Riposizionamento

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In questa sua sofferta lettera di dimissioni Cristina Niutta (che personalmente mi sta pure simpatica) parla solo di Asm Pavia, quasi che il vero o unico problema dell’azienda compartecipata fosse il recente arresto del direttore generale ing. Claudio Tedesi. Ma dov’era l’assessore Niutta con delega ai rapporti Asm nella primavera 2010, quando l’onorato ingegnere venne assunto a tempo indeterminato? o nell’autunno 2011, quando il Cda Asm si auto-deliberò cospicue illecite diarie mensili a forfait, estendendole al Tedesi? (una decisione che, per Statuto, spettava all’assemblea dei soci) E quando arrivò la notizia delle indagini su Tedesi, nel luglio 2010 non fu Cristina a difenderlo in Consiglio comunale? (con Ferloni a chiederne il licenziamento, insieme a Depaoli: inascoltati) E come si esercita il controllo sull’operato di un Cda che arriva a distribuire generosi premi di produzione, ben oltre l’attivo di bilancio, a presidente e consiglieri di una controllata al cento per cento… presieduta da un membro dello stesso Cda che ha elargito i premi? Su tutto questo mercimonio l’ex assessore ha taciuto e tace. Tace anche su “parentopoli” in Asm, criminalità urbanistica e colonizzazione mafiosa della sfera pubblica. La mafia non esiste? Se esiste e porta qualche voto va pure bene?
A fronte dei numerosi dirigenti e funzionari comunali indagati o all’emergere di fior di affarismo urbanistico (ben più grave all’atto pratico della contaminazione mafiosa in “fìeri”) l’assessore si è forse sentita in dovere di marcare le distanze tra sé e gli amici degli amici incistati nella sua maggioranza? (per tacere il 
welfare locale desaparecido, o i diritti umani più volte violati con migranti e sfrattati ecc., facendosi scudo del Regolamento di polizia municipale fuorilegge).
Di certo la Niutta non ha preso parte al “sacco” – e ci mancherebbe – ma tacer obbedendo equivale a legittimarlo.
Ora che il tintinnar di manette incombe su via Donegani (altri e non lei hanno inoltrato esposti e denunce alla Procura), a dimettersi e riposizionarsi per poi rivendicare “meriti” son buoni tutti, anche Niccolò Fraschini, altro simpaticone (destri perbene, votatelo!)
(G. G.)

[immagine da Kronstadt]

Egregio Signor Sindaco, Caro Alessandro,
Con la presente sono a rassegnare formalmente le mie dimissioni dalla carica di assessore da te conferitami quando, insieme, abbiano iniziato questa bella esperienza che per me è stata l’amministrazione del Comune di Pavia.
Purtroppo, credo che sia stato evidente che durante questi anni più volte mi sono sentita a disagio rispetto a scelte non condivise ma che ho, comunque, non sempre ma nella maggior parte dei casi, accettato per spirito di squadra e con l’auspicio che si potesse sempre migliorare.
Soprattutto avevo creduto in un miglioramento quando il PDL, partito a cui abbiamo appartenuto entrambi e che portava il peso della responsabilità di essere numericamente “pesante” in Consiglio Comunale, ha vissuto la stagione del congresso. Ma così non è stato, al congresso non è seguito il momento del confronto interno finalizzato alla condivisione dei percorsi politici e si è tornati a prima e, forse, a peggio di prima.
Dico così perchè sono fermamente convinta che quello che è mancato in questi anni è stato proprio il confronto politico nelle sedi deputate e, prima ancora, un partito unito capace di dare voce a tutte le sue anime ma di uscire poi con decisioni condivise.
Tutto ciò si è riversato pesantemente anche sulle ultime vicende seguite all’arresto del direttore generale di ASM Pavia Spa, società che è patrimonio prezioso della nostra Città.
Già con mia email del 23 gennaio 2014 avevo espresso a te e a tutti i colleghi di giunta le mie perplessità per le modalità e il merito della decisione assunta di affiancare al CDA di ASM la tua segreteria e, in particolare, il capo di gabinetto, privo di competenze specifiche in materia, decisione che veniva interpretata dalla stampa locale come una sorta di “commissariamento”. Decisione non preventivamente comunicata alla giunta né, tantomeno, assunta collegialmente. Decisione non logicamente conseguente alle affermazioni rassicuranti contenute nel comunicato stampa congiunto Comune-ASM Pavia Spa laddove si rimarcava la distinzione tra le responsabilità addebitate all’Ing. Tedesi nell’inchiesta in corso dal lavoro svolto da quest’ultimo in ASM Pavia Spa, che si diceva essere stato «positivo».
Successivamente, ho appreso solo dagli organi di stampa che avresti individuato in un ex dirigente comunale la persona idonea a puntellare l’azienda «per affrontare una serie di questioni strategiche». Pur non discutendo sulle capacità amministrative della persona, faccio sommessamente rilevare che non pare avere competenze specifiche per affrontare le questioni strategiche di ASM Pavia Spa che in questo momento storico implicano decisioni importanti per il suo futuro.
La preoccupazione è per il possibile indebolimento della posizione della nostra importante Azienda con gravi conseguenze sul patrimonio e sul livello occupazionale della stessa.
Sia chiaro, ben venga l’esercizio del potere / dovere di controllare e indirizzare la società di cui il Comune è proprietario. Ricordo però che ASM Pavia è una Società per Azioni con propri organi amministrativi e tecnici distinti da quelli del Comune. Osservazione che mi è sempre stata opposta con forza all’epoca dell’esercizio della mia delega ai rapporti con le società partecipate, con la conseguenza di avere visto ostacolato in ogni modo i tentativi da me effettuati di comprendere in che direzione ASM Pavia Spa stava andando e orientarla, nonché di dare attuazione al cd. controllo analogo sulla società. Potrei indicare come esempi l’annosa vicenda delle reti gas o le difficoltà incontrate per convocare nel dicembre 2010 “l’assemblea di coordinamento e controllo intercomunale” prevista dallo statuto, assemblea poi andata deserta.
Il risultato è stato che mi hai revocato la delega ai rapporti con ASM Pavia Spa e partecipate.
Insomma, non riesco a comprendere dove vengono prese le decisioni e a quail logiche rispondano. La mia impressione è che la giunta non sia sovrana e tantomeno lo sia il Consiglio Comunale.
Pertanto, anche in vista del prossimo rinnovo dell’Amministrazione, non intendendo condividere tali modalità di operare che non lasciano ben sperare per il futuro, ritengo corretto rassegnare le mie dimissioni.
Ti ringrazio comunque per avermi dato l’opportunità di affrontare questa bellissima esperienza di governo che mi ha arricchito sia per quanto ho imparato sia per le persone che ho conosciuto, a cominciare dai dipendenti comunali senza i quali ogni nostra azione politica sarebbe un mero esercizio intellettuale privo di riscontri nella realtà quotidiana.
Con i migliori saluti.

Cristina Niutta

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