Provocatori!

by

In questo volantino, Insieme per Pavia fa i nomi di cinque candidati alle prossime elezioni amministrative coinvolti nell’inchiesta antimafia Infinito, tutti appartenenti al partito di Dell’Utri, ricevendo minacce di querela. Prontamente si registra la solidarietà di molti militanti e candidati del Partito democratico (Davide Ottini, Ottavio Giulio Rizzo, Davide Lazzari, Riccardo Montagna, Luigi Duse, Silvia Vinci, Angela Mariani fra gli altri). Solidarietà a Insieme per Pavia? No, solidarietà ai cinque amici degli amici, arrivando a definire «insulti ed invettive personali pesantissime» notizie che trovano puntuale riscontro in atti giudiziari, e «provocatori» gli autori del volantino. Passi per chi tra costoro ha “solo” perso un’ottima occasione per starsene zitto (quel silenzio che solitamente è a loro assai congeniale), ma che ci fa Silvia Vinci, iscritta sì al Pd ma anche a Libera, in questa allegra compagnia? (G. G.)

«L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati». (Paolo Borsellino all’Istituto tecnico professionale di Bassano del Grappa, il 26 gennaio 1989).

La ’Ndrangheta in Lombardia sta prendendo piede nelle istituzioni, diffondendosi «non attraverso un modello di imitazione, nel quale gruppi delinquenziali autoctoni riproducono modelli di azione dei gruppi mafiosi, ma attraverso un vero e proprio fenomeno di colonizzazione, cioè di espansione su di un nuovo territorio, organizzandone il controllo e gestendone i traffici illeciti, conducendo alla formazione di uno stabile insediamento mafioso in Lombardia». Come affermano i magistrati antimafia, «ciò che distingue la criminalità comune dalla criminalità mafiosa è la capacità di quest’ultima di fare sistema, di creare un medesimo blocco sociale con esponenti della classe dirigente locale, di creare rapporti tra le classi sociali, di costruire rapporti di reciproca convenienza […] Tali rapporti si possono ricondurre alla nozione di “amicizia strumentale” caratterizzata da scambio di risorse tra “gli amici”, continuità nello scambio e dalla natura aperta di tale amicizia, nel senso che ciascuno degli amici agisce come “ponte” per altri “amici”. […] I mafiosi hanno interesse a instaurare questi rapporti in quanto ciò consente loro di aumentare il proprio capitale sociale (e di conseguenza anche quello dell’associazione); di entrare a far parte della rete di rapporti del soggetto, con ulteriore incremento della rete di rapporti; di porsi come punto di raccordo tra le reti di rapporti facenti capo ai vari individui con cui entrano in contatto, esercitando una sorta di mediazione tra ambienti sociali», così da offrire «sbocchi per investimenti imprenditoriali, coperture a vari livelli, con conseguente integrazione della ’Ndrangheta nella società civile e abbandono di un atteggiamento di contrapposizione nei confronti di quest’ultima […] il sodalizio criminoso passa così da corpo separato a componente della società, e pertanto più pericoloso in quanto in grado di mimetizzarsi».

Silvia Vinci risponde (e forse l’avremmo preferita silente…)
da Facebook – Politica a Pavia

Silvia Vinci Vengo tirata in ballo in una polemica sterile di cui i mafiosi certo si rallegreranno giacché da sempre hanno tratto vantaggio dalla mancanza di una lucida strategia anti mafiosa da parte dei politici, anche i meglio intenzionati. Ora la mia opinione è la seguente: da politici non occorre essere affiliati a cosa nostra (o concorrervi dall’esterno) per favorire la mafia. È sufficiente attuare una politica poco trasparente e clientelare, nei cui meandri la mafia puntualmente si inserisce e fa i suoi affari. Sotto questo profilo, la giunta Cattaneo ha spianato un’autostrada al malaffare nella nostra città, al di là di eventuali reati penali. Certo, se fossero stati commessi reati da esponenti dell’attuale giunta, sarebbe ancor più grave, ma per me è già grave ciò che hanno fatto con la loro politica clientare. Conseguentemente, è ovvio che la mafia non si combatte e si sconfigge unicamente nei tribunali ma in primo luogo con una politica sana ed estranea a logiche clientelari. E non ho dubbi che Massimo Depaoli porterà avanti una politica così fatta e con lui il Pd che lo appoggia e che mi pare determinato a non ripetere certi errori del passato con infauste alleanze. Quanto al volantino e alle minacce di querela, ognuno svolge la campagna elettorale come crede, ma spero che ci si tenga fuori dai tribunali. Tuttavia, credo che per assicurare alla città un’amministrazione seria sana e trasparente più che di invettive più o meno colorite contro Cattaneo (che per carità se le è anche meritate) ci sia bisogno di proporsi come una vera alternativa, con messaggi positivi, vincere le elezioni ed evitare così che questa giunta continui a governare. A questo lavoriamo con Depaoli e il Pd. Per il resto so benissimo quello che ci faccio in Libera e nel Pd: la mia storia è molto chiara e non devo certo portare giustificazioni di sorta o prove di chissà quale pedigree all’autore di questo post. Ps: Massimo Depaoli ha chiuso il suo intervento di sabato scorso dicendo che noi aperitivi con Pino Neri non ne prendiamo. La sala gremita ha risposto con un’ovazione. Per dire.

Vinci Falcone diceva sempre: la mafia non è una piovra, non è un mostro. Sono persone e come tali sbagliano e so possono sconfiggere. Si deve però lottare a tutto campo: la repressione da sola non basta, la politica deve fare la sua parte, come pure ogni singolo cittadino a livello culturale e delle azioni quotidiane coltivando solidarietà e legalità. Secondo me.

Giovanni Giovannetti «la politica deve fare la sua parte». Come? Solidarizzando con candidati coinvolti in inchieste di Mafia?

Vinci Ma solidarizzando cosa? Se per solidarietà intendi fare dei volantini propositivi allora proprio non ci intendiamo! Dai su andiamo a lavorare che ci sono delle elezioni da vincere!!!!

Giovannetti Ti chiami Silvia Vinci? Sei la stessa Vinci che, sul proflo facebook di Davide Ottini, disapprova che si facciano nomi e cognomi dei candidati amici di amici? No, evidentemente si tratta di omonimia…

Vinci Non è che nel volantino si «fanno nomi», si fa una provocazione. Noi abbiamo deciso di parlare di noi e non essere provocatori. Quindi confermo il mi piace a Davide Ottini tutta la vita!!! Che dire: meno male che ci siamo noi che siamo disposti a vincere le elezioni! Vinceremo anche per voi!!!!

Giovannetti Ah, fare i nomi di candidati già in rapporti con mafiosi significa essere «provocatori». Don Ciottiiiiiiiii!

Eccomi: «La vera forza delle mafie sta fuori dalle mafie, è nella retorica d’occasione, nell’immobilismo e nei silenzi. La mafiosità diffusa è il vero patrimonio delle mafie, prima ancora di quello economico. Questa nostra crisi è economica negli effetti ma culturale nelle premesse» (don Luigi Ciotti a Latina, 22 marzo 2014).

Annunci

Tag:

3 Risposte to “Provocatori!”

  1. ggiovannetti Says:

    https://www.change.org/it/petizioni/candidati-alle-elezioni-25-maggio-2014-election-day-2014-vogliamo-candidati-trasparenti#share

  2. Pavia. Il caso Giovannetti. Venti querele nessun processo | Ossigeno Informazione Says:

    […] amministrative. Giovannetti ha distribuito un volantino di Insieme per Pavia dal titolo “Vota mafia?“, in cui descriveva le relazioni (non penalmente rilevanti) dei candidati del centro-destra […]

  3. ‘ndrangheta, malaffari e minacce ai giornalisti. Nell’indifferenza della città | Blog degli Amici di Pino Masciari Says:

    […] anche questa querela. Tutto è dimostrato dalle sentenze», dice Giovannetti. Per lo stesso volantino , il giornalista era già stato querelato dall’ex sindaco […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: