
Questioni di ordine sociale che hanno necessitato e necessitano tuttora di un intervento repentino che noi della rete contro gli sfratti a pavia abbiamo messo in atto dando la possibilità a chi ne aveva il grave bisogno, non potendo più vivere in macchina o stipato in case di parenti con i figli, di avere un tetto sulla testa. La presunta illegalità di tale comportamento che voi contestate, viene rispedita al mittente, dato che viviamo proprio in un paese dove chi ha il potere politico a livello locale o nazionale ha fatto e sta facendo di tutto per piegare il concetto di legalità e l’apparato legislativo ad esso legato ai propri comodi ed alle proprie necessità clientelari, fregandosene dei problemi profondi che colpiscono i lavoratori, gli artigiani, le famiglie e chiunque stia versando in stato di estrema difficoltà; guardacaso, il comune non è stato così solerte nel sanzionare il suo dirigente, architetto Angelo Moro, sotto accusa per abuso d’ufficio e associazione a delinquere per le speculazioni di Green Campus e Punta Est, mentre abbatte senza troppi scrupoli la sua mannaia punitiva sui comportamenti presuntamente illegali di un suo dipendente meno altolocatoa colmare parte di questo profondo ed improrogabile stato di necessità ci siamo impegnati dando una mano alle famiglie che senza più un lavoro stabile e senza più un tetto erano abbandonate a se stesse aiutandole a darsi legittimamente qualcosa da cui potere ripartire.
A fronte di tutto ciò è necessario che ad attila sia riconsegnato il lavoro che per una ingiustificata vendetta gli è stato tolto, dato che se di mancata fiducia dobbiamo parlare lo si deve fare nei confronti delle istituzioni che sembrano solo interessate a creare fumo intorno ai problemi piuttosto che affrontarli e, come sempre, ad accontentare baronati, grandi proprietari e privilegiati vari piuttosto che mettersi dalla parte degli onesti lavoratori e padri di famiglia. Poco ci interessano i futili atti dimostrativi come la pulizia dei muri del centro propedeutici solo ad assecondare la carriera politica del nostro sindaco, a fronte di tutte le tragedie sociali in atto.
La lotta per la casa è appena incominciata ed è mossa da un fronte sociale ampio e compatto e da tutte le sue necessità, che il patetico tentativo di preservare i privilegi di pochi non possono fermare, dato che è mossa dall’esigenza di diritti indifferibili.

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