Tengo famiglia

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In città (non) se ne parla
Lorenzo Blone intervista Niccolò Fraschini

«…per quanto riguarda i figli dei consiglieri assunti di recente in Asm, sono: la figlia del consigliere Irianni, il figlio del consigliere Maggi e il figlio del consigliere Guerini».
Il post-fascista Francesco Irianni, Popolo delle Libertà (sua moglie, Daniela Barbieri, sedeva nel cda del Teatro Fraschini). Il post-socialista Sergio Maggi – Partito democratico – è vicepresidente del Consiglio comunale nonché tra i fautori della riconferma di Alberto Pio Artuso nel cda di Asm (Artuso  all’epoca “solo” indagato  è ora a giudizio per la tentata lottizzazione abusiva Greenway nel Parco della Vernavola). Il post-democristo e ciellino
doc Carlo Guerini – Popolo delle Libertà – siede anche nel cda dell’Azienda servizi alla persona.
“Parentopoli” nelle compartecipate è stato un tormentone estivo. Ora che finalmente Niccolò Fraschini ha reso noti i nomi (due sono di “destra” e uno di “sinistra”: roba da manuale Cencelli…) stranamente è calato il silenzio. 

 

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Una Risposta to “Tengo famiglia”

  1. ggiovannetti Says:

    Alla buonora…

    Parentopoli all’Asm? Al setaccio le assunzioni: almeno tre casi “sospetti”. La promessa: porterò tutto in consiglio Niccolò Fraschini ne ha trovati tre, ma ne sospetta altri. Ha chiesto di avere i documenti relativi a tutte le assunzioni compiute all’interno dell’ex municipalizzata dal 2000 in poi.

    
di Manuela Marziani

    «Ne vedremo delle belle in questo ultimo anno di legislatura». A promettere battaglia è il consigliere comunale del gruppo misto Niccolò Fraschini che nei giorni scorsi si è scagliato contro le assunzioni a tempo indeterminato in Asm di tre figli di consiglieri comunali e ha chiesto di avere i documenti relativi a tutte le assunzioni compiute all’interno dell’ex municipalizzata dal 2000 a oggi. «Per il momento so che sono stati assunti la figlia del consigliere Francesco Irianni, il figlio del consigliere Carlo Guerini e il figlio del consigliere Sergio Maggi – ha detto Fraschini -, ma pare che altri parenti lavorino in azienda. Sono cognati, suocere, nuore e mi dicono siano tanti. Ho chiesto le carte, quando le avrò farò i nomi perché credo ci sia tanto da scoprire. Allo stesso modo credo ci sia molto da scoprire sulle consulenze esterne del Comune e ho chiesto anche questi documenti dal duemila a oggi, sollevando reazioni isteriche nel centro-sinistra».
    La presunta “parentopoli” pavese era esplosa sui social network in un caldo pomeriggio estivo. «Il figlio di Maggi – aveva replicato il presidente di Asm, Giampaolo Chirichelli – era in graduatoria, quando abbiamo potuto compiere delle assunzioni, lo abbiamo assunto. Non lo abbiamo favorito». «Non sostengo che siano stati commessi illeciti – ribatte il consigliere del gruppo misto -, credo che per opportunità politica il figlio di un consigliere non dovesse concorrere per un posto in Asm. Poteva cercarsi un lavoro in un’impresa privata e non esporre il padre a critiche. Essere consigliere comunale comporta tanti onori e qualche onere, questo è un onere».

Ma non tutti hanno apprezzato la “denuncia” di Fraschini. «Gli interessati hanno taciuto – ha sottolineato -. Asm, invece, mi ha inviato una lettera nella quale mi si accusa d’aver danneggiato l’immagine dell’azienda. Inoltre, mi hanno dato del moralizzatore quando credo di essere un normalizzatore, che si sta impegnando perché auspica non accadano più certe cose nel prossimo futuro. Per questo ho chiesto di scoprire le parentele presenti in Comune e vorrei si incrociassero i dati dei dipendenti e quelli dei consiglieri comunali per verificare i rapporti di parentela. Quando avrò fatto piena luce, assistito da un avvocato porterò tutto in consiglio. Molti devono fornire spiegazioni, come Gianluca Pietra, ingegnere che non è consigliere, ma responsabile dell’urbanistica per il Pd e in passato ha effettuato una consulenza per il Comune pagata settantamila euro per una rotonda che non è mai stata realizzata».

    (“Il Giorno”, 14 settembre 2013)

    Asm e le sue assunzioni Polemica sui figli «illustri»

    Fraschini fa i nomi di tre consiglieri comunali, due minacciano querela Giuliani (Pd): «È imbarazzante». Il sindaco: «Dibattito dai toni fuori luogo»

    La premessa comune a tutti è che «non stiamo parlando di illeciti». Lo chiarisce anche Niccolò Fraschini, il consigliere comunale di maggioranza che, ai primi di agosto, ha sollevato su Facebook il tema delle assunzioni in Asm. Ma l’interrogativo verte sull’opportunità che il figlio, o comunque il parente, di un amministratore comunale lavori per aziende che, come Asm, sono partecipate dalla stessa amministrazione comunale. Lo stesso Fraschini, suscitando un vespaio di commenti, ha tenuto fede alle promesse e ha fatto i nomi dei consiglieri comunali che avrebbero figli che lavorano in Asm. L’ex esponente di Futuro e libertà, ha parlato di Francesco Irianni e Carlo Guerini (esponenti di maggioranza) e di Sergio Maggi (all’opposizione con il Pd). Secche le reazioni dei diretti interessati. Irianni: «Non dichiaro niente perchè è già tutto nelle mani del mio avvocato». Maggi: «Non ho nulla da dire e mi riservo di tutelare i miei interessi nelle sedi opportune». Più loquace Guerini: «Mio figlio non è assunto in Asm. Terminata la sua carriera da calciatore ha aperto una partita Iva e fa il libero professionista. Il fatto che abbia lavorato per Asm è diverso dal dire che è stato assunto in Asm». L’origine di tutta la discussione, il consigliere Fraschini, dice: «Sulla base delle informazioni che ho sino a questo momento, possiamo parlare di inopportunità. Ma ho chiesto la documentazione dal 2000 al 2013 e non solo per Asm. Voglio verificare anche assunzioni e consulenze in Comune. Quando avrò finito di fare le mie verifiche, ne riparleremo». Nel frattempo, sul fatto che sia poco opportuno per il figlio di un consigliere lavorare in Asm, interviene Guido Giuliani, consigliere comunale del Partito democratico: «Personalmente – dice – trovo inopportuno e inaccettabile che un consigliere eletto dai cittadini al Comune di Pavia abbia un figlio nella società di cui il Comune possiede il 96 per cento delle azioni e nomina il Cda. Ed anche, più semplicemente, che i consiglieri comunali non dissuadano i propri figli dal fare domanda di assunzione presso quelle società». «Sia chiaro – prosegue – non sembrano esserci fatti illeciti riguardo ai rapporti di lavoro sopra citati. Semplicemente è imbarazzante che, su circa dieci consiglieri comunali con figli in età da lavoro, ben il 30% di questi (due del Pdl e uno del Pd) non abbiano sentito l’obbligo morale di tenere i propri figli ben lontani dalle aziende del Comune». Giuliani conclude chiedendo «scusa ai cittadini per il cattivo esempio dato dai colleghi» e impegnandosi affinchè «il Partito democratico impedisca che in futuro si ripetano casi analoghi». E il sindaco? «Preferirei – dice Alessandro Cattaneo – evitare di entrare in un dibattito che sta assumendo, su Facebook, toni fuori luogo. Riguardo all’opportunità, credo sia una scelta che spetta alla sfera individuale. Non è nemmeno giusto che una persona sia penalizzata per essere figlio o parente di un amministratore. E comunque, se controllassimo nomi e parentele, probabilmente ne troveremmo molti di più legati al centrosinistra che al centrodestra. Ma sarebbe un esercizio che non ci farebbe fare un solo passo avanti».

    (“La Provincia Pavese”, 15 settembre 2013)

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