Il ponte della Mucca

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Lorenzo Blone intervista Giovanni Giovannetti

Ponti e ristrutturazioni. La Provincia di Pavia sembra mantenere rapporti più che privilegiati con l’ingegner Gian Michele Calvi: sua la ristrutturazione della provinciale Sala dell’Annunciata; suo il progetto del nuovo ponte su Po e Ticino alla Becca; sua la (mancata) messa in sicurezza del ponte attuale: ben tre interventi per «somma urgenza» – costati oltre 8 milioni di euro – senza tuttavia venirne a capo, tanto che ora se ne richiede un quarto, la “soluzione finale”, consegnato a un Bando di gara. Non solo Gian Michele: l’avvocato Carla Casati in Calvi la ritroviamo poi tra gli abituali collaboratori, ben remunerati, della rivista “Imprendere”, pubblicata dalla Provincia.
Ma torniamo al malandato ponte della Becca e ai suoi guai. La Provincia di Pavia ha finalmente disposto la gara per la messa in sicurezza del malandato ponte della Becca, al cui capezzale fino a ieri ha vegliato in solitudine il Calvi, già autore delle “perizie giustificative” nonché della direzione lavori di «somma urgenza» (eppure durati tre anni) e perciò assegnati in via diretta, senza bando di gara: lavori, si diceva, costati complessivamente più di 8 milioni di euro, che non hanno risolto il problema. Ora di milioni se ne dovranno spendere altri 2 e 500 mila: in totale fanno 11, ventidue miliardi delle vecchie lire, opere eseguite dalla friulana Icop e dalla ditta Damiani di Villanterio. I Damiani – costruttori indagati per la lottizzazione abusiva di Green Campus – ormai li conosciamo, poiché stanno sempre più spopolando su questo blog. Icop e Damiani li ricordiamo associati a Gian Michele Calvi nel Consorzio For-Case (acronimo di Complessi Anti Sismici Ecocompatibili), ovvero nella “benemerita” opera di edificazione delle 19 New town di L’Aquila dopo il terremoto del 2009 (appalti preventivati in 570 milioni di euro e infine costati 809 milioni – soldi elargiti dalla Protezione civile in qualità di committente – dei quali più di tre in onorario per Calvi e soci). Il cartello delle ditte intervenute in Abruzzo comprendeva anche Alga spa di Milano – ma con stabilimento a Montebello della Battaglia, in provincia di Pavia – dunque altrettanto “benemerita”, e forse per questo motivo incaricata della «fornitura di quattro appoggi». È la stessa ditta ora indagata a L’Aquila insieme al Calvi per gli isolatori fuori norma (frode in pubbliche forniture, costate 7.124.752 euro), e molti dovranno essere sostituiti. Nel corso di alcuni test effettuati presso il laboratorio Srmd di San Diego (California) uno dei quattro isolatori Alga sotto esame si era «macroscopicamente» rotto e un altro aveva manifestato «in modo drammaticamente evidente il fenomeno dello stick slip» ovvero un saltellamento; fenomeno – lamentano i periti – «potenzialmente distruttivo che può essere presente anche nel moto reale di origine sismica». Nel pavese Bando provinciale di gara, in “Premessa” si rileva urgente «la sostituzione degli apparecchi d’appoggio inadeguati»: sono forse i «quattro appoggi» made in Alga? Non si capisce; e tanto meno aiuta l’omertoso silenzio dei vertici provinciali. Così come è a noi poco chiara la congruità o meno della spesa sostenuta: c’è corrispondenza tra gli esborsi e i lavori? Spero di sì. Becca o mucca (da mungere)? Spero di no. Nel video che segue ne parlo a Lorenzo Blone di Telepaviaweb. (G.G.)

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