Imbellettaggio

by

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Il «sindaco più amato d’Italia» si ritrova costretto al ballottaggio col “soldatino” Pd Massimo Depaoli. Insomma, una vera e propria Caporetto, che non mancherà di incidere sul suo futuro politico: “solo” 18.350 voti (46,68 per cento, meno 7,7 per cento); 5.487 voti perduti rispetto al 2009 quando Alessandro Cattaneo, con 23.837 voti (54,38 per cento) asfaltò Andrea Albergati fin dal primo turno.
Presente nei Talk Show ma assente in città. E ora rischia la sconfitta. Anzi, per lui è già sconfitta: culturale, morale, civile, politica; sconfitta condivisa con i Filippi e gli Abelli. Una annotazione a parte s’imporrebbe per gli amici di Pino Neri, il capo-reggente della ‘Ndrangheta lombarda che cinque anni fa aveva contribuito a quel successo elettorale: in caso di vittoria al ballottaggio rientreranno tutti in Consiglio comunale e, andatene certi, più d’uno lo rivedremo in Giunta. Una qualche ironia può altresì destare la mancata rielezione dell’alfaniano Pietro Trivi – processato con Carlo Chiriaco per la presunta compra dei voti alle Amministrative 2009 e infine assolto «perché il fatto non sussiste» – misteriosamente sceso a soli 155 voti personali dal cospicuo bottino delle 434 preferenze di allora.
Per il sindaco uscente, accostare il suo nome a quello del noto delinquente Silvio Berlusconi (solo il 16,8 per cento alle elezioni europee) non è parsa una mossa avveduta. Senza dimenticare la Lega Nord, precipitata dal 10,35 per cento nel 2009 – 4.269 voti – all’odierno 6,65 per cento, 2.552 voti.
Ma probabilmente hanno inciso anche altri accostamenti: come i tre incontri almeno con il capo della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri – prima occultati, poi minimizzati, infine parzialmente ammessi in dibattimento processuale – nonché la candidatura ai primi posti nel partito di Dell’Utri e Berlusconi di tutti, proprio tutti, i politici locali citati nella indagine antindrangheta Infinito, a chiarire chi comanda davvero nel pavese centrodestra: Bobbio Pallavicini, 575 preferenze (il più votato in assoluto); Valerio Gimigliano, 286; Dante Labate, 280; Luigi Greco, 264. Per tacere dei due candidati appoggiati alla famiglia Filippi (Ettore, incarcerato per corruzione; Luca, coinvolto nella “premiopoli” Asm): Barbara Longo, 323 preferenze; Manuele Mangiarotti, 236.
Insomma, è la riprova della mutazione antropologica di una città dall’economia parassitaria e dai molti scheletri nell’armadio, già curva su alcuni suoi tristi primati (prima assoluta per spesa pro capite nel gioco d’azzardo; prima negli abusi edilizi in rapporto al numero degli abitanti; seconda dopo Padova nella classifica italiana delle città più inquinate; al quinto posto mondiale – prima città italiana – nello sniffo pro capite di coca; ecc. ecc.)
La semplificante personalizzazione della politica intorno a un leader “comunicatore” questa volta ha premiato Renzi e il Partito democratico, che fa bottino alle “Europee” (40,8 per cento; a Pavia il 42), trascinando così al ballottaggio “soldatino” Depaoli ben al di là dei suoi meriti e di quelli del suo partito (a Pavia non esattamente in prima linea nella lotta a mafie, speculatori e corruzione; semmai a volte lo si è colto a mestare dall’altra parte).
“Effetto Renzi”. Invertendo un trend negativo radicato da anni (a Pavia, dal 1996 al 2009 il Pd ha visto svanire 2.500 voti) l’area che fa riferimento al partito sale dai miseri 12.305 voti delle “Comunali” 2009 (29,84 per cento) e dai 12.984 alle “Politiche” 2013 (30,04 per cento) a ben 14.326 consensi (36,45 per cento: +6,61 per cento, +2.021 voti rispetto al 2009), tornando suo malgrado competitivo.
Altrettanto non si può dire per i partitini della sinistra: Rifonda e Sel (e Comunisti italiani) affondano, precipitando in tre a 595 voti di lista (1,55 per cento) quando Sel da sola, alle “Provinciali” 2011 aveva ottenuto 2.254 voti (7,96 per cento) e un anno fa tutto sommato si era ben difesa alle “Politiche” (1.565 voti, 3,62 per cento).
Un ben magro bottino anche per Insieme per Pavia (788 voti, 2,05 per cento) che non ha visto premiate le numerose dure battaglie di questi anni, anche in Consiglio comunale.
Al netto da “apparentamenti”, sulla soglia della sala consiliare più “bulgara” della recente storia cittadina sono fermi anche anche Niccolò Fraschini e Cristina Niutta. Tutti fuori, ad esclusione del cinquestelle Giuseppe Polizzi (sia pure ottenendo un risultato inferiore alle attese: 7,63 per cento, 2.927 voti), cui è fin da ora demandata, coadiuvato dal ventiquattrenne Gianluca Caruana (da uno a due: a loro il testimone di Ferloni e Veltri)
, la disperante opposizione in un Mezzabarba nella piena disponibilità del partito unico.
Al Pd, il più parassitario e incline agli accordicchi tra i partiti alternativi al centrodestra, corre tuttavia l’onere di sfidare al ballottaggio la banda Cattaneo. Come ho scritto, sulla torre sono ora il sindaco uscente e il candidato Pd Massimo Depaoli: uno governerà, l’altro “morrà”. Chi “uccidere”? L’amico degli amici o il “soldatino” bifronte iscritto a Legambiente, che nel 2010 votò una lottizzazione abusiva? Cosa è meno peggio? Al dunque, l’esserino telegenico in balìa di filomafiosi (e dei Borghezio) e il niente affatto carismatico Depaoli in balìa dei venti interni sono la stessa cosa? (Depaoli non è né mai sarà il Renzi pavese: a lui il 5,55 per cento in meno rispetto al parallelo voto “europeo”: dono bosoniano a Vittorio Poma sul fronte opposto?) Non si dica «li butto giù entrambi», troppo facile, si deve scegliere. Questione di priorità, poiché a Pavia questa volta “non scegliere” significa scegliere (come diremo, scegliere l’asse Bosone-Cattaneo, responsabile del peggio nel peggio), “non votare” significa votare; confidando che in città si possa almeno tornare a far politica e non affari coperti dalla politica; si possa tornare alla dicotomia destra/sinistra senza stagnare su legalità/illegalità; sperando che ad alcuni di loro la lezione possa essere servita. E se così non fosse, lotta dura senza paura. Ma anzitutto si provi coralmente a colmare i dieci punti percentuali che li separano: fuori dai coglioni i burattinai filomafiosi che muovono il Pupo telegenico; dalla schiena curva di Pavia togliamo almeno questa scimmia. Non se ne può più. E poi si provi a emendare la città dai suoi tristi primati. Si disponga un nuovo Pgt. Si salvi il centro storico. Si torni alla buona gestione dei beni comuni, ponendo al centro l’interesse della città e dei cittadini. Si riqualifichi l’Arsenale a fini sociali. Si moralizzi Asm. Si renda meno infelice la vita a chi è infelice. Si dia una mano a chi non arriva a fine mese, un tetto e dignità a tutti, ecc. senza se e senza ma!
Impossibile con questo Pd? Impossibile col “soldatino” Depaoli, schiacciato nella morsa demobosoniana dei passati accordicchi da onorare entro una tangenziale area di potere, cementata sull’asse Bosone-Poma-Maggi, benedetti da un redivivo Abelli? [clicca qui «] (se Depaoli suo malgrado riuscisse a vincere, l’ex presidente provinciale con Forza Italia Vittorio Poma – colui che Bosone avrebbe voluto quale candidato sindaco del centrosinistra, infine accasato nella lista di Cattaneo – nemmeno entrerebbe in Consiglio comunale. All’opposto, se la spuntasse Cattaneo, la contenuta squadra Pd risulterebbe composta quasi solo da bosoniani).
Dunque impossibile che Depaoli la spunti, che rifugga affrismo, che… Ma a volte credere fermamente nell’impossibile è l’unica arma possibile. Dunque turatevi il naso e votatelo! Quanto a me, dal 1° giugno lascerò questo blog in mani fresche e chiudo baracca. Hanno vinto loro.

 

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6 Risposte to “Imbellettaggio”

  1. Anonimo Says:

    Forse in qualcosa hai sbagliato anche tu. Pensiamo

  2. Anonimo Says:

    Peccato per INSIEME X PV, un bel campo ROM al posto del mercato coperto l’avrei visto bene…

  3. Anonimo Says:

    Non ammetto prese in giro. Dai. Vorrei solo capire le ragioni di una sconfitta così grave. Ci sarà pure. O no?

  4. Anonimo Says:

    Te la dico io la ragione. Tutto quello che tocca gg muore. Ha pesi grossi sulla coscienza

  5. ggiovannetti Says:

    Ad esempio?

  6. Paolo Ferloni Says:

    Hanno vinto loro? Per ora, forse. Sediamoci sulla riva del Ticino, e stiamo a vedere nei prossimi giorni, o anni……

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