…un solo grido: evasione!

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di Elio Veltri

Renzi, perché non parli di evasione fiscale? È il titolo dell’articolo settimanale del direttore dell’”Espresso” Bruno Manfellotto. Renzi su Twitter a un giovane che gli faceva notare come nel suo programma «non ci sia traccia di lotta all’evasione» ha risposto: «Vedrai, vedrai sull’evasione». Nel documento di economia e finanza (DEF) approvato dal consiglio dei ministri il «vedrai,vedrai» è sintetizzato così: «sarà necessario rafforzare l’attività conoscitiva e di controllo delle agenzie fiscali attraverso l’uso prioritario dei sistemi informatici con interconnessioni fra tutte le banche dati esistenti». Evviva! La tecnologia risolverà i problemi che la politica non ha mai voluto risolvere non perché non fosse capace di connettere le banche dati, ma per ragioni biecamente elettorali e di potere. Nessun leader vuole parlare e, soprattutto, intervenire sulla montagna di evasione fiscale del Paese che sottrae alle casse dello stato circa 200 miliardi di euro all’anno, mettendo a rischio tutti i servizi essenziali: Sanità, Pensioni, Scuola, Ricerca, Università ecc, per non perdere il voto di circa 11 milioni di evasori, grandi e piccoli. E quelli che ci hanno provato, come Prodi e Monti, sono stati mandati a casa. Attendiamo pazientemente che i server e i computer facciano il miracolo. Intanto ricordiamo al Presidente del Consiglio fatti e numeri e suggeriamo di intervenire subito perché, se volesse farlo, potrebbe portare a casa una barca di soldi, necessari a realizzare il suo programma.
1) Lo Stato negli anni 2000-2012 ha emesso ruoli per tasse accertate per 807 miliardi di euro e ne ha incassati 69 (dati forniti dal governo Letta alle Camere). Considerato che un centinaio si sono persi per fallimenti delle aziende e per qualche altra ragione, restano 540 miliardi da incassare. Renzi vuole intervenire e incassare o si ripete lo scandalo di sempre che porta nelle casse dello Stato non più del 4-5 per cento delle tasse evase? C’è davvero da stupirsi che nemmeno i parlamentari urlatori di Grillo se ne occupino e chiedano al governo cosa vuole fare. Forse dipende dal fatto che anche Grillo non parla mai di evasione fiscale?
2) A conti fatti, sono stati esportati all’estero illegalmente circa 520 miliardi di euro. Il consorzio di giornalisti americani che si occupa di esportazione di capitali in tutti i continenti, con la collaborazione di 40 testate giornalistiche tra le più prestigiose del mondo, tra queste l’“Espresso”, ha scovato migliaia di esportatori di capitali. In Italia ne ha contati 200 dei quali il settimanale ha pubblicato i nomi. È difficile che siano artigiani e proprietari di un bar. Renzi se ne vuole occupare e intende recuperare le tasse evase? Si o no?
3) Banca Italia, a conferma dell’esportazione di capitali dei “globetrotter” dell’evasione, come li ha definiti “IlSole 24 Ore” del 13 luglio 2013, ci ha fatto sapere che nel 2012 sono stati prelevati dagli italiani più di 300 miliardi dai depositi bancari. Poiché i consumi non sono esplosi e sono state comprate 40mila case all’estero ogni anno da nostri concittadini, forse vale la pena di fare qualcosa per recuperare tasse evase.
4) I dati pubblicati dall’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei beni mafiosi sono i seguenti: 12.947 beni immobili confiscati dei quali 11.238 immobili e 1.708 aziende. È un problema che può interessare il Presidente del consiglio? Se lo è, sappia che i beni destinati al 31 dicembre 2012 erano 7.243; destinati e consegnati 5.859; non consegnati 907 e usciti dalla gestione 477. Sappia anche che i soldi sono tutti nei paradisi fiscali o investiti in economia legale, che le aziende sono fallite quasi tutte, che i beni confiscati rappresentano solo il 5-6 per cento del totale e che la maggior parte non viene né utilizzata né venduta. Poiché, secondo alcune stime valgono circa 1.000 miliardi, pensa il signor Presidente del consiglio che il governo dovrebbe occuparsene? Se lo pensa, sappia che il governo Monti ha fatto accordi con i seguenti Paradisi fiscali (zeppi di soldi italiani): Bermuda, Isole Cook, Gibilterra, Jersey. Ma al 2 maggio 2013 nessun accordo risultava ratificato e in vigore. Il finanziere Serra potrebbe dargli consigli utili per recuperare un bel po’ di soldi. Sappia anche che mentre Roma dorme Stati Uniti, Inghilterra e Germania stanno recuperando i loro soldi.
Il Presidente del consiglio poi, certamente sa che il ministro delle finanze Franco Reviglio nel 1981 calcolava in 28mila miliardi di lire l’evasione fiscale del paese, pari a 7-8 punti del reddito nazionale e che, nonostante gli impegni solenni dei governi che si sono succeduti per contrastarla, secondo l’ex presidente Istat Enrico Giovannini, oggi oscilla tra il 16,2 e il 17,5% per cento del Pil e cioè, tra 255 e 275 miliardi di euro.
Quindi, signor Presidente del Consiglio, va bene l’utilizzo delle tecnologie, ma se davvero vuole fare un buon lavoro per il Paese, anziché sulla riforma del Senato, scommetta la sua carriera politica sulla riduzione drastica dell’evasione fiscale, sulla lotta alla mafia e sull’unico terreno che conta: confisca dei soldi, dei titoli, di tutti i beni in tempi rapidi.
Si fidi di quello che le dico e della esperienza di una vita di impegno e di lotta.

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