Paranoici su Marte

by

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Un altro documento comunale top-secret viene ora a scaldare la già rovente estate pavese. È la Relazione dello studio Greco-Muscardini sulla liceità dell’operazione Campus Aquae, il Centro sportivo polivalente inaugurato nel 2010 su terreni dell’Università al Cravino contigui alla lottizzazione abusiva di Green Campus: uno strano project financing a trentennale gestione di Unisport – società costituita ad hoc nel novembre 2005 da Vittorio Pacchiarotti (imprenditore di Belgioioso condannato nel 1993 a 1 anno e 3 mesi per corruzione e finanziamento illecito dei partiti) con atto del notaio Antonio Trotta (ora indagato per i rogiti di Green Campus) – sopra un’area che il Prg indica a “Servizi per l’Università”. Strano poiché il costruttore si è avvalso di un finanziamento universitario di 4.660.000 euro, fondi statali, in aggiunta a un “canone” annuale di 330.000 euro (in trent’anni sono altri 9.900.000 euro): un ammontare di 14.560.000 euro, per un’opera dal costo preventivato di 15.865.811 euro; è quasi l’intero importo: l’autorizzazione comunale al Centro benessere – del 15 febbraio 2011 – reca la firma del più che indagato dirigente all’Urbanistica Angelo Moro.
A quanto risulta, la missiva “secretata” degli avvocati Greco e Muscardini è tra i documenti che giorni fa la Polizia giudiziaria ha inoltrato alla Procura.
La trasparenza non pare albergare tra le virtù di Alessandro Cattaneo: occultata e infine resa pubblica a furor di popolo  la “nota” su Green Campus del prof. Aldo Travi al sindaco, a lungo nascosta agli stessi assessori. E si capisce: il 21 gennaio 2013 l’illustre docente precisava che quelle costruzioni erano condominii e non residenze universitarie (un illecito che non ammette sanatoria). Che le residenze universitarie possibili nelle zone “F” (come appunto quell’area al Cravino) non prevedono semplici insediamenti residenziali per studenti, ma devono assolvere funzioni e servizi «d’interesse generale, e cioè con precise finalità pubbliche». Che il permesso a costruire a firma del dirigente all’Urbanistica Angelo Moro non era conforme al Prg.
Un “parere” subito imboscato, così da consentire ai birbantelli comunali la sottoscrizione di una audace Convenzione-sanatoria con Green Campus (9 luglio 2013), nonostante il sequestro dell’area per lottizzazione abusiva da parte della Procura e senza nemmeno attendere la conclusione delle indagini. Convenzione postuma a firma di chi? Del dirigente all’Urbanistica Francesco Grecchi e di Alberto Damiani, due tra gli indagati! Un bel pasticcio, tanto che il sindaco si è visto obbligato a un repentino dietrofront, sospendendo la Convenzione “in autotutela”.
Dall’alto del loro svettante nanismo le mezzebarbe spendono pubblici quattrini in consulenze legali che poi non sanno leggere, poiché ostinatamente decidono per il contrario di quanto è loro indicato nelle costose missive. Come dimenticare gli “avvertimenti” al Comune dell’avvocato Giuseppe Franco Ferrari, apertamente negativi sull’affaire Punta Est, e tuttavia intesi dal sindaco e dall’allora assessore all’Urbanistica Fabrizio Fracassi quali «pareri legali che sui lavori esprimevano un senso positivo»; sollecitato dal Comune, il 6 aprile 2011 l’avvocato ricorda la «destinazione comunque non abitativa» di quell’area e invita la pubblica amministrazione a valutare l’opportunità di specificare ulteriormente l’impegno del privato «a non modificare le destinazioni d’uso». Posizione ribadita l’8 aprile e in una terza missiva il 22 dicembre (lettera mai resa pubblica dal Comune). Come già nei due precedenti inascoltati pareri, l’avvocato e consulente comunale ribadisce che «l’intervento in questione ricomprende sia residenze universitarie in senso stretto, sia attività di studio o di ricerca di carattere universitario». Chiaro no? Qualora non lo fosse, lo stimabile avvocato aggiunge: «quanto sopra non può naturalmente essere in alcun modo interpretato in senso “sociologico” sino a dire che qualsiasi attività ivi compresa quella abitativa» potrà essere «del tutto libera, purché oggetto di studio da parte di strutture universitarie». Non basta? Eccolo allora sottolineare che l’attività edilizia libera da ogni vincolo «nella vigenza della disciplina attuale deve ritenersi preclusa». Ma in Comune sono tonti, e allora il paziente avvocato nuovamente avverte che «non appaiono rispettati gli obblighi – assunti dal medesimo (o dai suoi danti causa) con il primo Atto d’obbligo e non riportati nel secondo Atto d’obbligo – come auspicavo nel parere negativo da me rilasciato in data 8 aprile 2011».
È l’esatto contrario di quanto riferiscono i due bugiardissimi (o disinformatissimi) pubblici amministratori, il Cattaneo e il Fracassi. Meglio passare per falsi o fessi che concussi o corrotti.

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Una Risposta to “Paranoici su Marte”

  1. Anonimo Says:

    Con un Pupo così, sempre pronto a stendere un manto protettivo sui vari Damiani,Maestri ecc, mi viene da tremare al pensiero di quello che sarebbe successo a Pavia se a luglio del 2010 non fossero finiti in galera personaggi che si sono dati molto da fare per procacciare voti a questa maggioranza.

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