Ego te absolvo…

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Ettore Filippi è un voltagabbana in rapporti diretti con apicali capobastone calabro-pavesi; anche dalla sua cadrèga nel Cda del Policlinico, persino da lì, pare che l’ex birro tutto d’un prezzo avesse trescato nel favorire il cambio di destinazione d’uso di alcuni terreni appartenenti al San Matteo. Lo si legge in un mio articolo del dicembre 2011, per il quale l’ex assessore al suo Bilancio mi aveva querelato; lo si constata ora nella richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero Mario Andrigo: «non paiono esservi dubbi circa l’aderenza alla realtà delle notizie riportate dal Giovannetti nell’articolo oggetto di querela. È infatti vero che Filippi cambiò spesso schieramento politico, che nel corso della sua permanenza nel Cda del San Matteo si verificò il cambio di destinazione d’uso di alcuni terreni, che Neri ebbe rapporti con lui per le elezioni amministrative e che lo stesso Neri era un esponente di spicco della ‘Ndrangheta lombarda impegnato a tessere relazioni con esponenti politici locali. Di contro non risultano utilizzate dal Giovannetti espressioni e/o toni che abbiano oggettivamente travalicato i limiti – per come sopra ampiamente ed esemplificativamente descritti – della critica politica, posto che i riferimenti al “malgoverno”, ai “chissà chi altri”, alla “Francia o Spagna purchessemagna” paiono aderenti a fatti e vicende concrete, riferibili tutte al ruolo di amministratore pubblico e politico del querelante». (G.G.)

Un tale, oggi agli arresti, tempo fa mi aveva querelato per un articolo pubblicato dal settimanale “Il Lunedì” da lui ritenuto diffamatorio. Come leggiamo nella richiesta di archiviazione del Pm al Gip, «in particolare il Filippi si duole di tale articolo sotto tre profili. Per essere definito “amico degli amici”, con riferimento ai rapporti con Neri Pino, quest’ultimo a sua volta definito dal Giovannetti, nel citato articolo, “capo della ‘Ndrangheta lombarda” e “locale capobastone calabro-pavese”, così insinuando la natura illecita dei rapporti tra lo stesso Filippi e il Neri; per essergli ini attribuita l’intenzione, in qualità di componente del Cda del San Matteo, di “pilotare” una speculazione immobiliare in favore dell’ente e “chissà che altro”; per essere ivi definito “locale voltagabbana” che per decenni ha “mal governato”, “con la Francia o con la Spagna purché se magna”. Secondo il Filippi, inoltre, sarebbe falso sia che egli abbia mai “amministrato” per conto di “chissà chi altri”, sia che egli abbia intrattenuto rapporti con il Neri Pino prima o durante l’ultima campagna elettorale per il Comune di Pavia. Prima di analizzare nel dettaglio le doglianze del Filippi occorre premettere che l’indagato, per il tramite di una Memoria versata agli atti, ha diffusamente contestato gli addebiti che erano stati formulati dalla Procura della Repubblica di Cremona nell’avviso di conclusione indagini già notificato antecedentemente alla trasmissione degli atti a questo ufficio per competenza territoriale. Peraltro il Giovannetti nella citata Memoria, si assume espressamente la paternità dell’articolo incriminato, circostanza che esime da ogni indagine ulteriore sul punto. Va ulteriormente premesso che la vicenda si inquadra nell’ambito dei limiti al diritto di cronaca e di critica politica, essendo pacifica, da un lato, la qualità di amministratore pubblico del querelante (in quanto già appartenente in passato alla Giunta della Municipalità di Pavia, ed attualmente membro del Cda del Policlinico San Matteo, essendo ivi nominato proprio in rappresentanza del Comune di Pavia), ed essendo altrettanto pacifica l’attività di scrittore, editore e blogger dell’indagato, il quale è da tempo impegnato pubblicamente a Pavia sui temi di interesse della politica e dell’amministrazione locale (si veda in particolare il blog https://sconfinamento.wordpress.com/), oltre che “esponente” politico della lista “Insieme per Pavia”, nella cui pagina è ospitato l’articolo oggetto di querela». La richiesta di archiviazione del Pubblico ministero prosegue con un puntuale elenco di sentenze «in materia di diffamazione a mezzo stampa, nonché di diritto di cronaca e critica politica» che qui omettiamo. «Venendo quindi al merito, si osserva innanzitutto che l’espressione “voltagabbana” fa chiaramente riferimento, dato il contesto e la qualità dei soggetti coinvolti, a plurimi cambiamenti di casacca politica (la “gabbana” è infatti una sorta di cappotto), dato che “voltar gabbana”, nel gergo comune, significa “mutare opinione politica per motivi di opportunità”. Sotto questo profilo è lo stesso Filippi, sentito come teste nel corso dell’udienza del 5 luglio 2012 proc. c/Neri e altri (trascrizione allegata alla memoria dell’indagato) ad enumerare i vari schieramenti politici dal Centro-sinistra al Centro-destra, nei quali ha attivamente militato (a pag. 7 della trascrizione), fino ad approdare alla maggioranza che ha sostenuto l’attuale sindaco Cattaneo alle ultime consultazioni amministrative di Pavia. Dopo le elezioni, alle quali non era candidato, Filippi ottenne la conferma nella nomina che risaliva alla precedente amministrazione: a tale periodo risale la vicenda relativa al cambio di destinazione d’uso di alcuni terreni appartenenti al San Matteo, criticata dal Giovannetti nell’articolo in questione. Sempre sulla base dei documenti prodotti in allegato alla memoria del Giovannetti risulta che fu il Neri, nel corso delle dichiarazioni spontanee rese nel processo a suo carico, a descrivere il tipo di rapporti e frequentazioni che egli ebbe con il Filippi sia prima che durante la campagna elettorale per il Comune di Pavia. Del medesimo argomento tratta l’Ordinanza cautelare messa a carico, tra gli altri, del Neri dalla Autorità giudiziaria di Milano nel luglio 2010 (vedi gli stralci riportati nella Memoria Giovannetti), nella quale si dà conto delle risultanze processuali sino a quel momento emerse circa i rapporti Filippi-Neri nel corso della campagna elettorale per le amministrative di Pavia. Quanto alla definizione del Neri quale “capo della ‘Ndrangheta lombarda” e “capobastone calabro-pavese”, a prescindere dal fatto che di tale definizione dovrebbe eventualmente dolersi il Neri piuttosto che il Filippi, pare trattarsi di una mera semplificazione giornalistica delle imputazioni sostanziali che erano state rivolte al Neri nell’ambito del procedimento c.d. Crimine-Infinito e che – al momento della redazione dell’articolo – si erano tradotte nell’emissione dell’Ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del Neri. Risultano quindi vere le seguenti circostanze: rapporti Filippi-Neri nel corso della campagna elettorale di Pavia, ed anche successivamente ad essa, sulla base di quanto emerso nell’ambito del processo Crimine-Infinito sino al momento della redazione dell’articolo; ruolo di spicco rivestito dal Neri – quantomeno a livello di gravità indiziaria giudizialmente accertata – all’interno di una organizzazione mafiosa denominata “’Ndrangheta”, con particolare riferimento all’articolazione pavese della stessa, ed altresì impegnato attivamente, per conto dell’organizzazione mafiosa, nella ricerca di contatti – anche per il tramite di Chiriaco – con esponenti politici pavesi, finalizzati a stringere accordi elettorali aventi ad oggetto l’offerta e l’appoggio elettorale a fronte del conseguimento di vantaggi. In tale contesto si colloca la lettura che delle intercettazioni viene data nella citata Ordinanza dove, successivamente alla consultazione elettorale, Neri si lamenta delle promesse non mantenute da Filippi. Così ricostruiti i fatti, non paiono esservi dubbi circa l’aderenza alla realtà delle notizie riportate dal Giovannetti nell’articolo oggetto di querela, nonché il rispetto dei limiti entro i quali il diritto di cronaca e la critica politica possono essere esercitati. È infatti vero che Filippi cambiò spesso schieramento politico, che nel corso della sua permanenza nel Cda del San Matteo si verificò il cambio di destinazione d’uso di alcuni terreni, che Neri (come dallo stesso affermato) ebbe rapporti con lui per le elezioni amministrative e che lo stesso Neri (per come ritenuto in atti giudiziari di dominio pubblico) era un esponente di spicco della ‘Ndrangheta lombarda impegnato a tessere relazioni con esponenti politici locali. Di contro non risultano utilizzate dal Giovannetti espressioni e/o toni che abbiano oggettivamente travalicato i limiti – per come sopra ampiamente ed esemplificativamente descritti – della critica politica, posto che i riferimenti al “malgoverno”, ai “chissà chi altri”, alla “Francia o Spagna purchessemagna” paiono aderenti a fatti e vicende concrete, riferibili tutte al ruolo di amministratore pubblico e politico del querelante, e sulle quali l’articolista esprime le proprie valutazioni fortemente critiche, senza potere essere in alcun modo confuse con attacchi e/o invettive di carattere personale. Per tutte le suesposte ragioni, dovendosi ritenere l’infondatezza della notitia criminis, il Pubblico Ministero» chiede l’archiviazione. Amen.

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