Al Cattaneo

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Arresti eccellenti e responsabilità politiche:
«il sindaco vada a casa»

di Marco Vigo *

Dopo l’arresto di Ettore Filippi e i gravi fatti emersi, i gruppi consiliari di Insieme per Pavia, Partito democratico, Italia dei Valori, Democrazia e solidarietà e il consigliere Niccolò Fraschini (gruppo misto) chiedono la revoca del sindaco Cattaneo «per gravi responsabilità politiche e morali». Una condanna motivata dagli strettissimi legami politici tra il sindaco e l’ex vicesindaco attualmente ai “domiciliari”.

Destra e sinistra, Niccolò Fraschini e Walter Veltri, candidati sindaci concorrenti in campagna elettorale ma corali nel biasimare l’operato di Alessandro Cattaneo, ritenuto da entrambi responsabile sia politico che morale di quanto ora sta emergendo dalle indagini della locale Procura.
La richiesta di revoca del sindaco avanzata da Walter Veltri (Insieme per Pavia) è stata infine accolta dagli altri gruppi della minoranza consiliare, e in particolare dal Partito democratico. Anzi, a scriverla provvederà proprio il Pd, garantendo così l’adesione dei suoi quattordici consiglieri. Tutto questo a conclusione di un nervoso tira e molla e orientamenti contrastanti, infine risolti.
Introducendo l’incontro stampa di sabato mattina nella sala “Grignani” di palazzo Mezzabarba, Giovanni Giovannetti (che non esita a definire «coraggiosa» la scelta finale del Pd) ha salutato questa mozione definendola «un’opportunità per il Partito democratico, un passo che finalmente gli restituisce una qualche credibilità e di certo offre una via d’uscita dall’attuale impaludamento, in discontinuità col suo immorale passato scandito da inciuci e affarismo».
Ma, ben di peggio, sul fronte opposto l’opposizione consiliare è chiamata a misurarsi con una maggioranza di centrodestra «incline all’affarismo, e priva di anticorpi antimafia».
Ne è riprova l’arresto di un presunto “intoccabile” come l’ex vicesindaco Ettore Filippi, «riciclatosi faccendiere dell’imprenditore Dario Maestri» (che era solito definirlo «il mio dipendente … con quello che lo pago…», come si legge nell’Ordinanza che lo ha posto in arresto).
E sono ormai storia giudiziaria i tre incontri di Alessandro Cattaneo con il capo reggente della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri, «dal quale Cattaneo – insiste Giovannetti – ha ottenuto voti e candidati consiglieri».
Quanto basta per chiederne l’immediato allontanamento, un atto condiviso dallo stesso Fraschini, sino a ieri leale al suo fianco e ora assai risoluto nell’avversarlo: «Cinque anni fa ho creduto in Cattaneo e in un governo cittadino dalle mani pulite, nell’orbita di un centrodestra alternativo al centrosinistra in affari. Ma col tempo ho dovuto ricredermi. Fra l’altro l’avevo anche sollecitato a riconsiderare il suo sodalizio politico con la famiglia Filippi» da cui Fraschini ha subìto sistematici attacchi «e tornare sulla retta via delle buone pratiche amministrative». Nulla di tutto questo è poi avvenuto, anzi: il sindaco uscente ha preferito l’ex poliziotto chiacchierato al giovane e ben più leale Fraschini, riconfermandolo anche a suo rappresentante nel ben redditizio Cda del Policlinico San Matteo, e infine candidando nella sua lista civica persone indicate dallo stesso Filippi: «Presenti con Cattaneo», come l’ex vicesindaco ha confermato nell’intervista a “Il Lunedì” una settimana fa, l’ultima prima delle manette.
Walter Veltri ha infine raccontato un episodio inedito, quello che portò Piera Capitelli «a rinunciare all’apparentamento con noi della lista Cantiere al ballottaggio delle amministrative 2005». E si capisce: «vincendo il centrosinistra – come è avvenuto – noi avremmo avuto il raddoppio dei consiglieri, da due a quattro, e per loro e per il vicesindaco Filippi non sarebbe stato più possibile fare affari e scempio di territorio, come invece è poi accaduto».
Il candidato sindaco di Insieme per Pavia ha citato ad esempio la cementificazione della valle della Vernavola, l’abbattimento della parte monumentale della Snia, l’indebita sanatoria di Cascina Scova, l’illecito di via Emilia e – madre di tutti i business– il Carrefour lungo la Vigentina «favorito da numerose indebite varianti in corso d’opera». Seguiranno la lottizzazione abusiva Greenway («votata congiuntamente da maggioranza e opposizione noi esclusi, l’abbiamo impedita con un esposto in Procura e un ricorso al Tar») e quelle di Punta Est e di Green Campus, denunciate e portate alla ribalta da Insieme per Pavia.

* direttore del settimanale “Il Lunedì”

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