Franca

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Franca Graziano 1955-2013

Ciao Franca, tu sei parte della mia vita giovane, e a quella vita e vitalità e passioni mi riconduceva la tua vitalità e la tua vita nutrita di passioni. «Forse si muore oggi – senza morire». Ti accompagni nel viaggio questo verso di Mariangela Gualtieri, insieme a un dolce bacio. (G.)

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Una Risposta to “Franca”

  1. ggiovannetti Says:

    Addio a Franca Graziano artista della passione civile
     
    Si è spenta a 58 anni vinta dalla malattia. «Una donna tenace e curiosa» Lasciò la professione di avvocato per dedicarsi al laboratorio Motoperpetuo

    di Marianna Bruschi (“La Provincia Pavese”, 7 ottobre 2013)

    La malattia le ha consumato il corpo, ma non le ha tolto la passione, l’energia, l’amore per il teatro. Si è spenta ieri pomeriggio Franca Graziano, aveva 58 anni. Attrice, avvocato, fondatrice di Motoperpetuo, anima di laboratori culturali. Un’artista. «Siamo stati compagni di scena per più di trent’anni, abbiamo iniziato insieme la scuola, poi il gruppo “Delitti in biblioteca” – ricorda Bruno Cerutti che con lei portava avanti dal 2000 Motopertuo, laboratorio di arte e di teatro – trent’anni di vita artistica e di amicizia». «Franca teneva molto al suo gruppo d’origine “Delitti in biblioteca” – racconta Beppe Soggetti – era un gruppo di giovani che alla fine degli anni 70 e 80 aveva iniziato a fare teatro. C’erano Bruno Cerutti, Pinuccia Spadaro, Marta Ghezzi, Roberto Traverso e il drammaturgo Edoardo Erba». Fino a ieri sera non erano ancora stati fissati i funerali. «Era legata a tutti i lavori che abbiamo fatto insieme – ricorda Bruno Cerutti – tra quelli a cui era più affezionata c’era “Il corpo del nemico”, ma anche “Armati mio cuore” sulle madri assassine». Chi ha lavorato con lei, chi ha visto i suoi occhi accesi sul palco, posati su parole da leggere, recitare, ne ricorda la passione e l’impegno civile. «Tutto quello che ha fatto, le serate di lettura, le stagioni, era un teatro unito all’impegno civile – ricorda ancora Cerutti – Con Motoperpetuo ha portato a Pavia grandi artisti e attori. Sempre con il suo impegno di agitatore culturale, curiosa, propositiva, non si accontentava mai». Tenace, forte. Con forza aveva difeso la sua decisione di dedicarsi completamente al teatro, lasciando l’avvocatura. Lavorava in studio con Clemente Ferrario e come lui si dedicava al diritto del lavoro. Impegno civile, da avvocato e da artista. «E’ arrivata da me giovanissima, con tanto talento avvocatesco – la ricorda Ferrario – mi aveva lasciato per la sua irrefrenabile passione per il teatro». Non c’era stato bisogno di chiedere consigli. «Io ero come un fratello maggiore, un padre – dice Ferrario – ma lei non poteva fare un’altra scelta, la sua passione per il teatro era insopprimibile. Sapeva mettere il teatro alla portata di tutti». Chi la ricorda nel suo ruolo di avvocato ne descrive la passione, così la collega Alessandra Stefano. Battagliera. Anche questo descrive Franca Graziano. Nella vita, nel lavoro, nell’arte. Nella malattia, a cui ha resistito fino all’ultimo. Aveva deciso di dedicarsi all’arte, che declinava nelle sue tante sfaccettature. Dai laboratori nelle scuole, alle letture. «Era votata alla drammaturgia, all’energia», ricorda Soggetti. Astigiana di nascita si era innamorata di Pavia. E qui, nella città dove aveva studiato, aveva trovato terreno fertile per fare di una passione la sua vita.

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