Peto camuno

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di Carmen Silva*

Reduci dalla fiaccolata balùba di sabato 15 febbraio a Pavia contro immigrati, rifugiati e terroni, sabato 22 marzo alcuni amici e conoscenti di Chirichelli, Belsito e Pino Neri hanno rinnovato rutti e peti davanti a un residence alle porte di San Genesio, lì dove la Prefettura ha procurato provvisoria dimora fino a lunedì per sette profughi somali ed eritrei scampati a guerre e oppressioni, giunti a Pavia da Lampedusa dopo indicibili odissee umane, terrestri e marine.
Proprio come a Cascina Gandina presso Pieve Porto Morone nel 2007 (assedio ai Rom lì deportati da Pavia), tra i perditempo 
lumbàrd in notturno bivacco c’erano il segretario del carroccio Salvini, il senatore Centinaio, il sindaco di Mortara Facchinotti, il vicesindaco pavese Mognaschi, quelli di San Martino e Vigevano Bossi e Ceffa, il consigliere regionale Ciocca, il segretario provinciale Mura.
Anziché picchettare l’ingresso della Regione dopo l’arresto del capo di Infrastrutture lombarde Antonio Rognoni (a riprova della «diffusa illegalità» negli appalti lombardi che sta mettendo a rischio Expo 2015) gli incantevoli celoduristi depistano sui profughi, calano a San Genesio, controllano «che i sette non si ritrovino nei nostri negozi e tra la popolazione di San Genesio» (prosit).
E già che loro sono onesti e i meridionali e gli immigrati sono ladri e tutti i soldi vanno al sud e non a loro, allora dicano al “loro” presidente in Asm Pavia Giampaolo Chirichelli di restituire i pubblici quattrini su cui ha lungamente e indebitamente lucrato (e qualche pelosa cosina saremmo quasi a dirla anche sul più che laureato Ciocca; ma sia prima la Procura a… riferire); e lo dicano anche al Boni, al “Trota”, al Bossi, al Brignardì, al Belsito, al Bonet e a qualche altro loro coinquilino forse conosciuto al Cafè de Paris quota mafie in via Veneto di Roma ladrona. Di seguito, questo puntuale rendiconto dell’amica Carmen Silva.
 (G. G.)

Il fatto che il Sindaco di San Genesio sia stato informato dall’autorità competente dell’arrivo dei profughi destinati temporalmente al Ritz di San Genesio, in adempimento della direttiva emanata del Ministero dell’Interno, ha prodotto la mobilitazione di Protezione Civile, Polizia Locale, Asl; ha visto radunarsi il segretario vogherese, il sindaco di Mortara, il vice sindaco di San Martino, il vice sindaco di Vigevano, il vice sindaco di Pavia, un segretario cittadino, un segretario provinciale, un senatore, tutti della Lega, dotati di splendidi cartelli di benvenuto tradotti anche in lingue varie, il recupero di un trattore, preparare gli striscioni, piazzare un camion, il tutto in poche ore; efficienza prevista dal protocollo?
È necessario difendere gli interessi (?) dei pacifici cittadini, di fronte all’invasione di «pericolosi» profughi in orda numerosa, sette persone poi diventate… quattro, esseri umani spaventati e sballottati, costretti a scavalcare una siepe, come i ladri, invece di utilizzare la porta d’ingresso del residence Ritz?
Non sono questi coloro che facevano la lotta per il crocefisso, simbolo cristiano nella scuola? Sono i leghisti gli allarmati cittadini, in pericolo di contagio di chi sa quale strana malattia portata da terra esotica, che magari si frequenta solo alla ricerca di loro fantasie (…) non sono questi parte della classe politica che ha mal ridotto la sanità lombarda sottoposta a inchiesta e in attesa di giudizio?
Non sono questi parte di una certa classe politica che venerdì sottoscrivevano patti per la “legalità” e in contemporanea venivano travolti di accuse per sospetta condotta illegale e affaristica che alla Regione Lombardia (soldi dei contribuenti) costa diversi miliardi di euro?
Non sono questi parte di quella classe politica che governando per circa venti anni assieme al condannato per evasione fiscale, ha permesso che anche il loro tesoriere, il loro leader e suoi parenti usino i contributi ai partiti, dato dello Stato (noi) per comperare diamanti e fare degli investimenti in Tanzania?
Quel bravo signore che parlava di servizi di idromassaggio e confort vario, che probabilmente conosce bene per averle già goduto e magari anche pagato, come si sospetta delle mutande verdi comperate all’estero, rimborsati, con soldi pubblici, Lui si preoccupa della spessa di sostenere in adempimento di normative riguardante al richiedente asilo?
E quell’altro pietosissimo signore che si schifa della povera gente che scappa dalla guerra o dalla fame perché loro classe politica (simile) gli ha costretti a fuggire, in tanto che nostri italiani, amici suoi, non arrivano alla fine del mese, perché i politici disonesti ci hanno mangiato e continuano a mangiarsi le risorse che lo Stato potrebbe utilizzare per generare lavoro e sostenere il welfare italiano, Lui non li conosci?
«Una scelta politica demenziale», «Non importa dove li sposteranno: noi li rincorreremo in ogni paese fino a che non capiranno che se ne devono andare» parole di Matteo Salvini. «Controlleremo che non si ritrovino nei nostri negozi e tra la popolazione di San Genesio» parole di Benedetto Loffredo. Le frasi di questi rappresentanti della Lega Nord non istigano forse all’odio e la violenza?
Dopo le vergognose azioni di un gruppo leghista, forte della presenza di esponente di loro partito, che ancora svolgono funzione pubblica; noi comuni cittadini sentiamo la minaccia della “razza superiore” che pretende schiacciare qualsiasi altra per la “loro” sopravvivenza, di conseguenza abbiamo l’assoluta necessita di difendere i diritti umani che aspettano a ogni uomo che vive sulla nostra terra e pertanto l’associazione “Ci siamo anche noi – Onlus”, portavoce autorizzata del collettivo nazionale antirazzista “Nella stessa barca”, manifesta la massima indignazione e il più severo ripudio degli atti intimidatori d’una parte della società civile italiana che per fortuna non è maggioritaria e invoca l’autorità competente a valutare la possibilità di inquadrare detti comportamenti come reati di perseguire poiché secondo il nostro modesto parere corrispondano a: istigazione all’odio razziale; interruzione di pubblico servizio; procurato allarme senza reali fondamenti; attentato contro l’onore e dignità delle persone; diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico.­

* Presidente Csan

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