Immediata revoca del sequestro

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L’istanza di revoca immediata del Decreto di sequestro preventivo del volantino “Vota Mafia?” rivolta al Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Pavia presentata stamane, 17 maggio, dall’avvocato Franco Maurici per conto di Giovanni Giovannetti e Walter Veltri.

Il PM e il GIP avrebbero dovuto accertare innanzitutto se il fatto menzionato nel volantino sia o non sia vero. Stupisce che entrambi non abbiano cognizione dell’indagine Infinito e dei susseguenti provvedimenti giudiziari da cui risulta al di là di ogni possibile dubbio che il Cattaneo ha incontrato almeno tre volte Pino Neri, appena reduce dalla detenzione per una condanna a 9 anni per narcotraffico: la prima volta a casa di Neri, la seconda nello studio di lui, la terza al brindisi riservato agli intimi per celebrare la vittoria alle elezioni amministrative del 2009. È un fatto notorio che successivamente Pino Neri è stato condannato dal Tribunale di Milano a 18 anni per associazione mafiosa in quanto capo-reggente della ‘Ndrangheta in Lombardia.
È lecito altresì congetturare che il Cattaneo si sia rivolto a Pino Neri, che non risiedeva a Pavia, per ottenere il sostegno elettorale degli aderenti o simpatizzanti dell’associazione criminale da lui rappresentata.
Ciò premesso in punto di fatto, non può essere proibito – almeno in uno Stato di diritto – a un giornalista e a un Consigliere comunale candidato a Sindaco di esprimere, nel corso della campagna elettorale, un giudizio negativo anche pesante su un comportamento siffatto. Comportamento che rimanda necessariamente a un soggetto preciso. È notorio che la giurisprudenza in materia di polemiche elettorali è molto liberale; addirittura, se non ricordo male, una sentenza della Suprema Corte ha assolto proprio in occasione di una controversia tra candidati, colui che aveva dato del “mafioso” a un concorrente che mafioso non era, ritenendo che il termine in campagna elettorale assumesse esclusivamente una connotazione politica.
Si noti ciò che il Cattaneo ha riferito al Tribunale di Milano: «ricordo una mattina che velocemente fui chiamato all’ultimo e passai in studio in piazza della Vittoria», e cioè nello studio di Neri. Dunque i rapporti tra i due erano tanto stretti che il Neri poteva convocare nel suo studio, ovviamente per fini elettorali, il futuro Sindaco di Pavia.
Il volantino in questione, con sfumature ironiche, menziona un fatto noto senza esprimere alcun giudizio su Alessandro Cattaneo ma solo raccontando ironicamente fatti accertati dal Tribunale di Milano. Pertanto è evidente che il Decreto di cui si chiede la revoca viola macroscopicamente i seguenti articoli della Costituzione: 21 comma I° che, specie in campagna elettorale consente ai candidati di manifestare il proprio pensiero senza tanti riguardi per un concorrente; 49, che attribuisce a tutti i cittadini il diritto di concorrere e partecipare alla vita politica senza limitazioni e formalità; 54 comma II°, che obbliga i cittadini con funzioni pubbliche, come è appunto Walter Veltri, ad adempiere con disciplina e onore le proprie funzioni pubbliche. E nessuno dovrebbe contestare che il Consigliere comunale aspirante a governare una città ha il dovere di denunciare pubblicamente all’opinione pubblica e all’elettorato «tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reato», per usare le parole di Paolo Borsellino incluse in un discorso pronunziato davanti agli studenti di Bassano del Grappa il 26 gennaio 1989.
Il volantino trascrive la parte conclusiva del discorso, anteponendo la domanda «E cosa deve fare la politica? Ad esempio, prestare ascolto a Paolo Borsellino».
È evidente come il retro del volantino integri la parte anteriore offrendo la corretta chiave di lettura politica, più che giustificata dagli episodi e dai fatti inquietanti – sia pure non costituenti reato – indicati nella facciata in oggetto. Il testo contenuto nel volantino è sfuggito completamente ai due magistrati, nonostante contenesse la corretta interpretazione del volantino.
Il Decreto inoltre riporta per ben tre volte il titolo «Vota Mafia?» senza il punto interrogativo, che pure è ben evidente nel volantino. Cosa significa questo interrogativo ironico? Esprime il dubbio, del tutto giustificato, che gli aderenti o i simpatizzanti alla ‘Ndrangheta i quali certamente non mancano in città, non potrebbero votare se non per chi ha avuto in passato rapporti, sia pure non costituenti reato, coi i capi della associazione di riferimento.
Anche le successive tre righe («Se ti piace la caciotta dai la tua preferenza a un amico degli amici») hanno una chiara valenza satirica che connota anche il restante testo. E come è noto le espressioni satiriche non costituiscono illecito penale.
Per tutti i motivi esposti si chiede l’immediata revoca del sequestro preventivo che ha già prodotto un effetto distorsivo sull’opinione pubblica, accreditando ingiustamente la convinzione che i fatti riportati nel volantino – tutti ripresi da atti giudiziari – non siano veri. Non a caso il sindaco Cattaneo nella dichiarazione riportata dal quotidiano “Il Giorno” (17 maggio, pag. VIII cronaca di Pavia) afferma: «Il sequestro è la miglior risposta ai professionisti del giustizialismo», cogliendo due piccioni con una fava, insinuando che i fatti a lui addebitati siano falsi e delegittimando il candidato avversario Walter Veltri nonché coloro che osservano la legge, compresi i magistrati «giustizialisti» al Sindaco certamente invisi.
Si chiede l’acquisizione di tutti i documenti allegati ai procedimenti penali n. 7570/13 R.G.N.R. tuttora pendente avanti codesta Procura e n. 2297/12 R.G.N.R. recentemente archiviato, le cui motivazioni possono valere anche per il caso in esame.
Si allegano altresì:
Copia integrale del volantino;
Estratto dalla Richiesta di custodia Cautelare: pp.1760-1762 (in cui viene menzionato Luigi Greco):
Estratto dalla Richiesta di custodia Cautelare: pp.1716 (in cui viene citato Dante Labate);
Estratto dal Verbale udienza 5 luglio 2012 processo antindrangheta Infinito: pp. 163-64, deposizione del teste Cattaneo;
Estratto dal Verbale udienza 5 luglio 2012 processo antindrangheta Infinito: p. 81, deposizione del teste Del Prete su incontro Neri-Cattaneo;
Estratto dal Verbale udienza 5 luglio 2012 processo antindrangheta Infinito: p. 104-106, deposizione del teste Del Prete su incontro Neri-Bobbio Pallavicini.

Pavia, 17 maggio 2014
Avv. Francesco Maurici

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