Le qualità

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Sul programma elettorale di Walter Veltri

da Giona nel Ticino

dal profilo facebook di “Giona nel Ticino” riprendiamo questo articolato commento al programma elettorale di Walter Veltri e Insieme per Pavia

Visione, missione, metodo. Nel programma della lista Insieme per Pavia, candidato sindaco Walter Veltri, troviamo subito tutto nelle prime pagine. Con un’avvertenza importante, se riportata in grassetto per prima: un programma sviluppato avvalendosi del lavoro condiviso con il movimento civico La Piazza e il Ponte, «nel vano tentativo di dare luogo a una lista unitaria, alternativa al centrodestra di Alessandro Cattaneo».
Una connotazione critica apre dunque la presentazione del programma. Una critica che evidentemente viene considerata grave, rivolta all’incapacità – tutta “partitica” – di offrire agli elettori una visione condivisa, in grado di proporre anche a livello locale una contrapposizione tra pochi soggetti. Ma anche un richiamo, e noi consideriamo soprattutto questo, a un metodo di lavoro, di ascolto diffuso dei bisogni cittadini, rivendicato da molti, ma che il movimento la Piazza e il Ponte ha sicuramente svolto con grande intensità in più di un anno d’azione.

Apriamo con questi rilievi perché non ci sembrano marginali: l’ascolto dei bisogni dei cittadini è fondamentale, in particolare per una lista civica che compete senza avere alle spalle il riferimento di strutture organizzate, di cui quasi tutti gli altri concorrenti si avvalgono. Inoltre, ci sembra che il richiamo a una fallita lista unitaria, caratterizzi ancora una volta il percorso di assoluta solitudine in cui Insieme per Pavia si è mossa in questi anni: nella denuncia del malaffare, della presenza di interessi opachi anche nel settore dell’urbanistica; della presenza in città della ‘ndrangheta; forse ancora di altri, nascosti circuiti; subendone per ritorno gravi intimidazioni, cui tutti abbiamo assistito.

 Diciamo subito che ci aspettavamo che la legalità fosse un richiamo forte del programma della lista; talmente forte da divenirne forse, quasi un limite, confinandone le proposte ad un unico tema prevalente. Invece non è così, e la società traguardata è colta davvero nella sua complessità, dove il tema della trasparenza, pur importante, è collocato al giusto posto, accanto ad altri altrettanto di peso.
I capitoli del programma seguono alla visione di società traguardata e all’indicazione preliminare dei primi dieci passi da compiere. I capitoli:
1. Lavoro e attività produttive
2. Benessere locale – Affrontare la crisi
3. Concittadini. Le differenze come risorsa
4. Partecipazione
5. Scuola
6. Attività motoria e benessere
7. Mobilità sostenibile
8. Pavia monumentale
9. I talenti nel cassetto
10. L’Università nel futuro cittadino
11. Dalle fabbriche alle idee
12. Un Comune amico
13. Compostaggio e raccolta differenziata
14. Risparmio energetico, acque e ricerca
15. Sanità
16. Gli altri esseri viventi
Come si vede, un programma estremamente articolato. I temi che più ci stanno a cuore sono sviluppati nei primi punti del programma, soprattutto nei primi due, ma si ritrova il medesimo approccio, fattivo nella rappresentanza degli interessi dei più deboli, in tutto il programma. Che a nostro parere si differenzia dagli altri non tanto, o non solo, per la visione della società futura – che ritroviamo, con temi analoghi, in alcune delle altre proposte elettorali – quanto per un’indicazione assolutamente precisa dei primi passi da compiere. 

La quota dell’1% del bilancio comunale, destinato subito al sostegno delle famiglie in difficoltà, è la modalità d’azione immediata che si prevede di attivare, in attesa che le politiche di sviluppo dispieghino i propri effetti. La politica della casa viene affrontata tramite l’incremento del canone concordato e garantito dal Comune; micro-credito per le ristrutturazioni; e Piano d’emergenza per le abitazioni sfitte di proprietà comunale.

Sono gli interventi che noi mettiamo in rilievo, non potendo qui, come per gli altri programmi, cercare di rappresentare l’intera azione di governo proposta; che in realtà, come si vede già dalla sola elencazione dei capitoli, è davvero ben più complessa. Ma su di un tema dobbiamo tornare: il radicale rifiuto dell’attuale PGT, visto non tanto come uno strumento mediocre, come molti – anche noi – giudichiamo; ma come vero e proprio limite allo sviluppo cittadino, perché colto nelle possibilità di distruzione delle caratteristiche essenziali del centro cittadino, e nei gravi limiti di concezione dei quartieri limitrofi, abbandonati al ruolo di periferie, del tutto marginali.


Se dobbiamo cogliere uno spirito di fondo, è proprio questo rifiuto, drastico, a politiche di emarginazione – o, che in parte è lo stesso, all’assenza di politiche d’inclusione – che caratterizza il programma. L’idea di fondo può essere allora espressa, secondo noi, da una frase che traiamo dall’iniziale visione di società; frase che potremmo addirittura considerare scontata, se non fosse così spesso dimenticata:

 «Se migliora la condizione dei più deboli migliora anche la qualità della nostra città».
Anche altri programmi tratteggiano un simile impegno. Ma la storia di Insieme per Pavia ci fa credere che quanto scritto verrà davvero perseguito, con la costanza e il coraggio – perché di questo si tratta – finora, da soli, sempre dispiegati.

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