Hitler o Maroni?

by

27 gennaio. Per ricordare
di Giovanni Giovannetti

21 maggio 2008. il Governo italiano emana un decreto che dichiara lo «stato di emergenza» per le «comunità nomadi» nelle regioni Campania, Lombardia e Lazio poiché tali insediamenti (e non la crisi) «a causa della loro estrema precarietà» procurerebbero «una situazione di grave allarme sociale, con possibili gravi ripercussioni in termini di ordine pubblico e sicurezza per le popolazioni locali». Il 30 maggio 2008 ai Prefetti vengono conferiti poteri straordinari per operazioni di «monitoraggio dei campi autorizzati in cui sono presenti comunità nomadi ed individuazione degli insediamenti abusivi» nonché l’«identificazione e censimento delle persone, anche minori di età, e dei nuclei familiari presenti nei luoghi […] attraverso rilievi segnaletici».
Ma per il ministro dell’Interno e fautore del decreto Roberto Maroni «Non è una schedatura etnica». Tempi in cui Lega e destre – indifferenti alla Costituzione, al buon senso e al Piano per mitigare la crisi economica, incombente e occultata – hanno preferito orientare l’attenzione su Piano nomadi e schedatura di massa per Sinti e Rom, italiani e stranieri, minori inclusi: la “vera” emergenza nazionale. Queste ordinanze – palesemente razziste e discriminatorie – sono state annullate dal Tar del Lazio il 24 giugno 2009; sentenza confermata dal Consiglio di Stato.

Quanti sono i piccoli dediti all’accattonaggio? Dove vivono? Chi li sfrutta è ricco o è povero? Nel 2008, il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi riferì che in Italia «decine di migliaia di bambini sono sfruttati o in mano al racket…». Il ministro si sbagliava perché sono 450 mila, tra i 7 e i 14 anni, una metà italiani e l’altra metà cinesi, e sono sfruttati nel lavoro nero (per tacere di alcune migliaia di baby-spacciatori al soldo della Camorra). Questi bambini sono tre volte più numerosi dei Rom e dei Sinti (150 mila, adulti inclusi) il 60 per cento dei quali sono italiani ormai da secoli, o addirittura padani da più tempo di Bossi e Maroni. Vivono in case come le nostre e nessuno sa che sono zingari, a volte nemmeno loro. Gli altri sono slavi italianizzati da generazioni, arrivati negli anni Sessanta, o negli anni Novanta in fuga dal conflitto balcanico, i cui figli sono nati e cresciuti nel Lazio o in Veneto o in Piemonte o in Lombardia.
Volevano schedarli per «proteggerli», fotografarli fronte profilo e trequarti «per il loro bene»… Fingiamo per un momento che prendere le impronte digitali e scattare fotosegnaletiche a dei bambini siano le cose giuste da fare.
La recente ondata migratoria dalla Romania è stata di 30-35.000 persone; circa la metà sono minori. Tutti accattoni? No, i bambini Rom sistematicamente dediti all’accattonaggio sono qualche centinaio, e in ogni caso il loro numero è di circa 400 volte inferiore a quello dei minori di 14 anni a ‘bottega’ presso italianissimi padroni o nelle numerose Chinatown del profondo nord. Le Forze dell’ordine li dovrebbero seguire senza perseguire, sarebbe il modo più semplice ed efficace per individuare i mandanti, familiari o no, poveri o no, e cioè gli adulti che li sfruttano. In poco tempo il problema verrebbe risolto senza clamore e nel superiore interesse di questi minori. E invece volevano schedarli. Per tutti l’Europa chiede scuola, case, salute. Il Governo italiano ha pensato all’inchiostro: non quello dei calamai scolastici ma spalmato sui tamponi per le impronte digitali.
Perché continuano a raccontarci bugie? Il sociologo Zygmunt Bauman risponderebbe che il sistema di potere teme l’eccesso di paura, e allora lo indirizza su obbiettivi innocui: hanno così trasformato lo zingaro ‘accattone’ in una minaccia aliena più della ‘Ndrangheta e della Camorra.
Roberto Maroni, a quando una più “democratica” schedatura di massa di tutti i bambini sfruttati? Oppure, a quando le fotosegnaletiche per tutti i bambini, accattoni e no, sfruttati e no? Risponde che non aiuterebbe a sconfiggere la piaga dello sfruttamento minorile? Lascia intendere che non pagherebbe politicamente, a differenza della schedatura dei minori su basi etniche? Allora faccia l’esatto contrario: dopo aver riposto i tamponi delle impronte, da neo-presidente della Regione Lombardia questi nuovi padani provi a proteggerli tutti, restituendo loro l’accesso al mondo dei diritti inalienabili dell’infanzia. Avrebbe l’intera regione a sostenerla e forse l’intero Paese e forse il mondo intero, che invece non riesce più nemmeno a ridere di noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: