Gatti e topi

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Il Partito democratico e la civica “Idea & lista” di Certosa
di Alessandro Galbiati *

A Borgarello in occasione del rinnovo del tesseramento Associazione Parco Visconteo, per la quarta volta nel volgere di breve il monumento de La Certosa di Pavia è stato al centro di un affollato incontro di cittadini di Certosa, Borgarello, Pavia e altri comuni: cittadini pensanti che hanno a cuore le sorti del monumento. Una “Perla” architettonica lombarda del Quattro-Cinquecento, racchiusa da antiche mura che circondano 30 ettari di terreno agricolo e 15.000 mq di antichi fabbricati, chiostri, edifici di culto; amata e conosciuta all’estero quasi più che in Italia ma drammaticamente trascurata e in condizioni di crescente degrado.
Per quanto luogo di culto, non è proprietà vaticana o della curia, ma dello Stato Italiano che – dopo averla gestita dignitosamente fino agli anni Sessanta – la concesse in gestione a una comunità di frati Cistercensi, oggi rimasti soltanto in sette. Nulla contro il diritto di culto monastico, ma appare evidente che la “regola” e il numero mal si conciliano con le esigenze di tutela di un complesso monumentale di simili proporzioni e con le necessità di gestione di flussi turistici che contano ‘spannometricamente’ dai 300 ai 700mila visitatori l’anno. Un transito imponente sino ad ora privo di regolamentazione e totalmente senza ritorno per il proprietario (lo Stato) o per il monumento. Da qui la proposta, in occasione dello scadere della concessione ai frati, della costituzione di un “polo museale” autonomo che potrà gestire convenientemente i flussi turistici (si ipotizzano ricavi da visitatori dai 3 ai 5 milioni di euro), finanziando restauri, gestione, manutenzioni, dando utile destinazione ai fabbricati, promuovendo occupazione diretta, indotto, servizi connessi sul territorio. Senza necessariamente escludere la funzione di culto.
Prima mossa: la nomina di un Commissario che ripristini il “biglietto d’ingresso” garantendo la destinazione dei proventi e un corretto monitoraggio del numero di visitatori. Seguiranno le fasi successive, certamente complesse, ma il cambio di orientamento finalmente sarà un fatto acquisito.
Ma torniamo alla quarta affollata conferenza. Si dà il caso che nel volgere di pochi mesi Certosa, Pavia e molti altri comuni italiani avranno le elezioni per il rinnovo di Sindaco e Consiglio comunale. E a Certosa, non è un segreto per nessuno, sono scoppiate scintille. Fra politici di segno contrario? Non è più di moda, gli scontri ora avvengono in famiglia, dentro uno stesso partito. La proposta a favore del monumento covava da anni, fu anticipata dall’Avv. Maurici quando prese impegno nel 2010 di patrocinare l’azione legale contro il centro commerciale di Borgarello. Chiuso quel capitolo, vinta la battaglia “contro”, Maurici si accinge a sostenere la battaglia “pro”, pro monumento. Ma l’istanza ormai è conosciuta, trova consenso fra i cittadini, infonde fiducia l’autorevolezza della persona. Sulla scorta della fortunata esperienza dei cugini di Borgarello prende le mosse una lista civica chiamata simpaticamente “Idea & lista” che raccoglie il progetto e ne fa polo di aggregazione. Aderiscono in tanti, cittadini, intellettuali, esponenti di gruppi politici preesistenti che pure non senza travaglio smussano le diversità, ma la battaglia è sana, aria nuova a viso scoperto, per chiunque voglia parlarne. E fra loro anche figure del Partito Democratico, stanche dell’immobilismo del sindaco Pd uscente Petrini, dopo aver ingoiato per anni la scelta sciagurata pro centro commerciale: ma la loro simpatia si può solo sussurrare. No, il Pd ufficiale di Certosa non è contrario a quella proposta, semplicemente la snobba, non ne parla, ha già fatto programmi, distribuito destinazioni, designazioni, semplicemente bypassando il confronto con i cittadini. E quando una lista civica raccoglie quella proposta, sono tacciati come vecchi arnesi in cerca di tardive rivincite. Ma quando il segretario Pd di Pavia Antonio Ricci partecipa a una riunione sulla “Certosa” (la terza), mostrando spontaneo apprezzamento al progetto, è tradimento. Scoppia una polemica sorda ma forte, fra due modi di far politica: partendo dalla base, o partendo dal vertice. Ma cosa centrano topi e gatti? Quando i partiti (topi) non ricevono partecipazione e stimoli da parte dei cittadini (la gatta), emerge la parte più discutibile dei partiti, l’opportunismo, la spartizione, la caduta delle spinte ideali; il fiato sul collo della partecipazione dal basso invece impedisce i giochi di convenienza, porta innovazione e spinta ideale. Borgarello ha rinnovato profondamente l’assetto interno del Partito democratico locale in occasione delle ultime elezioni comunali, rovesciando – dal basso – le scelte sul centro commerciale e dando appoggio alla lista civica di Lamberti, senza pretesa di ritorni di convenienza. E questo certamente è stato decisivo per il successo e per il bene di Borgarello.
Credo che questa sia la strada giusta da seguire per un partito a vocazione popolare, negli impegni sul territorio, anche rinunciando al primato di immagine, purché non manchino autenticità, spontaneità, e condivisione di progetto.

* iscritto Pd, Borgarello

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