Mondo sii, e buono / esisti buonamente

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Il secondo incontro de “La piazza e il Ponte”
di Marco Vigo *

Giorgio Montolivo è un giovane studente di giurisprudenza. Incallito cinefilo, ha da poco aderito al movimento civico de “La piazza e il ponte”, e ora – introducendo questo secondo incontro – invita i convenuti «a partecipare alla costruzione del programma, in vista delle elezioni 2014»: un programma e una lista di persone, lontana dai partiti.
Come è ormai consuetudine, la serata si inaugura con la lettura di poesie: «Spalanchi le finestre o scendi tu / tra la folla: vedrai che basta poco / a rallegrarti…», sono versi evocativi di Umberto Saba da Il garzone con la carriola, cui segue Al mondo, splendida preghiera laica di Andrea Zanzotto: «Mondo, sii, e buono; / esisti buonamente, / fa’ che, cerca di, / tendi a, dimmi tutto, / ed ecco che io ribaltavo eludevo / e ogni inclusione era fattiva / non meno che ogni esclusione; /su bravo, esisti, / non accartocciarti in te stesso in me stesso.»
Primo dei relatori a intervenire è Gabriele Porrati: «Abitare la città abitare il pianeta provando a rendere meno insostenibili le cose che facciamo chiamandole progresso e cultura … un comportamento mono adattativo che usa male le risorse disponibili … la rivoluzione industriale ha comportato un aumento dei consumi in contrasto con la limitata bio-capacità del pianeta … in pochissimo tempo la specie umana ha bruciato millenarie risorse non rinnovabili … che ne sarà di noi anche solo tra dieci o vent’anni?» La domanda non sembri catastrofista, poiché «altre civiltà del passato si sono estinte a causa dell’enorme complessità generata». Che fare? «O si cambia per scelta o si cambia per forza. Ma pare che nessuno voglia cambiare per scelta, provando a porsi come collettività a fronte dei problemi globali», eludendo così la messa in discussione di modelli culturali sbagliati: in conclusione, «siamo chiamati a comportamenti responsabili, pensando non solo a noi stessi ma anche ai nostri nipoti. E a crescere non tanto fuori ma dentro noi stessi».
Dall’ecologia si passa ai numeri del bilancio comunale pavese messi in fila e commentati da Massimo Mangiarotti: «Il Comune di Pavia ha ora un avanzo di amministrazione di 42,5 milioni di euro, 8 dei quali accantonati nel 2012»: per la precisione, a fronte di entrate per 99,5 milioni (60 in tributi; 7,5 in trasferimenti; 27 in proventi; 5 in alienazioni e contributi) si sono avute spese per 91,5 milioni (81 in spese correnti; un risicato 1,5 in investimenti e 9 andati in rimborso prestiti). Sorprende il mancato utilizzo di fondi comunitari (non un euro nel 2012) e «ciò – secondo Mangiarotti – sta ad indicare la totale assenza di una idea di città».
Aumenta la pressione finanziaria, ovvero i proventi e i tributi sui servizi (1.274 euro a cittadino: +24 per cento rispetto al 2011; +67 per cento sul 2010). Aumenta anche quella tributaria: 875 euro a cittadino (+17 per cento sul 2011; +76 per cento sul 2010). Ciononostante aumentano anche i costi di alcuni servizi: ad esempio, le rette degli asili nido (2.311 a bambino: 25 per cento in più rispetto al 2011; 24 per cento rispetto al 2010) o le mense scolastiche, portate a 7,31 euro: il 18 per cento in più rispetto a un anno fa. Morale: «la manovra ha consentito al Comune un attivo di 9 milioni nel cosiddetto “patto di stabilità”», fissato in 6: 3 milioni di euro sottratti agli investimenti, soldi «che non verranno mai più rimessi in circolo: il “patto di stabilità” l’hanno così pagato i cittadini».
La parola poi è andata a Vincenzo Andraous e al suo toccante racconto degli “ultimi”: ragazzi, carcerati… «i ragazzi sono spesso spinti dagli adulti a coltivare un senso di onnipotenza, col rischio della solitudine e della paura». Tra gli “ultimi” Andraous pone soprattutto i carcerati, «persone che hanno perso il linguaggio del corpo entro un perimetro regolato da barriere». Ricorda l’articolo 27 della Costituzione: «La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato», articolo che a lui ha offerto lo spunto per un testo teatrale sopra un sistema carcerario che porta il detenuto al paradosso di «sentirsi innocente di essere colpevole». Ma gli ultimi tra gli ultimi sono «le vittime e i parenti delle vittime, con l’urgenza di riconoscere questo grido che invoca giustizia. Ma una giustiza “alta” non può fare a meno del principio di riparazione».
Infine interviene Franco Maurici, cui è affidato un commento al nuovo Piano di governo del territorio. Secondo l’avvocato ambientalista, «è velleitario proporre politiche di contenimento del consumo territoriale in una città volta al consumo sfrenato del territorio». Ad esempio, il verde pubblico, poiché nel centro cittadino «sarà consentito costruire ben 4 metri cubi per metro quadrato, persino nei cortili … e nelle aree esterne la cementificazione sarà ammessa dappertutto» vanificando «l’alternanza tra spazi pieni e vuoti tipica del centro storico».
Ad esempio di quali siano state le politiche territoriali, Maurici cita la lottizzazione Greenway nel parco della Vernavola, che era stata approvata congiuntamente da centrodestra al governo e centrosinistra all’opposizione (con l’eccezione dei consiglieri Ferloni di Insieme per Pavia e Vigna di Italia dei Valori), e in seguito bloccata dagli esposti al Tar e alla Procura di Insieme per Pavia e Italia Nostra. «A Borgarello volevano costruire un centro commerciale sul Navigliaccio, nonostante il Piano d’area dei navigli lombardi imponga un’area di rispetto di 500 metri da destinare all’agricoltura». Secondo Maurici, «bisogna unire tutte le forze sane così da offrire una alternativa a queste politiche suicide. Pavia a fine medioevo era una città-parco. Il parco Visconteo di cui l’architetto Gregotti voleva fare il marchio internazionale della città, oggi ospita il parcheggio del Carrefour. Altro che turismo!»
Nel dibattito che è seguito sono fra gli altri intervenuti Mimmo Damiani («il nostro è un movimento di cittadini aperto a tutti»), l’architetto Mocchi («rendiamo migliori le nostre brutte periferie»), l’architetto Sacchi («questo Pgt va cestinato») e Giovanni Giovannetti («entro il 2050 una disposizione Ue impone un consumo di suolo pari a zero, e una riduzione di 800mila ettari entro il 2020»).
Prossimo appuntamento, giovedì 31 ottobre presso la Chiesa valdese in via Alessandro Rolla 2, con Gianandrea Nicolai (referente della Chiesa valdese di Pavia) e il biblista mons. Gianfranco Poma.

* direttore del settimanale “Il Lunedì”

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