Mi tolgo di torno

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di Luca Filippi *

Tutto vero. Luca Filippi saluta Asm Lavori. Di seguito riportiamo il suo esilarante comunicato di congedo, scritto con la penna del padre Ettore (stessi tic lessicali… stessa ardita punteggiatura…) Poco importa, poiché ai Filippi alla frutta preme dare i numeri a pera. Vero è che nell’anno 2012 l’utile di bilancio di Asm Lavori è stato di 3.750 euro; che l’anno prima l’attivo al netto (e sottolineo “al netto”) non ha raggiunto i 50 mila euro, così come (24.937 euro) nel 2010. Vero è quanto ha scritto Luca Simeone (“La Provincia Pavese”, 10 agosto 2013): «Asm lavori può agire in un mercato “protetto”, dal momento che la quasi totalità dei lavori sono effettuati per la controllante Asm e per Linea distribuzione, del gruppo Lgh di cui fa parte anche Asm». Come sottolinea il Filippi (quale dei due, è indifferente), per la presidenza di Asm Lavori il figliuol prodigo pigliava «solo 803 euro semestrali», ma in quanto già prezzolato componente del Cda di Asm per euro 13.500 annuali, che tralascia di conteggiare. Dimentica altresì 18.000 euro annuali in illeciti rimborsi spese, 30.000 euro  in premi autodeliberati ed altri benefit. Altro che «803 euro semestrali»: in totale sono ben più di 60.000 euro annuali.
E a destar «scandalo» non è l’eccessivo ammontare del «premio di produttività che tanto scandalo ha suscitato» (come lascia intendere il Filippi nel suo commiato) ma che un tale premio al presidente di Asm Lavori Luca Filippi venga riconosciuto dal membro del Cda di Asm Filippi Luca. Un reato.
Ancora Simeone, nel suo bell’articolo del 10 agosto, ricorda che il risultato operativo lordo è un «principio assai insidioso» poiché fra l’altro non tiene conto di «ammortamenti, voci straordinarie e imposte», fondamentali per stabilire il risultato netto, che «può anche essere di segno opposto. Tant’è che le norme per il pagamento di premi fanno riferimento a eventuali utili netti». Ma non ditelo ai pubblici imbonitori intenti a vender perline ai pavesi. A quando le dimissioni di Filippi anche dal Cda di Asm? Prima o dopo che intervenga la Procura?
(G. G.)

«La controllata LGH mi ha indicato come consigliere d’amministrazione della società Eco Levante che ha sede a Grottaglie (Ta); incarico che richiederà periodiche presenze in Puglia, fatto che mi ha indotto a dimettermi da Presidente di Asm Lavori, cui ho dedicato tutto il mio impegno negli ultimi tre anni, sottraendo tempo ed attenzione ai miei impegni famigliari e professionali.
Ho la soddisfazione di lasciare a chi mi sostituirà una azienda rinnovata e diversa. Al mio insediamento l’azienda, acquisita da Asm per £. 450.000.000, aveva 9 dipendenti, un fatturato di circa €. 700.000 esclusivamente per affidamenti in house di lavori del Comune con un utile operativo lordo di €. 140.000 che, secondo gli indicatori in uso per definire il valore di mercato delle aziende, portava il suo valore ad €. 420.000.
La riconsegno con 44 dipendenti, un fatturato di circa €. 5.000.000 ed un utile operativo lordo di €. 398.789 che fa salire il valore ad €. 1.200.000, valorizzazione tre volte superiore.
L’azienda ha voluto confrontarsi con il mercato, non ha più chiesto affidamenti in house, ma ha ottenuto le commesse vincendo regolari gare d’appalto, allargando i suoi orizzonti partecipando e vincendo appalti in tutta Italia con i committenti più vari, grazie allo sforzo organizzativo ed all’impegno ed alla professionalità dei dipendenti e dei colleghi consiglieri.
L’essere azienda comunale ha sicuramente influito negativamente sulla capacità di produrre utili, legati come siamo, a differenza dei concorrenti privati!, alla totale regolarità in tema di rapporti di lavoro, adempimenti alla sicurezza ecc. ecc.; natura comunale che ha riguardato anche la politica delle assunzioni, privilegiando soggetti tra i 35 ed i 50 anni con carichi famigliari espulsi dal circuito non per loro colpa e di difficile ricollocazione.
In conclusione di questa mia esperienza e senza ombra di polemica verso le tante ” accuse” che mi hanno profondamente colpito a livello personale,vorrei precisare che il “compenso” riconosciuto per il mio impegno ammontava alla “fantastica” cifra di ben €. 803 semestrali, per un totale di ben €. 1.606 annui, che il Cda di Asm deve aver ritenuto inadeguato ai risultati organizzativi e di valorizzazione ottenuti, così da decidere il premio di produttività che tanto scandalo ha suscitato, mi auguro per la mancata conoscenza dei reali dati finanziari!
Il livello di organizzazione ed efficienza raggiunto, inoltre,mi ha indotto a suggerire ad Asm la opportunità di sostituire il Cda con un Amministratore Unico».

* già presidente di Asm Lavori

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