Estorsori all’Old Wild West

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Di seguito si rende conto della tentata estorsione di Saverio Catanzariti (figlio di Agostino Catanzariti) e Flavio Scarcella ai danni dei fratelli Giuseppe e Luigi Carioscia, proprietari dell’innominabile (dalla stampa locale) ristorante “Old Wild West” all’interno dell’ancor meno nominabile centro commerciale Carrefour in via Vigentina a Pavia (la cui galleria andò venduta per 74 milioni di euro a un discusso Fondo tedesco, indagato dal Dda, solo pochi giorni dopo l’inaugurazione). Le pagine sono riprese dall’Ordinanza di carcerazione cautelare per i due estorsori. Con loro, arrestati anche Agostino Catanzariti (capo e organizzatore), Michele Grillo di Casorate Primo (nel suo passato una condanna a 18 anni di reclusione per associazione mafiosa) e altri sei componenti il clan ‘ndrangetista dei Barbaro-Papalia.
Presso il Carrefour lungo la Vigentina si ricordano gli interessi di Luigi Greco (già assessore ai Lavori pubblici e socio di Carlo Chiriaco, l’ex direttore sanitario dell’Asl pavese condannato in primo grado a 13 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa); di Luca Filippi (all’epoca consigliere comunale, poi componente del Cda di Asm e presidente di Asm Lavori; la lista di Rinnovare Pavia dei Filippi ha ospitato alcuni candidati indicati da Chiriaco e da Pino Neri, capo-reggente della ‘Ndrangheta lombarda) e di Antonio Dieni, imprenditore edile e braccio politico di Neri. E ora questa tentata estorsione. Stiamo sereni, nessun problema, poiché se a Pavia la mafia «non esiste» allora non si capisce perché debbano esistere le pratiche estorsive, e quanto di seguito leggerete sarà stato puro abbaglio… (G. G.)

L’Ordinanza del Giudice per le indagini preliminari Franco Cantù Rajnoldi (pp. 62-64)

[…]Valutato in termini di gravità indiziaria il compendio offerto dal Pm in ordine alla posizione di Catanzariti Agostino, devono essere quindi affrontate sotto lo stesso profilo le figure di Catanzariti Saverio e Scarcella Flavio.
Osserva questo giudice che anche in ordine a detti due soggetti il vaglio demandato a questo giudice in questa fase cautelare è positivo, risultando ampiamente sussistente la gravità indiziaria in ordine al reato associativo. Ciò in considerazione da una parte della piena consapevolezza del figlio Catanzariti e del sodale Scarcella Flavio di operare in un contesto ambientale influenzato pesantemente dalla forza di intimidazione proveniente dalla riconosciuta appartenenza alla cosca Barbaro-Papalia, dall’altra dal concreto utilizzo di questa forza di intimidazione nei confronti della generalità settoriale dei consociati per il conseguimento di profitti ingiusti (anche mediante commissione di reati).
Degni di nota sono i tentativi di estorsione ai danni dei fratelli Giuseppe e Luigi Carioscia, titolari di attività commerciali eterogenee (due ristoranti ed una parrucchieria posti all’ interno del centro commerciale Carrefour di Assago e del centro commerciale Fiordaliso di Rozzano).
Detto tentativo di estorsione (peraltro non sfociato nella presente richiesta in vero e proprio capo provvisorio di imputazione, ma utilizzato al solo fine di corroborare la contestazione dèl reato associativo evidenziando il ricorso al metodo mafioso da parte degli indagati Catanzariti e Scarcella) si appalesa inizialmente agli inquirenti nel corso della seguente conversazione tra Catanzariti Agostino e Grillo Michele.

Conversazione intercettata all’interno dell’autovettura Citroen C2 targata OG855SX, intestata e in uso a Michele Grillo, a partire dalle ore 16:14 del 26 aprile 2012. AlI’interno dell’auto sono presenti Michele Grillo e Agostino Catanzariti:

Agostino Catanzariti: […] adesso sto scialacquando, sto facendo e non sto ottenendo un cazzo… vogliono… vogliono guerra
Michele Grillo: chi?
Agostino: [inc.]
Michele: eh?
Agostino: una piccola estorsione con i ristoranti, i negozi… e non possono pagare
Michele: gli hai cercato qualcosa?
Agostino: se vogliono li possono tirare giù
Michele: ma ti sei messo qualcuno o…
Agostino: sono due soci: uno vuole rivolgersi alla polizia e l’altro la vuole sistemare… uno vuole di qua e un altro vuole di là… adesso gliel’ho detto io, qui prima che si va avanti a “farina e lievito”gli ho detto io: «mi preparo un automatico…» e gli faccio il discorso… e dopo, come vogliono facciamo.
Michele: vuole… dov’è questo posto?
Agostino : dove… uno verso Pavia uno è a Milano, quello ha due ristoranti… ed un negozio di parrucchiere…
Michele: ed è di Pavia questo?
Agostino: eh?
Michele: è di Pavia?
Agostino: sì… uno è a Pavia e uno a Milano; però sono due soci, uno è collegato con i carabinieri [vuole fare denuncia] e un altro è collegato con Flavio [vuole scendere a patti], quell’amico di mio figlio…
Michele: Fabio?
Agostino: Flavio!
Michele: Flavio!
Agostino: uno, quello, ha chiamato subito. Dice «sai cosa m’è successo?» Ché gli ho mandato a Peppe Peppe lo ha preso dal collo e gli ha detto: «siediti qui che ti devo parlare!» [ride]
Michele: quello, vedi che lo arrestano. Non lo mandare che l’arrestano
Agostino: no
Michele: eh… sì
Agostino: no, non lo possono arrestare
Michele: eh sì! Non fanno più come una volta…
Agostino: così non lo possono arrestare… la prima volta che arriva e acchiappa a uno, là stesso, non lo possono. Se va domani…
Michele: pure la prossima volta…
Agostino: eh… la prossima volta siamo coglioni?
Michele: quando vai e gli dici…
Agostino: la prossima volta…
Michele: gli dici sì, Peppe…
Agostino: la prossima volta, no… Sì sì… è arrivato… stiamo a… “Ciccio tenga”…
Michele: eh…
Agostino: la prossima volta quando va, gli tira via i vetri della camera da letto…
Michele: no; quando va…
Agostino: dov’è che dorme!
Michele: ripassa domani che…
Agostino: no, ma il fatto [inc.] affare, loro si devono rivolgere agli altri e gli altri devono portare [inc.] quello che gliela sistema… No che vado io lì a parlare con quelli…
Michele: e se c’è il socio e lo denuncia?
Agostino: e se quello va a denunciarlo, io gli sparo nel letto quando ritorna a casa. Dopo vediamo come… dopo vedi che dice: «meglio che mi do da fare qualche ragionamento…» Con la cagarella molle c’è poco da strinqere il culo! [ride] […]

Il tenore complessivo della dichiarazione è chiaro. Viene fatto riferimento anche al ruolo attivo tenuto nell’occasione da tale “Flavio” («…Quell’amico di mio figlio…»), poi identificato nell’odierno indagato Scarcella Flavio.
Grazie a una “ambientale telefonica”, captata nel tardo pomeriggio dell’11 maggio 2012, si e attestato che Saverio Catanzariti a Pavia ci andò proprio quella sera in cui: «Peppe lo ha preso dal collo e gli ha detto: «siediti qui che ti devo parlare!». Come si vedrà, le pochissime battute dell’anzidetta “ambientale telefonica” consentono di sostenere ch’egli parli proprio della stessa estorsione narrata (il 26 aprile 2012) dal padre:
[…]
Analizzato l’intero traffico telefonico dell’utenza 3481462965 (dal 1° agosto 2009 al 31 gennaio 2013), si è stabilito che Saverio Catanzariti, antecedentemente al 26 aprile 2012, andò a Pavia soltanto in due date: la sera del 24 aprile 2102 e quella successiva. In entrambe le occasioni, egli stazionò a lungo nella zona di copertura radio della bts [l’acronimo bts sta per”base transmitterstatian”, in italiano “stazione radio base” (abbreviato “srb”). Essa, generalmente, è composta di tre celle, ciascuna delle quali copre una superficie di 120°. Nei tabulati forniti dalle varie compagnie telefoniche, oltre al dettaglio relativo alla bts è anche indicato l’orientamento della relativa cella “impegnata”. l’applicativo “Sfera”, col quale è stato analizzato il traffico telefonico, grazie ai suddetti dettagli, fornisce una rappresentazione grafica dell’area coperta dalla cella che corrisponde, seppur in termini indicativi, a quella ove l’apparato mobile si trovava all’atto della telefonata] ubicata all’altezza del civico 10 di via Vigentina.
Nella prima occasione (il 24 aprile), Saverio Catanzariti rimase in quell’area dalle 22:36:15 alle 23:36:17. La sera successiva, dalle 22:51:15 alle 00:21:17.

Tenuto conto che l’episodio ovviamente avvenne in una fascia oraria in cui i negozi di parrucchiere non sono aperti, la ricerca andava concentrata sui ristoranti della zona. Avvalendosi del servizio on-Iine http://www.paginegialle.it, si è determinato che nel raggio di 1.000 metri dall’indirizzo ove è collocata la suddetta bts vi sono 15 diverse attività commerciali di ristorazione: * ristorante “Grotta dello Smeraldo” (distanza approssimativa m 760); * ristorante cinese “Royal Garden” (m 850); * ristorante con cucina indiana-italiana “La Pergola” (m 900); * pizzeria “Pizzeria D.o.c.” (m 970); * pizzeria “Casa della Pizza” (m 980); * ristorante “Ci & Gi” (m 60); * ristorante cinese “la Grande Cina” (m 310); *ristorante tex max”Old Wild West”(presso il centro commerciale “Carrefour”- m 630); * ristorante “Scotteria” (m 630); * ristorante “Pangallo” (m 870); * ristorante-pizzeria “Da Orazio” (m 870); * ristorante-pizzeria “II Veliero” (m 910); * ristorante cinese-giapponese “Hayashi” (m 970); * ristorante “Madidi” (m 990).
Sviluppati i dovuti accertamenti, si è stabilito che una sola tra le suddette attività commerciali fa capo ad una società che, contemporaneamente, gestisce ristoranti e negozi di parrucchiere: l’ “Old Wild West”, ubicato all’interno del centro commerciale “Carrefour”, in via Vigentina.
Tale attività, di proprietà della “C.G.R. S.p.A”, è gestita in franchising dalla società Arif S.r.l., i cui soci sono i fratelli Giuseppe e Luigi Carioscia. E sempre la Arif S.r.l. gestisce un negozio di parrucchiere all’interno del centro commerciale Carrefour di Assago “Milanofiori” nonché l'”Old Wild West” ubicato all’interno del cinema multisala “Medusa” di Rozzano (centro commerciale “Fiordaliso”).
I fratelli Carioscia (unitamente alla loro sorella Laura) sono anche titolari della società L.G.R. S.r.l. che, in aggiunta alle attività qui sopra menzionate, sempre con la formula del franchising gestisce/ha gestito: l'”Arabian Kebab” (di proprietà della “Arabian Kebab S.r.l.”), ubicato all’interno del cinema multisala “Medusa” di Rozzano; l’ “Arabian Kebab”, la “Wiener Haus” e la “Cantina Mariachi” ubicati all’interno del centro commerciale “Carrefour” di Assago “Milanofiori” (tutti di proprietà della C.G.R. S.p.a.). È opportuno evidenziare (in forma grafica) che l’ “Old Wild West” di Pavia rientra perfettamente nella zona di copertura radio della bts di cui sopra.

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3 Risposte to “Estorsori all’Old Wild West”

  1. Estorsori all’Old Wild West Says:

    […] formula 1Estorsori all’Old Wild West Di seguito si rende conto della tentata estorsione di Saverio Catanzariti (figlio di Agostino […]

  2. Anonimo Says:

    Grazie per il tuo lavoro

  3. Francesco Rubiconto Says:

    Io mi chiedo:” ma é possibile che l’informazione locale non riesca a fare ciò che un giornalista come te puntualmente ha fatto n questi anni?”. Dare notizie non é il compito della Provincia Pavese? E perché la stampa e le televisioni locali censurano notizie rinunciando ad informare i pavesi? Incapacità professionale o connivenza? Ignoranza o paura di colpire i poteri forti? Vai avanti così io sono sempre e comunque con persone come te. Ti ringrazio per l’informazione che mi dai sulla mia città ( non mi occupavo molto di Pavia fino a poco fa) a differenza di giornalisti codardi che hanno paura anche di fare il nome di un ristorante oggetto di estorsione.

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