Merde umane, atto secondo

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da Pavia, Giovanni Giovannetti. Interviste video di Lorenzo Blone

No, Luca Capuozzo non è uno dei tenutari di Cascina Scova, luogo dove si costruiscono campi da tennis e piscine senza autorizzazione; o della contigua Punta Est, stessi proprietari, là dove si costruiscono residenze di lusso per venderle sul libero mercato, anche se i terreni sono vincolati a ben altre destinazioni.
Luca Capuozzo non è la Cortazza, non può corrompere professori universitari e funzionari della Soprintendenza – con la mediazione di un ex vicesindaco amico degli amici – e ottenere una illecita variante comunale ad un progetto, così da vendere residenze universitarie invece di affittarle; o la rimozione dei vincoli della legge Galasso, e costruire dentro un parco pubblico a pochi metri da un corso d’acqua.
Luca Capuozzo non è parente dell’ex presidente della Commissione comunale territorio Alberto Pio Artuso, non può esercitare pressioni sui consiglieri perché deliberino congiuntamente, destra e sinistra, una lottizzazione abusiva in pieno Parco della Vernavola.
Luca Capuozzo non è Vitruviospa, non può edificare un privatissimo esclusivo Centro benessere (massaggi decontrattivanti, drenanti, connettivali, ayurvedici con intorno palestre, piscine e ristorante) a pochi metri da Green Campus, avvalendosi di pubblico denaro, su terreni di proprietà dell’Ateneo che Prg vincolava alle “attività didattiche e di ricerca”.
Luca Capuozzo non è Carrefour, non può ottenere da dirigenti iperzelanti fulminee varianti a lavori ormai ultimati e un mese dopo rivendere l’area per 74 milioni di euro – incassando fior di plusvalenze – con una velocità mai vista.
Luca Capuozzo non è tra i fautori della lottizzazione abusiva di Green Campus, non può ottenere certificazioni inveritiere e il silenzio omertoso del Comune nonché una convenzione-sanatoria postuma, a ristoro del reato.
Luca Capuozzo è un cuoco trentaseienne, diabetico e senza più un lavoro, con moglie e figlio piccolo. E se dopo lo sfratto per “morosità incolpevole”, per dare un tetto a sé e alla famiglia è costretto ad occupare una casa comunale vuota (che lui stesso ha sistemato, onorando le utenze e versando 50 euro per affitto) allora il Comune lo caccia, con la Polizia municipale a fingersi impiegati Asl mandati per un controllo. Lo hanno sgomberato perché, nel frattempo, quella casa sarebbe stata assegnata a una famiglia con due figli disabili. Se fosse vero, saremmo alla più assurda fra le “guerre”: quella tra i poveri, fomentata da questi incapaci con alla guida il più incapace tra gli incapaci, quel Pupo in carriera sempre più imbellettato nell’esibire in tivù il suo svettante nanismo e sempre meno qui, ad affrontare i problemi che lui stesso crea (e dire che 90 appartamenti comunali risultano sfitti, per tacere delle case Aler). Ora Luca e i suoi sono in mezzo a una strada, e altri 3-400 sfratti saranno esecutivi a breve. Un’emergenza sociale tracima così in problema di ordine pubblico (e il questore? nulla da dire a fronte della farsa? E il prefetto? Cosa aspetta a intervenire, con la moratoria degli sfratti?)
Forti con i deboli, deboli con i forti. Complimenti al capo dei vigili Gianluca Giurato e ai senza vergogna che hanno architettato l’eroica tragica pagliacciata (lo hanno aggredito, ammanettato, trascinato giù dalle scale per i piedi: «come un sacco di patate, sbattevo la testa a ogni gradino», ha detto. E infatti Luca è pieno di lividi). Di questo passo, un’altra volta – invece che cento municipali, poliziotti, carabinieri in tenuta antisommossa – a fronteggiare una donna, un bambino e un diabetico manderete l’esercito e i carrarmati.

Merde Umane (atto primo) è qui «

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Una Risposta to “Merde umane, atto secondo”

  1. v3gan Says:

    Ma è davvero possibile eseguire uno sfratto di una famiglia con “figlio piccolo” (come dice l’articolo) con queste temperature rigide? La tutela dei minori dov’è? Sono senza parole…

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