A Cattaneo ridevano le orecchie

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da Pavia, Stefania Vilardo*

All’ultimo Consiglio comunale il “nostro” sindaco era presente, ma come sempre disattento ai lavori, sorridente più del solito (come dice la mia mamma: «gli ridevano anche le orecchie») e, insieme alla sua maggioranza compatta come mai, per niente in crisi nonostante l’argomento che si andava a discutere avrebbe fatto tremare i polsi di qualsiasi consesso democratico, in un “Paese normale”.
Tutti eravamo in attesa della comunicazione del sindaco riguardo l’arresto del direttore generale di Asm, azienda di cui il Comune di Pavia è il maggior azionista, che produce beni e servizi fondamentali per la nostra città. Indipendentemente dalle risultanze processuali (i processi si celebrano solo nelle aule giudiziarie) esiste però la responsabilità politica delle scelte che si compiono, riguardo i progetti da realizzare o le persone che li devono mettere in pratica: l’ing. Tedesi aveva già procedimenti in corso quando è stato votato dal Cda di Asm. Possibile che non ci fosse un’altra persona competente e degna di ricoprire il ruolo, senza il rischio di arrivare a questo vuoto gestionale? Caro sindaco che risposta è: «…è indagato per questioni non legate a Asm, dove ha lavorato bene». Vorrei chiedere ai pavesi: affidereste i vostri risparmi a un indagato? Asm è un nostro bene comune, dal suo funzionamento dipende la qualità della vita in città, il costo di servizi indispensabili, elemento non irrilevante in un momento di crisi.
Siamo in campagna elettorale e quindi un ex sodale del sindaco, Niccolò Fraschini, da qualche tempo ha intrapreso una battaglia moralizzatrice su Asm e, grazie a questa, tenta di smarcarsi dalla maggioranza e ottenere un poco di visibilità: giovane e volenteroso fa la morale a Cattaneo (che, sprezzante, gli risponde che il prossimo giro sceglierà meglio i compagni di strada) proponendo come miglior soluzione la privatizzazione dell’azienda, rinfacciando al sindaco che è liberista solo a parole e non nei fatti. Mi chiedo e chiedo a lui: un Asm privatizzata avrebbe evitato il Tedesi di turno? O forse l’unico risultato che avrebbe prodotto sarebbe stata la scomparsa della discussione politica dal Consiglio perché appunto di non rilevanza pubblica, lasciando, per l’ennesima volta, la questione alla magistratura?
Il maggior partito d’opposizione, il Pd, con vari interventi, ha chiesto anche conto della decisione di avocare all’ufficio del sindaco un ruolo così importante, come in attesa che passi la bufera e tutto torni come “prima”, minimizzando quindi le responsabilità politiche: il primo cittadino gli ha risposto con tranquillità che, se ci fossero responsabilità, sarebbero da condividere, stante il voto espresso nel Cda dal suo consigliere di riferimento (Artuso, Pd).
Ecco un esempio pratico del bisogno di rinnovamento che deve compiere il Partito democratico per presentarsi agli elettori pavesi come vera realtà alternativa a Cattaneo: operare una discontinuità nelle sue pratiche politiche, nella classe dirigente che ha condiviso certe scelte che hanno accompagnato il declino economico, sociale e politico della nostra città: le energie in città ci sono, lo dimostra la grande disponibilità di associazioni, serve solo lungimiranza politica per tornare ad essere raccordo credibile tra i cittadini e le sue istituzioni.

* Lista civica Insieme per Pavia

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