Servi sciocchi o balle a stampa?

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Alla domanda rispondiamo subito: balle a stampa! Manco il tempo di postare il testo che segue e subito è arrivata risoluta la ben accetta smentita dei Cinquestelle. Quanto ha scritto stamane la “Provincia Pavese” (alle elezioni amministrative pavesi 2014 «La certezza è la lista grillina, senza alleanze») non risponde al vero. Anzi, è vero il contrario poiché, a quanto pare, pochi giorni fa l’assemblea del Movimento ha semmai avallato aperture: «Sono costretto a una smentita – scrive Cesare Del Frate (M5S) nel suo comunicato – “la Provincia Pavese”, giornale locale molto apprezzato dai partiti, attribuisce al M5S incomprensibili muri e chiusure rispetto ai movimenti civici locali, in primis Insieme per Pavia dove milita fra gli altri l’ottimo Giovanni Giovannetti, che si è distinto per le battaglie antimafia nonché per le inchieste sugli scandali urbanistici, per non parlare di cittadini onesti e stimati come Paolo Ferloni o l’avvocato Maurici. Non c’è bisogno di dire che sono le solite frottole per tener buoni i partiti. State tranquilli: stiamo arrivando, faccendieri e speculatori non si rassicurino troppo per un articolo sulla “Provincia Pavese”!». 
Ma a Pavia fa così paura una un progetto civico ampio, coeso, esterno ai partiti? Perché il quotidiano locale semina balle? Fra l’altro nell’articolo di Bruschi si dà Mimmo Damiani quale sicuro candidato sindaco del movimento La Piazza e il Ponte senza poi aggiungere che, per diventarlo di tutti, dovrà prima  giocarsela in civiche primarie d’area. E nello stesso articolo nemmeno si cita Insieme per Pavia, come se non esistesse quale soggetto politico significativo (eccome!) di una augurabile e sempre più probabile coalizione civica.
Ad ogni buon conto, questo a seguire è il testo maturato nell’incazzatura dell'”equivoco”: a quanto pare, servi sciocchi sono i pennivendoli e non i grillini pavesi, loro “parte lesa”. Quanto a me, sono felice di poter cantare un
mea culpa sui ceci per non aver prima sentito gli amici Nanni o Del Frate per l’opportuna verifica che – data l’autorevolezza della fonte – forse s’imponeva. Così come mi scuso per averli  definiti  «i servi sciocchi di uno sciamano milanese». In futuro starò più attento. Ma anche loro stiano attenti: agli sciamani e ai pennivendoli.


Servi sciocchi

Alle elezioni amministrative pavesi 2014 i Cinquestelle concorreranno in solitudine, confermando così l’inclinazione settaria del movimento, a Pavia e altrove incapace di efficaci aperture e dialogo con le realtà civiche più vivaci sul territorio, realtà queste sì antagoniste alla peggiore “partitocrazia”. Ecco servito un primo (in-consapevole?) omaggio locale a lorsignori – massoni, mafiosi, affaristi, faccendieri e politocrazia asservita – da chi, ora anche a Pavia, prova ad avere solo idee altrui: quelle del nano di turno marcato a vista da un ectoplasma milanese, leader di un movimento di fatto organico al sistema dei peggiori partiti.
Passi a Roma. Purtroppo, anche localmente le paranoie interne sembrano averla vinta sull’urgenza di una alternativa civica del governo cittadino – la più ampia possibile – al peggio del peggio visto in questi anni di tracimante criminalità urbanistica, illegalità istituzionale, sistematica irrisione dei princìpi democratici e costituzionali.
A loro spiacendo, i servi sciocchi di uno sciamano milanese, più che un pericolo per il sistema dei partiti, in questo modo si rivelano minacciosi solo per il sistema democratico. Inclinazione resa ancor più tangibile dal disinteresse a una efficace politica locale “dal basso”, alternativa a ruberie e ladrocinio. Evidentemente governare è troppo faticoso, come ha loro insegnato Parma. Meglio la pratica sfascista, la più urlata, e tale da offrire il miglior rapporto tra i costi e i ricavi: il fine giustifica i mezzi, è la legge del mercato im-politico, baby. E poco importa se così facendo si negano prospettive vitali e riferimenti d’insieme ben più ampi, ad esempio quelli mutuati da modelli e lotte vincenti e condotte fianco a fianco, come la comune battaglia referendaria sull’acqua “bene comune” o il no al nucleare. O nella battaglia antimafia. O, localmente, nel sostenere a Borgarello il sindaco Nicola Lamberti e la sua intransigenza in tutela del territorio, contro l’annunciato mega-Centro commerciale.
Quanto detto vale ben al di là di singole persone, “benemerite” ma ahinoi tenute a uniformarsi a un infelice sguardo, castrante, entro quell’altro orizzonte così limitato: miope, disfattista, oggettivamente reazionario.
E infatti c’è chi parla di dittatura: «Sì, dittatura, una dittatura democratica…», disse il genovese discepolo dell’ectoplasma Casaleggio, quel tale che parla di rivoluzione e pratica la normalizzazione, e poi «mette insieme ultraliberismo e difesa dei beni comuni, retorica della democrazia diretta e grillocentrico “principio del capo”, appoggio ai No Tav che fanno disobbedienza civile e legalitarismo spicciolo che confonde l’etica col non avere condanne giudiziarie» (Wu Ming), parodizzando il conflitto politico e sociale, facendone l’alveo di decantazione della radicalità rivoluzionaria in fieri poiché priva di un movimento di riferimento.
A seguire riprendo un documento della Lista civica Insieme per Pavia in vista delle elezioni amministrative 2014, lista che le lotte contro i “poteri forti” affaristico-mafiosi e in difesa dei beni comuni le ha combattute per davvero. (G.G.)

Il lavoro della Lista è stato impegnativo e si può riassumere in due punti fondamentali: quello istituzionale con l’incisiva presenza del nostro consigliere in Consiglio comunale e quello di denuncia delle numerose illegalità e del malaffare in città.
In Consiglio comunale, con Paolo Ferloni prima e Walter Veltri ora, costituiamo un importante punto di riferimento per un’opposizione seria e necessaria che ha anche costretto il PD a fare i conti con quella parte interna del partito che sempre di più, in modo trasversale con la maggioranza, vuole gestire affari piuttosto che amministrare il bene pubblico.
Con le numerose e documentate inchieste di Giovanni Giovannetti, le denunce alla magistratura di Franco Maurici, e le collaborazioni con vari ambientalisti abbiamo vinto la battaglia della Vernavola, siamo giunti ad un punto di non ritorno con Green Campus, Punta Est, il cantiere di Via Emilia, segnalato e sostenuto da un gruppo di cittadini, e abbiamo dato un valido sostegno alla lista civica di Borgarello contro il progetto di Centro Commerciale in quel Comune. Si è trattato di chiari esempi di vacanza della politica dalla funzione di controllo e regolazione di ciò che succede in città e nel territorio: infatti, nostro malgrado, non ci resta che la magistratura per difendere diritti o tutelare patrimoni pubblici come l’ambiente.
Ora stiamo arrivando alla conclusione dell’attuale consigliatura e vogliamo condividere con voi l’elaborazione politica per prospettare un futuro al nostro lavoro e invitarvi ad un impegno costante e fattivo, senza il quale pensiamo non sia più possibile percorrere una strada istituzionale .
La confusione del maggior partito d’opposizione, la probabile conferma della candidatura di Cattaneo, la dispersione, a sinistra, di movimenti e associazioni ci costringe ad una riflessione sul ruolo che vogliamo avere nei prossimi mesi o anni.
In generale pensiamo che sia necessario e ineludibile arrivare ad aggregare in un fronte unico tutte quelle realtà che, come noi, desiderano proporre e realizzare un’idea di città concretamente ”alternativa” .
Pensiamo che questo grosso sforzo debba essere fatto da ora e nei prossimi mesi perché solo così sarà possibile presentarsi alla città in modo credibile per la prossima competizione elettorale.
Consideriamo prioritario l’obiettivo di creare un fronte forte e articolato, che sappia dialogare con quella consistente parte del PD che sinceramente vuole il rinnovamento interno e possa contribuire a rafforzarla: vogliamo discutere con voi proposte, strumenti, prospettive.
Per questo vi aspettiamo. Per questo da ognuno di noi ci si aspetta un contributo di approfondimento, documentazione, elaborazione personale e disponibilità ad intervenire su uno o più dei temi che sono di solito affrontati dall’amministrazione comunale nel governo della città.

Lista civica Insieme per Pavia

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