La via dell’Expo

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Veltri e Cattaneo sul futuro di Pavia: un confronto mancato
di Marco Vigo *

 
 
 

Per il sindaco Alessandro Cattaneo solo il tempo di un breve saluto all’ex sindaco Veltri, a Giovanni Giovannetti e al numeroso pubblico («ci tenevo») prima di partire per Linate, destinazione Napoli, dove era atteso all’annuale convegno dei giovani industriali.

Cattaneo ha speso poche parole di circostanza, per dire che lui non intende sottrarsi al confronto – da riprogrammare a breve – specie con chi (velata allusione alla lista civica Insieme per Pavia) «preferisce denunciare le cose alla Procura invece che in sede politica».
Al sindaco hanno prontamente replicato Giovannetti e il consigliere comunale di Insieme per Pavia Walter Veltri, precisando che «le denunce alla Procura sono sempre state precedute da infruttuose interpellanze e interrogazioni in Consiglio comunale».
Passando al suo libro Comprati e venduti, Giovannetti ha così puntualizzato: «se dovessi scriverlo ora già andrebbero aggiunti nuovi capitoli» su questioni andate a maturazione proprio in questi giorni (Campus Aquae, Ponte della Becca, Premiopoli in Asm, ecc.): sono argomenti appena toccati nel libro, poiché solo ora disponiamo delle «carte sulla “Premiopoli” pavese che, in Asm, vedono il Cda dell’azienda sostituirsi all’Assemblea dei soci nel deliberare illecite diarie a forfait ai membri del Cda dell’azienda. Una matrioska di illeciti, un comportamento subito emulato dal consigliere d’amministrazione Luca Filippi, sorpreso a riconoscere premi per decine di migliaia di euro al presidente della controllata Asm Lavori Filippi Luca. E sono fondi pubblici». Ne consegue l’amara conclusione: «Pavia ha bisogno di molte cose ma può fare a meno dei pubblici amministratori dediti al loro tornaconto personale».
L’ex sindaco pavese Elio Veltri ha sottolineato che oggi la legge «dona enormi poteri ai sindaci, e dunque sono loro i primi responsabili dello scempio urbanistico e del malgoverno». Commentando il libro di Giovannetti, Veltri lo ha definito «molto documentato, ben scritto, nutrito da tanti riferimenti letterari frutto di buone letture». In Comprati e venduti si ricorda che Pavia è una città ricca. Citando studi Bankitalia, Veltri ha osservato che «la ricchezza delle famiglie italiane somma 8.619 miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro pro capite e 350 mila euro in media per famiglia». E tutto questo vale anche per Pavia, città che «ha perso le industrie, ma è la prima in Italia per numero di sportelli bancari. Quindi siamo ricchi e qualcuno è ancora più ricco».
L’ex sindaco è poi tornato agli anni Settanta e al suo mandato; anni in cui «riducendo da 270mila a 105mila il fabbisogno di stanze cittadine, il piano regolatore di Astengo e Campos Venuti ha impedito che sulla città cadesse una mostruosa quantità di cemento». Come lo stesso Giovannetti ricorda nel libro, «qualche anno prima l’assessore all’Urbanistica Davide Pedrazzini aveva teorizzato l’abbattimento di numerosi palazzi nel centro storico, sostenendo che “caduto uno gli altri seguiranno”». Tutto questo – ha concluso Veltri – noi lo abbiamo impedito, «e nel 1975 abbiamo anche sottoscritto una convenzione tra Comune e Università tuttora valida che, se fosse stata ripresa, avrebbe impedito gli illeciti urbanistici oggi indagati dalla Procura».
A sostituire Cattaneo è poi intervenuto l’assessore al Commercio Pietro Trivi, per dire che «in vista di Expo 2015 il Comune ha inteso potenziare il collegamento ferroviario con Milano», così da favorire l’arrivo dei visitatori in città.
Al riguardo, lo stesso Veltri concorda che l’Expo rappresenta «un’occasione da non mancare, ma s’impone una forte coesione cittadina, dal momento che hanno dato l’adesione 130 Paesi e si prevedono 21 milioni di visitatori: lo scopo è far conoscere Pavia nel mondo e sfruttare al meglio questa grande opportunità per la nostra economia». Ma bisogna subito calendarizzare interazioni istituzionali tra Comune, Università, associazioni di categoria, Curia, ecc., «così da promuovere nel migliore dei modi i nostri monumenti e la nostra cultura gastronomica».
Pavia possiede un ricco patrimonio di chiese romaniche, «ma lì accanto alla Chiesa di San Primo – ha lamentato Veltri – ci hanno costruito un parcheggio sotterraneo, e questo è il modo col quale a Pavia si proteggono i monumenti».
Come è intuibile, in tutto questo la punta avanzata rimane il complesso monumentale della Certosa, che tuttavia versa nel degrado, alcune parti sono inaccessibili e non è visitabile nelle prime ore pomeridiane. Secondo Giovannetti, andrà anche «ripristinato il pagamento del biglietto, sottraendolo così alla questua dei sette monaci che attualmente lo abitano». L’autore di Comprati e venduti ha infine insistito sull’urgente recupero del tratto di naviglio dal pavese Borgo Calvenzano fino al monumento: «sette chilometri di navigazione fluviale e una sola conca, un’opera di ingegneria idraulica che ha fatto scuola nel mondo». Ma qui già siamo oltre l’Expo: siamo alla futuribile città dei Saperi e dei Congressi, al cui funzionamento manca tutto o quasi tutto: un capiente centro congressi, alberghi, musei… Al riguardo, secondo Giovannetti, «occorrerà investire nel molto depresso sistema museale pavese, in particolare su Pinacoteca e Museo del Risorgimento, immaginando altresì un futuribile “museo della battaglia” nel castello di Mirabello, da restaurare». E si parla della Battaglia di Pavia, che nel 1525 vide fronteggiarsi il re di Francia Francesco I e quello spagnolo Carlo V d’Asburgo, re dei romani. Come ricorda Giovannetti, «nel 2025 cadrà il cinquecentesimo anniversario, mezzo millennio. Quale occasione migliore per un incontro a Pavia tra le più alte cariche di governo dei Paesi che la combatterono: Francia e Spagna, insieme a Svizzera e Germania».

* direttore del settimanale “Il Lunedì”

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