Testimoni antimafia

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Giovannetti e Maurici a Mede su mafie e criminalità urbanistica
di Marco Vigo *

Pioggia e neve non hanno impedito ad un selezionato gruppo di medesi di incontrare in castello Giovanni Giovannetti e Franco Maurici, a Mede per la presentazione di Comprati e venduti, libro di Giovannetti.
Introducendo la serata, il sindaco Lorenzo Demartini ha ricordato gli atti intimidatori che di recente hanno preso di mira sia Giovannetti che l’avvocato Maurici, evidente conseguenza delle loro numerose denunce su criminalità urbanistica e contaminazione mafiosa della sfera pubblica.
Per cominciare, Giovannetti ha voluto brevemente ricordare la figura del medese Giuseppe Masinari a trent’anni dalla scomparsa, un attento testimone della civiltà contadina al crepuscolo, autore di libri come Fadij ad Med e Le tracce della cultura contadina (quest’ultimo è ora nuovamente disponibile, a cura del Centro Amisani).
Ben altro ricordo è quello relativo alla retata anindrangheta – 304 arresti, 174 al Nord – a seguito delle inchieste “Infinito” e “Crimine” (coordinata in Lombardia da Ilda Boccassini e in Calabria da Giuseppe Pignatone) inchieste che, nell’appendice locale denominata “Ticinum”, ha visto incarcerare pavesi “eccellenti”, infine condannati: 18 anni di reclusione all’avvocato tributarista Pino Neri (è considerato il capo della ‘Ndrangheta in Lombardia); 13 anni all’ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco; 6 anni all’imprenditore edile Francesco Bertucca, ritenuto il capo della “locale” pavese di ‘Ndrangheta. Coinvolti numerosi pubblici amministratori, e fra loro l’ex vicesindaco Ettore Filippi (nelle liste di Rinnovare Pavia ha ospitato i candidati di Neri e Chiriaco); l’assessore Luigi Greco (indicato come socio in affari e prestanome di Chiriaco); l’assessore Antonio Bobbio Pallavicini (a pranzo e cena in Calabria, ospite di Neri); il presidente della Commissione comunale Territorio Dante Labate (amico e socio in affari di Pino Neri; per Chiriaco lui era «come un fratello»). Coinvolto anche il sindaco Alessandro Cattaneo, ospite del capo della ‘Ndrangheta per graditi aperitivi elettorali, a ristorare il rituale taglio calabrese della caciotta.
Come ha ricordato Giovannetti, «ciò che distingue la criminalità mafiosa è la sua capacità a fare sistema, a confondersi in un medesimo blocco sociale con esponenti della classe dirigente locale, entro rapporti di reciproca convenienza: quella che gli inquirenti hanno chiamato “amicizia strumentale”, là dove ciascuno degli amici agisce come ponte per altri amici». Dismessa la coppola e la lupara – ha concluso Giovannetti – le mafie inabissate cambiano così pelle, «passando da corpo separato a componente della società».
L’avvocato Franco Maurici ha ricordato le comuni battaglie e le tante denunce che a Pavia e dintorni hanno impedito affari illeciti che la stessa procura pavese ha quantificato in oltre 250 milioni di euro: lottizzazioni abusive come la cosiddetta Greenway in pieno Parco della Vernavola (votata congiuntamente da Pd, Pdl e Lega nell’interesse dei famigliari di Alberto Pio Artuso, Partito democratico, ora a giudizio; delibere poi cancellate dal Tar, sentenza confermata dal Consiglio di Stato); oppure quelle di Punta Est e Green Campus; o la vittoriosa battaglia contro l’edificazione di un invasivo Centro commerciale a Borgarello – poco distante dal complesso monumentale della Certosa – insieme a molti altri episodi (ricordati l’abbattimento della Snia monumentale sotto tutela; l’affaire Carrefour lungo la Vigentina; le ruspe e le betoniere nel centro storico cittadino; le mani della piovra mafiosa su piazza Europa), tutti casi in cui l’interesse privato è prevalso su quello pubblico. Insomma, ha scritto Giovannetti nel suo libro, a Pavia «la ‘Ndrangheta è solo contigua alla criminalità urbanistica dei comprati e dei venduti. La vera metastasi».

* direttore del settimanale “Il Lunedì”

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Una Risposta to “Testimoni antimafia”

  1. Anonimo Says:

    Ci chiediamo se non sia possibile passare a giornali nazionali, al Fatto per esempio, questo testo così com’è, sufficientemente esaustivo. E perché vediamo invece Cattaneo frequentemente osannato in TV come eccellente amministratore, pragmatico, capo dei sindaci etc etc…senza che nessuno da Pavia intervenga una buona volta. Lezioni da Cattaneo, per favore, no!

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