Sana e robusta Costituzione 5

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Costituzione italiana, art. 41: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale».

A Pavia riscontriamo le truffe Green Campus del Cravino e quella di Punta Est al Vallone, due lottizzazioni abusive sotto gli occhi di tutti e nel silenzio di molti. Data la fame di posti letto a buon mercato, visti i severi vincoli del Prg, Green Campus e Punta Est parevano ai più un benemerito intervento dei privati, volto ad accrescere da 2.300 a più di 2.700 i posti letto nei collegi universitari cittadini. Al contrario, è emersa la truffa, poiché quelle “residenze universitarie” anziché in affitto a studenti sono state illegalmente offerte sul libero mercato, per un business calcolabile in oltre 60 milioni di euro! Non è da oggi che i palazzinari incassano plusvalenze milionarie in deroga alle norme, con la complicità comunale, dedito a depistare. Lo si è ben visto nel 2007, con l’emergenza umanitaria creata ad arte dalle “istituzioni” dentro la Snia: per favorire una speculazione immobiliare, affaristi senza scrupoli e alcuni politicanti loro lacché sono irresponsabilmente arrivati a manipolare l’etica pubblica, al punto da elevare a cultura prevalente il nuovo fascismo e il suo portato di razzismo e xenofobia che ormai – senza più ostacoli o freni inibitori – a Pavia come nel resto d’Italia ha contaminato il senso comune. Contemporaneamente, hanno spacciato per interesse collettivo il tornaconto illecito dei loro sodali finanzieri, immobiliaristi e faccendieri, come se la «minaccia al decoro urbano» fossero i mendicanti invece dei rapaci speculatori che, benedetti dalla malapolitica, sistematicamente andavano violentando delicati equilibri urbani e ambientali nonché la stabilità sociale di città e campagne.

Costituzione italiana, art. 97: «Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso». Art. 98. «I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione».

A Pavia, il dirigente comunale Ambiente e Territorio architetto Angelo Moro lo ricordiamo più che vivace nel sostenere la illegittima lottizzazione Greenway in pieno Parco della Vernavola (lottizzazione poi cancellata dal Tar. Sentenza confermata dal Consiglio di Stato). A Moro si erano rivolti consiglieri comunali di destra e di sinistra, timorosi di dover rispondere penalmente del voto favorevole a quella speculazione, e da Moro avevano ricevuto conforto e rassicurazioni. Così maturò l’okkei bipartisan agli interessi più che partisan, diciamo famigliari, dell’ex presidente della Commissione comunale territorio. Interesse pubblico o interessi? Di certo non conforta leggere che, oltre alla lottizzazione Greenway persino l’ascesa del Moro a un così alto incarico avrebbe manifestato evidenti smagliature. infatti Angelo Moro non venne assunto dopo un regolare concorso pubblico ma ottenne un contratto biennale per “Avviso pubblico”. Per due anni Moro ha mantenuto lo stesso incarico, in forza di un contratto biennale e dopo il frettoloso nonché illecito ritiro di un eguale concorso disposto dalla Giunta Cattaneo, poiché non è ammessa la revoca immotivata di un concorso pubblico già bandito. Come non collegare a tutto questo la sua falsa certificazione che spianò la strada alla già ricordata lottizzazione abusiva Green Campus o quell’altra grana della concessione edilizia per Punta Est.

La Costituzione va difesa praticandola, e non solo con letture alla moda nelle piazze.

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