Fiore e Marziani su Comprati e venduti

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Comprati e venduti. Vent’anni di storia giudiziaria a Pavia
di Maria Fiore *

Dalle tangenti del San Matteo alle ultime inchieste. Giovannetti “indaga” sull’altra faccia della città. Venerdì il libro sarà presentato alla Feltrinelli.

Il libro di Giovanni Giovannetti, Comprati e venduti, ladroni a casa nostra. Il sistema Pavia (edizioni Effigie), sarà presentato venerdì, 4 ottobre, alle 17.30, alla libreria Feltrinelli di via XX Settembre a Pavia. Alla presentazione ci saranno, oltre all’autore, anche l’avvocato Franco Maurici (vittima un anno fa di un episodio di intimidazione che viene raccontato nello stesso libro e che è ancora al centro di un’inchiesta della procura), il docente Paolo Ferloni e lo scrittore Mino Milani. Inoltre il 18 ottobre, alle 18, sempre alla libreria Feltrinelli, il libro sarà spunto di dibattito tra il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, e l’ex sindaco Elio Veltri. Cattaneo e Veltri si confronteranno sul tema del futuro della città e delle sue prospettive.

Al mancato rispetto delle regole si può reagire con l’indifferenza e l’assuefazione. Atteggiamento che spesso diventa complicità verso la corruzione e il malaffare. Che ruolo hanno le vicende di una città come Pavia in questa riflessione? Nel libro dell’editore e blogger Giovanni Giovannetti, Comprati e venduti, (edizioni Effigie, 204 pp, 12 euro), si indaga una possibile risposta attraverso vent’anni di storia della città. Dal caso delle mazzette per gli appalti al San Matteo, che anticipò Mani pulite rendendo palpabile «la metastasi profonda della corruzione di una classe dirigente poco incline a separare la funzione dei partiti dal ruolo di chi è chiamato a governare», fino alle più recenti inchieste sull’urbanistica di Green campus e Punta Est e l’ipotesi di speculazioni edilizie su terreni destinati a servizi per gli studenti universitari. Nella denuncia di Giovannetti, basata su fonti giudiziarie e giornalistiche, Pavia viene elevata a paradigma della corruzione politica e morale del Paese. Esisterebbe, dunque, un “sistema Pavia”, per dirla con le parole dell’autore, dove il bene comune e collettivo appare mortificato a vantaggio dell’interesse di pochi. «Non si parla solo di questa città, ma Pavia è uno spunto, un metodo di ricerca – chiarisce l’autore del libro –. Disvelando i meccanismi di questa città si può meglio comprendere il “sistema Italia”, dove in gioco ci sono la democrazia, la legalità costituzionale, i diritti delle persone. Diciamo che forse a Pavia alcune logiche sono più evidenti perché c’è una situazione particolare. Qui il passato industriale ha lasciato il posto a un’economia parassitaria. Abbiamo le prove, qui come altrove, che la classe politica è comprabile. A Pavia, inoltre, il piano della politica e della pubblica amministrazione è stato spesso confuso. E invece la seconda non dovrebbe mai sottostare alle regole della prima». Pavia città in cui le contraddizioni sono più evidenti, dunque. Dove la realizzazione di un’opera come l’autostrada Broni-Stroppiana e del centro commerciale di Borgarello, di cui si parla nel libro, scatenano discussioni tra chi ritiene queste opere strategiche e chi le considera invasive per il territorio e per l’ambiente. Ma Pavia è anche città dei primati e delle eccellenze. «Peccato che questi primati non siano sempre positivi, visto che Pavia spicca anche per essere la capitale del gioco d’azzardo e dell’abusivismo edilizio – dice l’autore –. Questa città è da tempo la sede elettiva della politica che abbassa la guardia. La crisi, peraltro, ha contribuito a rendere più evidenti i nodi. Lo sanno bene gli imprenditori onesti, che non hanno le risorse necessarie per adeguarsi e che quindi non riescono a lavorare. In questa città lavorano pochissimi imprenditori, alcuni sono perfino pregiudicati. E i primi a essere danneggiati da questa situazione sono proprio i pavesi onesti».

* “La Provincia Pavese”, 1° ottobre 2013

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La tangentopoli in salsa pavese ha vent’anni. E non è finita
di Manuela Marziani *

Giovanni Giovannetti con il suo libro basato sulla denuncia del ‘sistema pavese’ delle tangenti, come l’autore lo definisce

Lo ha battezzato “sistema Pavia” e quel “sistema Pavia” Giovanni Giovannetti racconta nel suo ultimo libro: Comprati e venduti. In oltre 200 pagine suddivise in 21 capitoli il giornalista ripercorre diversi momenti che hanno fatto la storia del territorio. In Tangenti al San Matteo per esempio si racconta quella tangentopoli pavese contigua a “Mani pulite” che a partire dal 1992 ha reso palpabile la metastasi profonda della corruzione di una classe dirigente. Coinvolti sia i partiti di destra che quelli di sinistra. Facendo un salto nel tempo, in Un eroe in borghese che richiama l’opera di Corrado Stajano, si parla di Vito Sabato, funzionario comunale che si è esposto più volte in prima persona pur di tutelare il pubblico interesse. Numerose sono state le sue denunce che hanno portato a processi e condanne. Ma “eroico” a modo suo è stato anche il commissario di polizia Giorgio Pedone, in servizio a Vigevano, che è stato trovato morto il 14 agosto 1991 in circostanze mai chiarite. Eppure già nel 1984, quindi molto tempo prima dell’inchiesta Infinito, il commissario Pedone aveva compreso la colonizzazione della ‘ndrangheta nelle regioni del Nord, ed era rimasto da solo e inascoltato.
Nel capitolo intitolato La distruzione delle città, invece si ripercorre oltre mezzo secolo di scempio urbanistico, anni in cui un assessore si era persino spinto a teorizzare l’abbattimento di molti edifici storici, ritenendoli “vecchi”. «Ancora oggi fatica ad affermare la visione del centro storico quale monumento unico da tutelare nel suo insieme – sottolinea Giovannetti che ne accenna in Luci a San Siro – Quel che è peggio è che tarda a manifestarsi il principio costituzionale della funzione pubblica della proprietà privata. Al contrario a Pavia assistiamo a veri e propri atti di criminalità urbanistica: Greenway, Punta Est, Green Campus, via Emilia, ex Snia e Carrefour, nonché altri numerosi illeciti». Guardando anche fuori da Pavia si puntano i riflettori sulla Broni-Stroppiana ritenuta un’inutile e costosissima autostrada. Come si affronta il progetto del centro commerciale di Borgarello definito «devastante».

* “Il Giorno”, 19 settembre 2013

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