Non votare l’amico degli amici 2

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Luigi Greco (candidato per Forza Italia)
di Giovanni Giovannetti*

* Querelato dopo aver scritto: «Luigi Greco, già assessore ai Lavori pubblici, indicato come socio in affari e prestanome di Carlo Chiriaco».

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«A quello gli taglio le orecchie e gliele infilo su per il culo». Non è la voce di un macellaio alle prese con un bovino recalcitrante alla macellazione, ma il linguaggio oggettivamente mafioso attribuito all’assessore ai Lavori pubblici di Pavia Luigi Greco, sorpreso a intimorire un noto avvocato pavese. Del resto in certi ambienti i toni minacciosi sono ormai consuetudine. Lo stesso ex direttore sanitario dell’Asl pavese Carlo Antonio Chiriaco (condannato in primo grado a 13 anni per associazione mafiosa) in alcune intercettazioni riferisce a un certo “Peppino” le minacce da lui rivolte all’imprenditore edile Bruno Silvestrini, «che faticava a darmi i soldi»: «…la prossima volta che ti vengo a trovare, nella migliore delle ipotesi ti mando in ospedale, nella peggiore ti sotterro…»
Chiriaco possedeva quote in tre società occulte: la Melhouse Srl e la Carriebean International Society Srl e la Pfp Srl. Melhouse ha gestito il ristorante-griglieria La Cueva in via Brambilla a Pavia, di cui l’assessore Greco deteneva il 34 per cento mentre il residuo 66 per cento era in quota a Monica Fanelli, moglie del costruttore Rodolfo Morabito, cugino di Chiriaco e tra gli indagati nell’inchiesta antindrangheta. Secondo gli inquirenti «Greco è il titolare apparente in quanto i reali soci sono Chiriaco e Giuseppe Romeo» detto “Peppino”. Quest’ultimo è il nipote di Salvatore Pizzata, un costruttore edile della Locride, da anni residente in città. 
In una intercettazione ambientale del dicembre 2009 Chiriaco si vanta di essere stato insieme a Neri e Pizzata «il capo della ’Ndrangheta a Pavia». A Salvatore Pizzata rispettosamente Pino Neri dava del “voi” (i due erano anche confratelli in Massoneria). Nei primi anni Novanta Neri, Chiriaco e Pizzata condividono la proprietà della discoteca Vertigo di Pavia. Anni in cui Chiriaco comincia la sua resistibile ascesa in ambito sanitario. Il 24 settembre 1997 la Corte d’appello di Milano condanna Pizzata a due anni e dieci mesi di galera per associazione mafiosa; il 14 maggio 1998 l’imprenditore viene di nuovo condannato, questa volta per narcotraffico.
Un passo indietro. A Pavia tutti ricordano il rapimento del diciottenne Cesare Casella il 18 gennaio 1988 e – prima ancora – quello di Giuliano Ravizza la sera del 24 settembre 1981, entrambi ad opera della cosca Nirta-Strangio. Casella rimase recluso in Aspromonte per ben 743 giorni, e già allora si parlò di “talpe” locali dei calabresi. Venne poi liberato il 30 gennaio 1990, si dice anche grazie alla mediazione del capo della Locale pavese Salvatore Pizzata.
Di seguito la descrizione che fanno gli inquirenti dei rapporti d’affari tra Chiriaco e l’assessore Greco (Richiesta di custodia cautelare, pp. 1760-62):

Con riguardo al secondo profilo, si rileva che Chiriaco è titolare di due partecipazioni societarie occulte, nella Melhouse Srl, nella Carribean International Society srl e nella P.F.P srl Melhouse srl gestisce il ristorante La Cueva, sito in Pavia viale Brambilla civ.70/B. Questa la composizione ufficiale della società al momento della costituzione:
34% Greco Luigi;
66% Fanelli Monica (moglie di Morabito Rodolfo [cugino di Chiriaco – nda]).
Dalla “visura storica” sono emersi trasferimenti di quote sociali:
– con atto del 22 gennaio 2009, Fanelli Monica ha ceduto l’intero pacchetto di quote
posseduto – 66% – a Greco Luigi e a Romeo Gabriele;
– con atto del 16 ottobre 2009, Greco Luigi ha ceduto a:
16,75% a Zamai Laura, una quota di nominali euro 1.675,00; 16,75% a Segura Rosis Danlis Esmelisa [all’epoca moooolto vicina a Carlo Chiriaco – nda] (una quota di nominali euro 1.675,00).
– Zamai e Segura in data 16 marzo 2010 rivendono le quote precedentemente acquistate a Greco Luigi il 16 marzo10
– Nella medesima data, il 16 marzo 2010, Greco Gianluca acquista quote pari a € 3.300,00 da Romeo Gabriele.
Oggi la situazione societaria è la seguente:
Greco Luigi: amministratore e titolare di quote pari a € 6.700,00;
Greco Gianluca: titolare di quote pari a € 3.300,00.
Dalle conversazioni telefoniche è immediatamente emerso che Greco Luigi (assessore ai lavori pubblici nel Comune di Pavia) è il titolare apparente in quanto i reali soci sono Chiriaco e Romeo Giuseppe, nipote di Pizzata Salvatore (in ordine ai cui precedenti per 416 bis c.p. si è già riferito) Nel corso dell’intercettazione ambientale in data 13 giugno 2009 Chiriaco confida a Dante Labate il capitale investito: «te lo dico a te che sei mio fratello, là siamo in due…»

Dante Labate – sì lo so, tu Peppe [si tratta di Romeo Giuseppe] …
Carlo Chiriaco – ora Peppe ha avuto dei problemi…
Labate – Peppe o il figlio?
Chiriaco – Gabriele, però…
Labate – ma a Peppe mi hanno detto che l’Agenzia delle Entrate gli ha fatto una multa…
Chiriaco – ottocento milioni… ottocentomila euro… va bene? …ed in più ha la Finanza che gli sta guardando i cosi ed in più quella roba che è successa ieri… lui è socio fondatore perchè gli ha affittato il locale, là a Cava Manara…
Labate – perché che è successo?
Chiriaco – K Poker non li hai letti i giornali stamattina?
Labate – ah… minchia, lui è socio là?
Chiriaco – è terrorizzato, per cui abbiamo deciso che ad un certo punto io e lui, ci chiamiamo fuori ufficialmente, quindi ufficialmente il locale…
Labate – è solo di Greco!
Chiriaco – è solo di Gigi, perché non vogliamo noi… duecentocinquantamila (250.000) euro ci è costato… è bellissimo, tu lo hai visto…

Il 17 giugno 2009, subito dopo le elezioni amministrative di Pavia, si trova in macchina con Filippi Luca e i due commentano come faranno a controllare il neo assessore ai lavori pubblici Greco. Chiriaco sul punto è eloquente:

Carlo Chiriaco – Se lo sappiamo gestire abbiamo un bel sistema…
Luca Filippi – Lo so…
Chiriaco – Non come prima che eravamo… [incompr.].
Filippi – Siamo in pochi, adesso Greco bisogna un attimo inquadrare…
Chiriaco – Greco si farà i cazzi suoi ed i suoi intrallazzini…
Filippi – Gli ha regalato il ristorante…
Chiriaco – Eh… il ristorante… allora, ufficialmente…
Filippi – Ufficialmente?
Chiriaco – Adesso è tutto di Greco, ufficialmente…
Filippi – Ho capito che non l’ha pagato lui… dove li trova i soldi…
Chiriaco – Lui non ha messo una lira, ho messo tutto io…
Filippi – Lo so che non ha una lira, è mio socio…
Chiriaco – A futura memoria se mi succede qualche cosa, se lui dovesse negare, ora lo sai pure tu… io ho pagato anche la sua parte… io ho dovuto farlo perchè… [inc.]… ed ufficialmente…
Filippi – è assunto adesso? … [inc.]
Chiriaco – sì, no… ma io con Gigi ho un bellissimo rapporto, sai mi lego alle persone, gli voglio bene, quindi c’è affetto.

La piena disponibilità da parte di Chiriaco del ristorante la Cueva emerge anche da una conversazione in data 8 settembre 2009 quando viene programmato l’ingresso in società di due nuovi soci (cosa che effettivamente avviene il 16 ottobre 2009, come prima visto):

Chiriaco – ora stiamo facendo il passaggio delle quote da Gigi
Uomo – e quindi state rispendendo soldi inc..?
Chiriaco – Gigi… [inc.]… inizialmente Gigi aveva il 100% …adesso passaggio di quote significa che il 50% saranno sostituite da: Melissa il 50%… Laura ed una… [inc.] … l’altro 50% -50,5% e 49.5%…

Pur non ricorrendo gli estremi per il rinvio a giudizio, dall’impianto accusatorio emergono numerosi rapporti di vicinanza tra pubblici amministratori e figure di primo piano del firmamento mafioso. Tutto questo viene infine ribadito nelle Motivazioni finali della sentenza Infinito con rito ordinario (6 dicembre 2012: condanna in primo grado a 18 anni a Pino Neri per associazione mafiosa e 13 anni a Carlo Chiriaco per concorso esterno in associazione mafiosa) là dove ritroviamo l’assessore Greco più volte citato. E già a pag. 74 il Tribunale – elencando alcuni capi d’accusa di cui Chiriaco è considerato colpevole – indica l’assessore Greco quale suo prestanome:

«Chiriaco Carlo, del delitto di cui agli Art. 110,81 c.p., 12 quinquies d.l. 306/92, 7 d.1. 152/91 perché, in concorso con persone non identificate, in tempi diversi e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale, intestava fittiziamente i beni qui di seguito indicati a Chiriaco Eva, Paolillo Salvatore, Zamai Laura, Argenta sas, Tecnogest Service srl, Immobiliare Bivio Vela srl, Fanelli Monica, Viola Maria Vanessa, Segura Rosis Danlis Esmelissa, Greco Luigi».

E ancora, pag. 255:

«Cominciando da Pino Neri, si è già menzionato il passaggio in cui, nel 2009, Chiriaco affermava di avere “rinunciato” ai voti da questi portati, spiegandone le ragioni; ma nel 20lOla posta in gioco è alta e si punta ad un buon risultato elettorale. Il 2 gennaio 20l0 (progr. 2001, perizia Longobardo) parlando delle modalità con cui si svolgerà la campagna elettorale, il suo interlocutore, tale Gigi (che potrebbe identificarsi nel già menzionato Greco Luigi) si ripromette di prendere gli elettori “uno per uno e poi gli dico: siete morti”; dopo avere commentato l’eventualità di appoggiarsi anche a Dante Labate, Chiriaco dice che “noi dobbiamo far buono tutto” e che “quindi ce ne sbattiamo i coglioni, io prendo pure a Pino Neri, figurati!”. Dunque, torna l’interesse per il pacchetto di voti – che tanto miserevole non doveva essere – che questi può garantire»

Pag. 377:

«[…]Identico discorso deve valere anche per il 50% delle quote relative alla Melhouse s.r.l. (società che gestisce il ristorante “La cueva” di Pavia, del quale Chiriaco parla in numerosissime conversazioni intercettate), costituita il 10 aprile 2008 tra Greco Luigi e Fanelli Monica in ragione, rispettivamente, del 34% e del 66%; il 22 gennaio 2009 Fanelli cede le proprie quote a Romeo Gabriele e Greco Luigi, in ragione del 33% ciascuno; il 16 ottobre 2009, Greco cede parte delle proprie quote a Zamai Laura e Segura Rosis Esmelissa, che nel 2010 le retrocedono a Greco Luigi. Anche per la società Melhouse è stato rinvenuto un atto col quale la Fanelli si impegnava a cedere il 33% delle proprie quote, a titolo gratuito ed in qualsiasi momento, a Carlo Chiriaco; parallelamente, vi è una dichiarazione di Greco di rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione sulle predette quote. Ciò dimostra l’interposizione della Fanelli prima, della Zamai e della Segura dopo, a favore di Chiriaco il quale, come si diceva, in numerosissime conversazioni afferma di essere il reale socio della Melhouse nella gestione del ristorante, in un caso raccomandando al proprio interlocutore di non rivelare il dato ai familiari (“oh, che non ti scappi con i miei che io ho un ristorante” e segnatamente alla figlia Eva; progr. 1645, già citato)».

Pagg. 250-51:

«[…] e commenta che Labate aveva addirittura ricevuto il sostegno del sindaco di Reggio Calabria, il quale si era “scomodato per venire a fare la campagna elettorale anche … a Dante”. Il commento finale è disarmante: “se tu pensi che, nei primi cinque posti, ci sono praticamente tre calabresi: Labate, Arcuri e Sgotto, in più c’è Catarisano e Gimigliano … e Greco. Cioè, praticamente i calabresi sono… la spina dorsale del coso, del Pdl…tutti io me li sono inventati” (progr. 3421, 9 giugno 2009, perizia Marangoni)».

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